Thelypteris palustris (chiamata anche Dryopteris Thelypteris) è una graziosa felce palustre dall'aspetto delicato ed elegante, adatta alle zone marginali di un laghetto.
E' una delle poche felci che resiste al sole, con i suoi toni brillanti tappezza gradevolmente le sponde di un giardino acquatico.
L'habitat naturale di questa felce comprende tutte le zone umide della fascia temperata del continente euroasiatico e americano, si colloca su terreni sabbiosi e umidi di torbiere, sponde di fossati e stagni, paludi e acquitrini.
Il nome Thelypteris deriva dal greco "thély" femmina e "ptéris" felce; palustris indica l'ambiente in cui vive.
Ama vivere nel terreno leggermente acido ed umido anche sommersa da qualche centimetro d'acqua, con una crescita abbastanza lenta forma ampi cespi di fogliame lievemente ricadenti che raggiungono un'altezza di circa 60 centimetri.
Thelypteris palustris si sviluppa da un lungo rizoma strisciante sotterraneo dal quale si diramano fronde dall'aspetto gracile i colore verde che vira al giallo .
Le foglie appaiono pennate con una nervatura centrale violacea verso la base.
Questa piccola felce dà il meglio di sé in condizioni di umidità, in ombra leggera in un suolo leggermente acido (si adatta comunque ad ogni tipo di terreno).
Durante i mesi invernali perde il fogliame mentre il rizoma sopravvive anche all'interno del ghiaccio.
Thelypteris palustris è un ornamento grazioso per abbellire un giardino roccioso, magari nei pressi di un ruscello o di giochi d'acqua, se collocata sulle sponde di un laghetto regala un tocco di rusticità.
Con "il Giardino delle Naiadi" l'acqua assume la sua forma migliore, schizza e zampilla nelle fontane,chiacchiera e si rinfresca in cascate e ruscelli, medita e si rilassa nei laghetti, si sposa con la natura nelle biopiscine. Il Giardino delle Naiadi rinsalda l'unione atavica che lega l'uomo all'acqua, regala una spinta emotiva per un ritorno alla natura
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mercoledì 4 maggio 2016
venerdì 11 marzo 2016
SPIREA ULMARIA, LA REGINA DEI PRATI
Spirea ulmaria (Olmaria) sulle sponde del laghetto o collocata in zone paludose del giardino rappresenta un piccolo tesoro: un'erbacea dall'aspetto delicato tipica di zone umide, prati e rive dei corsi d'acqua ma che racchiude numerose proprietà benefiche.
Si tratta di una Rosacea molto comune che si coltiva da sé, ricca di qualità conosciuta ed utilizzata in Europa da secoli per il suo profumo e come rimedio medicinale.
La piccola ed aggraziata Olmaria è anche conosciuta col nome di Filipendula ulmaria, un'erbacea perenne rizomatosa che prospera su terreni bagnati di paludi, acquitrini, prati umidi e sponde dei corsi d'acqua esposti al sole o parzialmente in ombra.
Il nome Spirea deriva dal termine greco "speira" in riferimento ai frutti spiraliformi, "ulmaria" per la somiglianza delle foglie a quelle dell'Olmo (Ulmus), con Verbena e Mentha acquatica è una delle tre piante sacre del popolo celtico e utilizzata dai Druidi.
Nel Medioevo i fiori di Spirea venivano spesso introdotti nel vino o nella birra ed erano uno degli ingredienti per aromatizzare l'idromele, probabilmente la bevanda fermentata più antica del mondo.
Il profumo gradevole di foglie e fiori è stato ampiamente sfruttato (pare fosse il preferito da Elisabetta I), i fiori venivano sparsi sui pavimenti per mascherare odori sgradevoli e profumare le chiese durante cerimonie religiose e matrimoni.
Olmaria, nota come la "Regina dei prati" è uno dei fiori selvatici più conosciuti sia per l'aroma gradevole sia per l'azione medicinale nel trattamento di tosse e raffreddore, per l'effetto diuretico, per combattere dolori articolari e gotta (la tradizione vuole che il re Alboino utilizzasse Spirea per combattere le numerose crisi di gotta).
Spiraea ulmaria è stata fondamentale per lo sviluppo della famosa "Aspirina" il cui nome è stato creato dalla Bayer utilizzando il nome botanico della pianta.
Nel 1838 il chimico e italiano Raffaele Piria fu il primo a produrre acido salicilico (la base degli antinfiammatori) dai boccioli di Spirea e corteccia di salice (Salix alba).
Olmaria è dotata di un grosso rizoma strisciante, fusto vigoroso, rigido e robusto che si suddivide nella parte distale in rami quadrangolari che si sviluppano verso l'alto fino a 120 cm, foglie pinnate color verde scuro sulla pagina superiore e biancastre e pelose in quella inferiore.
I fiori estivi color bianco-crema sono di piccole dimensioni e raccolti in densi corimbi irregolari, il profumo gradevole ricorda quello delle mandorle.
I frutti spiraliformi contengono semi scuri.
La pianta forma densi ciuffi con andamento verticale con steli aggraziati e leggermente prostrati.
Spirea ulmaria è stata utilizzata come pianta medicinale fin dai tempi antichi e ancora oggi rimane un rimedio erboristico tra i più utilizzati.
I suoi benefici hanno ampiamente superato i test della medicina moderna, il fitocomplesso infatti contiene derivati salicilici (principio attivo dell'aspirina), flavonoidi, vitamina C, sali minerali ed oli essenziali.
La pianta presenta le capacità curative degli antinfiammatori di sintesi (azione antipiretica, antireumatica, antidolorifica ecc.) senza gli effetti collaterali a carico della mucosa gastrica tipici di questi farmaci.
Della pianta si utilizzano le sommità fiorite, le foglie e le radici per preparare infusi con acqua non troppo calda perché l'acido salicilico si distrugge col calore.
L'infuso ottenuto da fiori e foglie è ottimo per alleviare i dolori articolari, per eliminare i liquidi in eccesso (ottimo anche per combattere la cellullite!) e curare tutti gli stati infiammatori o più semplicemente tosse e raffreddore.
Nella medicina popolare Spirea viene utilizzata per la cura di ulcere e disturbi gastrointestinali e per la cura di ferite per la discreta attività antibatterica.
Dalle sommità fiorite raccolte in Estate si ricava una tintura madre.
I fiori e le foglie essiccati possono far parte di un gradevole pot-pourri che profumerà le stanze della casa per diversi mesi, aromatizzare bevande o frutta cotta.
Coltiviamo Spirea ulmaria in un terreno argilloso sempre umido, ricco e posto in posizioni semi-ombreggiate, se collocata al sole occorre garantire frequenti irrigazioni.
Olmaria è adatta a bordo laghetto, in un giardino palustre o roccioso oppure in un giardino di campagna dove la pianta attrae gli insetti soprattutto api.
I fiori estivi color bianco-crema sono di piccole dimensioni e raccolti in densi corimbi irregolari, il profumo gradevole ricorda quello delle mandorle.
I frutti spiraliformi contengono semi scuri.
La pianta forma densi ciuffi con andamento verticale con steli aggraziati e leggermente prostrati.
Spirea ulmaria è stata utilizzata come pianta medicinale fin dai tempi antichi e ancora oggi rimane un rimedio erboristico tra i più utilizzati.
I suoi benefici hanno ampiamente superato i test della medicina moderna, il fitocomplesso infatti contiene derivati salicilici (principio attivo dell'aspirina), flavonoidi, vitamina C, sali minerali ed oli essenziali.
La pianta presenta le capacità curative degli antinfiammatori di sintesi (azione antipiretica, antireumatica, antidolorifica ecc.) senza gli effetti collaterali a carico della mucosa gastrica tipici di questi farmaci.
Della pianta si utilizzano le sommità fiorite, le foglie e le radici per preparare infusi con acqua non troppo calda perché l'acido salicilico si distrugge col calore.
L'infuso ottenuto da fiori e foglie è ottimo per alleviare i dolori articolari, per eliminare i liquidi in eccesso (ottimo anche per combattere la cellullite!) e curare tutti gli stati infiammatori o più semplicemente tosse e raffreddore.
Nella medicina popolare Spirea viene utilizzata per la cura di ulcere e disturbi gastrointestinali e per la cura di ferite per la discreta attività antibatterica.
Dalle sommità fiorite raccolte in Estate si ricava una tintura madre.
I fiori e le foglie essiccati possono far parte di un gradevole pot-pourri che profumerà le stanze della casa per diversi mesi, aromatizzare bevande o frutta cotta.
Coltiviamo Spirea ulmaria in un terreno argilloso sempre umido, ricco e posto in posizioni semi-ombreggiate, se collocata al sole occorre garantire frequenti irrigazioni.
Olmaria è adatta a bordo laghetto, in un giardino palustre o roccioso oppure in un giardino di campagna dove la pianta attrae gli insetti soprattutto api.
martedì 23 febbraio 2016
APIUM NODIFLORUM, LA SEDANINA D'ACQUA
Tra i crescioni d'acqua, piccole acquatiche commestibili che vivono lungo le sponde di fossi, stagni ed aree fangose, troviamo Apium nodiflorum, la Sedanina d'acqua.
Non è una pianta inserita tra le officinali, ma i suoi teneri germogli ed i gambi cavi trovano posto in una fresca insalatina alla quale regalano un sapore gradevole e un po' particolare.
Nella medicina popolare, il decotto a base di Sedanina d'acqua, è ritenuto un ottimo diuretico e decongestionante delle intere vie urinarie.
Apium nodiflorum non è un'acquatica appariscente, ma in un laghetto naturale dalle curve sinuose, trova una giusta collocazione magari accanto a piante acquatiche aromatiche.
Il nome Apium (dal celtico "Apon" che significa "acqua"), i fusti cavi, le radici perennemente sommerse, collocano questa Umbellifera senza alcun dubbio tra le piante acquatiche.
Sedanina d'acqua cresce spontaneamente in molte regioni europee, dalla pianura fino alla bassa montagna, in Italia è diffusa in ogni zona.
E' un'erbacea perenne che cresce folta e rigogliosa, ramificata, dai fusti cavi striati ascendenti che possono raggiungere il metro di altezza (i miei esemplari non superano mai 20 cm!).
Le foglie sono costituite da segmenti (da 7 a 13) dalla forma rotondeggiante o lanceolata e i margini dentati.
Alla fine della Primavera compaiono piccole infiorescenze bianche ripiegate all'indietro e disposte su un numero variabile di raggi a forma di ombrello.
I frutti ovoidali si presentano al termine dell'Estate.
La coltivazione è semplicissima: una volta messo a dimora con le radici immerse nell'acqua, Apium nodiflorum sarà totalmente autonomo.
Non è una pianta inserita tra le officinali, ma i suoi teneri germogli ed i gambi cavi trovano posto in una fresca insalatina alla quale regalano un sapore gradevole e un po' particolare.
Nella medicina popolare, il decotto a base di Sedanina d'acqua, è ritenuto un ottimo diuretico e decongestionante delle intere vie urinarie.
Apium nodiflorum non è un'acquatica appariscente, ma in un laghetto naturale dalle curve sinuose, trova una giusta collocazione magari accanto a piante acquatiche aromatiche.
Il nome Apium (dal celtico "Apon" che significa "acqua"), i fusti cavi, le radici perennemente sommerse, collocano questa Umbellifera senza alcun dubbio tra le piante acquatiche.
Sedanina d'acqua cresce spontaneamente in molte regioni europee, dalla pianura fino alla bassa montagna, in Italia è diffusa in ogni zona.
E' un'erbacea perenne che cresce folta e rigogliosa, ramificata, dai fusti cavi striati ascendenti che possono raggiungere il metro di altezza (i miei esemplari non superano mai 20 cm!).
Le foglie sono costituite da segmenti (da 7 a 13) dalla forma rotondeggiante o lanceolata e i margini dentati.
Alla fine della Primavera compaiono piccole infiorescenze bianche ripiegate all'indietro e disposte su un numero variabile di raggi a forma di ombrello.
I frutti ovoidali si presentano al termine dell'Estate.
La coltivazione è semplicissima: una volta messo a dimora con le radici immerse nell'acqua, Apium nodiflorum sarà totalmente autonomo.
domenica 16 agosto 2015
UNA ROSSA GALLEGGIA NEL LAGHETTO: PHYLLANTHUS FLUITANS
Il caldo non concede un attimo di tregua e le acquatiche nel laghetto non rallentano la loro esuberante crescita.
Il sole cocente esalta il colore di Phillanthus fluitans, una rossa galleggiante dal temperamento invadente e dall'aspetto tropicale che ricorda la pigra atmosfera e le acque lente del Rio delle Amazzoni.
Tra le galleggianti che in Estate popolano i laghetti nostrani, Phillanthus fluitans non è purtroppo tra le più utilizzate e conosciute nonostante le ottime qualità che la caratterizzano.
Questa bella galleggiante originaria del Centro-Sud America appartiene alla numerosa famiglia delle Phyllantaceae che comprende anche piante che vivono nel deserto, il genere fluitans invece si è adattato per vivere in ambienti molto umidi.
Le foglie sono di forma ellittica quasi rotondeggiante, il colore varia a seconda dell'intensità luminosa: da un debole verde si passa ad un rosso vivace in presenza di forte luminosità.
La pagina superiore è caratterizzata dalla presenza di peli, il tessuto aerifero della pagina inferiore permette il galleggiamento della piccola pianta (raggiunge appena 3 cm di larghezza e 3-4 di altezza).
Durante la fioritura autunnale emerge un piccolo fiore bianco-rosato, le brevi radici flottanti invece sono folte e ramificate, di colore rosso anche in presenza di scarsa luminosità.
Phyllanthus fluitans è una pianta acquatica robusta dal rapido accrescimento, che in condizioni ottimali (clima caldo e assolato), assume un carattere invasivo.
All'interno di un laghetto ornamentale o un minipond è ottima per combattere la diffusione delle alghe, aiuta ad ombreggiare la superficie acquatica, fornisce rifugio a piccoli pesci e risulta un perfetto substrato per la deposizione delle uova.
I piccoli fiori a 5 petali e il bel fogliame fanno di questa galleggiante un ottimo ornamento in un laghetto di piccole dimensioni, una nota di colore caldo quando l'Estate volge verso il periodo autunnale.
La crescita si controlla facilmente mediante sfoltimento, la riproduzione avviene spontaneamente mediante getti laterali.
Prima dell'Inverno conserviamone qualche esemplare in un ambiente protetto dalle basse temperature, siccome la pianta non sopporta il gelo.
Phyllanthus fluitans si presta anche per la coltivazione in acquario.
Il sole cocente esalta il colore di Phillanthus fluitans, una rossa galleggiante dal temperamento invadente e dall'aspetto tropicale che ricorda la pigra atmosfera e le acque lente del Rio delle Amazzoni.
Tra le galleggianti che in Estate popolano i laghetti nostrani, Phillanthus fluitans non è purtroppo tra le più utilizzate e conosciute nonostante le ottime qualità che la caratterizzano.
Questa bella galleggiante originaria del Centro-Sud America appartiene alla numerosa famiglia delle Phyllantaceae che comprende anche piante che vivono nel deserto, il genere fluitans invece si è adattato per vivere in ambienti molto umidi.
Le foglie sono di forma ellittica quasi rotondeggiante, il colore varia a seconda dell'intensità luminosa: da un debole verde si passa ad un rosso vivace in presenza di forte luminosità.
La pagina superiore è caratterizzata dalla presenza di peli, il tessuto aerifero della pagina inferiore permette il galleggiamento della piccola pianta (raggiunge appena 3 cm di larghezza e 3-4 di altezza).
Durante la fioritura autunnale emerge un piccolo fiore bianco-rosato, le brevi radici flottanti invece sono folte e ramificate, di colore rosso anche in presenza di scarsa luminosità.
Phyllanthus fluitans è una pianta acquatica robusta dal rapido accrescimento, che in condizioni ottimali (clima caldo e assolato), assume un carattere invasivo.
All'interno di un laghetto ornamentale o un minipond è ottima per combattere la diffusione delle alghe, aiuta ad ombreggiare la superficie acquatica, fornisce rifugio a piccoli pesci e risulta un perfetto substrato per la deposizione delle uova.
I piccoli fiori a 5 petali e il bel fogliame fanno di questa galleggiante un ottimo ornamento in un laghetto di piccole dimensioni, una nota di colore caldo quando l'Estate volge verso il periodo autunnale.
La crescita si controlla facilmente mediante sfoltimento, la riproduzione avviene spontaneamente mediante getti laterali.
Prima dell'Inverno conserviamone qualche esemplare in un ambiente protetto dalle basse temperature, siccome la pianta non sopporta il gelo.
Phyllanthus fluitans si presta anche per la coltivazione in acquario.
sabato 4 luglio 2015
ALTERNANTHERA AQUATICA, NOVITA' NEL LAGHETTO
Per un affascinante ed esotico laghetto estivo, magari accanto ad Eichhornia Crassipes, il bellissimo Giacinto d'acqua, ecco una novità che giunge dal Centro-Sudamerica: Alternanthera aquatica, una meravigliosa Amaranthacea dalla fioritura sorprendente.
Questa erbacea di facile coltivazione e dalla crescita esuberante è un perfetto arricchimento del laghetto in Estate, una pianta dal portamento strisciante che si adatta senza problemi ad ogni ambiente.
Eccola galleggiare sul pelo dell'acqua grazie agli internodi pieni d'aria oppure aggrapparsi mediante radici avventizie sulle sponde fangose del laghetto e trasformarsi in una bella marginale.
Anche un terreno paludoso di un giardino palustre è un perfetto habitat per Alternanthera aquatica, in breve tempo i rami striscianti si spingeranno per molti metri.
La pianta è un'erbacea perenne dal fusto marrone-rossastro che nel suo ambiente naturale (Bolivia, Paraguay, Brasile) vive in paludi, zone marginali di laghi e argini fangosi ricchi di sostanze nutritive dove forma intricati tappeti con il vigoroso apparato radicale orizzontale.
Le foglie, fornite di lungo picciolo, sono di colore verde con venature chiare, forma allungata e margini lisci; si dispongono sul ramo in modo alternato ed emergono dall'acqua per una decina di centimetri.
In Estate, dal groviglio dei rami si innalzano verticalmente lunghe aste che portano alla sommità spighe fiorite composte da piccoli fiori semplici a forma di calice, i petali a punta e le antere dorati.
I bellissimi fiori spiccano dalla pianta in modo elegante, l'interno dal colore acceso regala un interessante contrasto nel laghetto estivo.
La pianta si sviluppa in modo vigoroso tramite steli forniti da nodi che contengono aria ed adatti al galleggiamento, perfetto habitat protetto per piccoli pesci e piante come Limnobium Laevigatum, Eichhornia crassipes e Phyllanthus
fluitans.
Alternanthera aquatica è una pianta adatta a laghetti di medio-grandi dimensioni visto l'accrescimento rapido dal carattere invasivo, richiede un'esposizione soleggiata per almeno 6 ore al giorno come la maggior parte delle piante acquatiche.
Per la propagazione basta gettare un pezzetto di stelo in acqua o piantarlo nel margine fangoso del laghetto, tenere controllata la crescita potando i rami in eccesso.
Durante la stagione invernale consiglio un ricovero protetto di qualche talea siccome la pianta non sopporta il gelo.
Questa erbacea di facile coltivazione e dalla crescita esuberante è un perfetto arricchimento del laghetto in Estate, una pianta dal portamento strisciante che si adatta senza problemi ad ogni ambiente.
Eccola galleggiare sul pelo dell'acqua grazie agli internodi pieni d'aria oppure aggrapparsi mediante radici avventizie sulle sponde fangose del laghetto e trasformarsi in una bella marginale.
Anche un terreno paludoso di un giardino palustre è un perfetto habitat per Alternanthera aquatica, in breve tempo i rami striscianti si spingeranno per molti metri.
La pianta è un'erbacea perenne dal fusto marrone-rossastro che nel suo ambiente naturale (Bolivia, Paraguay, Brasile) vive in paludi, zone marginali di laghi e argini fangosi ricchi di sostanze nutritive dove forma intricati tappeti con il vigoroso apparato radicale orizzontale.
Le foglie, fornite di lungo picciolo, sono di colore verde con venature chiare, forma allungata e margini lisci; si dispongono sul ramo in modo alternato ed emergono dall'acqua per una decina di centimetri.
In Estate, dal groviglio dei rami si innalzano verticalmente lunghe aste che portano alla sommità spighe fiorite composte da piccoli fiori semplici a forma di calice, i petali a punta e le antere dorati.
I bellissimi fiori spiccano dalla pianta in modo elegante, l'interno dal colore acceso regala un interessante contrasto nel laghetto estivo.
La pianta si sviluppa in modo vigoroso tramite steli forniti da nodi che contengono aria ed adatti al galleggiamento, perfetto habitat protetto per piccoli pesci e piante come Limnobium Laevigatum, Eichhornia crassipes e Phyllanthus
fluitans.
Alternanthera aquatica è una pianta adatta a laghetti di medio-grandi dimensioni visto l'accrescimento rapido dal carattere invasivo, richiede un'esposizione soleggiata per almeno 6 ore al giorno come la maggior parte delle piante acquatiche.
Per la propagazione basta gettare un pezzetto di stelo in acqua o piantarlo nel margine fangoso del laghetto, tenere controllata la crescita potando i rami in eccesso.
Durante la stagione invernale consiglio un ricovero protetto di qualche talea siccome la pianta non sopporta il gelo.
sabato 20 giugno 2015
NATA DA PADRE NOBILE: LA CANAPA ACQUATICA
Chi non conosce la leggenda di Mitridate, grande sovrano del Ponto, acerrimo nemico di Roma, valoroso guerriero, esempio di prodigiosa memoria e poliglossia in grado di resistere ai veleni per averne assunto nel corso della vita quantità sempre maggiori?
Tra uno studio di una lingua straniera, una guerra e l'ingestione di veleno, Mitridate Eupatore Dioniso (132 a.C.? 63 a.C.) trovò il tempo per lo studio delle proprietà medicinali di una pianta palustre che dal grande sovrano ha preso il nome: Eupatorium cannabium, la Canapa acquatica.
E' appunto a Mitridate Eupatore che fa riferimento il genere della pianta, termine che etimologicamente deriva dal greco e significa "nato da nobile padre", Cannabium invece è stato attribuito per la somiglianza delle foglie con la comune canapa (Cannabis sativa) con cui quest'erbacea non ha nulla a che fare.
La Canapa acquatica è un'erbacea perenne ricoperta di corti peli che appartiene alla famiglia delle Asteraceae, cresce spontaneamente in luoghi umidi e freschi, sulle rive di fiumi e fossi e nelle zone paludose o incolte.
E' una specie presente in tutta Italia a vasta distribuzione, con alcune caratteristiche variabili a seconda della zona.
La crescita dall'andamento verticale è vigorosa, annuale o biennale oppure perenne.
Dalla radice fibrosa emergono fusti striati rossastri tomentosi che, se spezzati emanano un odore gradevole.
Le foglie pinnate e opposte dal margine seghettato appaiono simili a quelle della Canapa comune.
La parte terminale della pianta è densamente ramificata e ospita numerosi capolini fioriti dal rosa gradevole e lievemente profumati riuniti in un'infiorescenza detta corimbo presente sulla pianta da Giugno a Novembre.
I semi sono piccoli acheni provvisti di pappo che ne favorisce la diffusione.
La Canapa acquatica è una specie officinale tossica conosciuta ed utilizzata fin dall'antichità.
Nella medicina popolare sono state impiegate foglie e sommità fiorite per le proprietà diuretiche, il rizoma sottoforma di decotto da applicare su ferite, ulcerazioni cutanee, eruzioni ed eczemi della pelle.
Nonostante le diverse proprietà benefiche (Eupatorium stimola l'appetito, ha capacità vermifughe, disintossicanti, lassative, cura raffreddori e febbri) per l'alto contenuto di un composto organico chiamato eupatorina (causa gravi danni al fegato ed è cancerogena), è una pianta tossica.
A scopo ornamentale, la Canapa acquatica trova impiego in un laghetto informale o in una zona umida semi-ombreggiata di un giardino di campagna.
Ama il terreno argilloso ed umido e cresce vigorosa nella zona marginale di uno specchio acquatico dove in breve tempo ricopre ampie aree sia assolate che esposte a mezz'ombra.
Alla fine dell'Autunno è possibile recidere la pianta al suolo per stimolare a Primavera la ripresa vegetativa.
Eupatorium Cannabium è una pianta acquatica palustre di notevole impatto visivo adatta a grandi spazi e di semplice gestione.
Tra uno studio di una lingua straniera, una guerra e l'ingestione di veleno, Mitridate Eupatore Dioniso (132 a.C.? 63 a.C.) trovò il tempo per lo studio delle proprietà medicinali di una pianta palustre che dal grande sovrano ha preso il nome: Eupatorium cannabium, la Canapa acquatica.
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| Canapa acquatica |
E' appunto a Mitridate Eupatore che fa riferimento il genere della pianta, termine che etimologicamente deriva dal greco e significa "nato da nobile padre", Cannabium invece è stato attribuito per la somiglianza delle foglie con la comune canapa (Cannabis sativa) con cui quest'erbacea non ha nulla a che fare.
La Canapa acquatica è un'erbacea perenne ricoperta di corti peli che appartiene alla famiglia delle Asteraceae, cresce spontaneamente in luoghi umidi e freschi, sulle rive di fiumi e fossi e nelle zone paludose o incolte.
E' una specie presente in tutta Italia a vasta distribuzione, con alcune caratteristiche variabili a seconda della zona.
La crescita dall'andamento verticale è vigorosa, annuale o biennale oppure perenne.
Dalla radice fibrosa emergono fusti striati rossastri tomentosi che, se spezzati emanano un odore gradevole.
Le foglie pinnate e opposte dal margine seghettato appaiono simili a quelle della Canapa comune.
La parte terminale della pianta è densamente ramificata e ospita numerosi capolini fioriti dal rosa gradevole e lievemente profumati riuniti in un'infiorescenza detta corimbo presente sulla pianta da Giugno a Novembre.
I semi sono piccoli acheni provvisti di pappo che ne favorisce la diffusione.
La Canapa acquatica è una specie officinale tossica conosciuta ed utilizzata fin dall'antichità.
Nella medicina popolare sono state impiegate foglie e sommità fiorite per le proprietà diuretiche, il rizoma sottoforma di decotto da applicare su ferite, ulcerazioni cutanee, eruzioni ed eczemi della pelle.
Nonostante le diverse proprietà benefiche (Eupatorium stimola l'appetito, ha capacità vermifughe, disintossicanti, lassative, cura raffreddori e febbri) per l'alto contenuto di un composto organico chiamato eupatorina (causa gravi danni al fegato ed è cancerogena), è una pianta tossica.
A scopo ornamentale, la Canapa acquatica trova impiego in un laghetto informale o in una zona umida semi-ombreggiata di un giardino di campagna.
Ama il terreno argilloso ed umido e cresce vigorosa nella zona marginale di uno specchio acquatico dove in breve tempo ricopre ampie aree sia assolate che esposte a mezz'ombra.
Alla fine dell'Autunno è possibile recidere la pianta al suolo per stimolare a Primavera la ripresa vegetativa.
Eupatorium Cannabium è una pianta acquatica palustre di notevole impatto visivo adatta a grandi spazi e di semplice gestione.
sabato 28 febbraio 2015
IL SALICE ACQUATICO, JUSTICIA AMERICANA
Le foglie strette e lunghe di Justicia americana, simili a quelle dell'albero del Salice (Salix), danno il nome di "Salice acquatico" a questa interessante e nuova erbacea che cresce sia in dense colonie sommerse che sulle rive di corsi d'acqua e fiumi poco profondi a lento scorrimento
.
Justicia può crescere anche in corsi d'acqua dove la corrente è rapida, su quelle isole sabbiose che a volte si formano all'interno di fiumi e laghi, su banchi fangosi di paludi in cui il livello dell'acqua oscilla notevolmente durante il corso dell'anno.
Con Salix non ha nulla a che fare, si tratta in realtà di un'erbacea della famiglia delle Acanthaceae nativa del Nord America, la più robusta del suo genere.
Salice acquatico forma dense colonie sui bordi di uno stagno tramite rizomi sotterranei striscianti da cui di elevano fusti verdi flessibili radicanti ai nodi.
Gli steli quadrangolari si ricoprono di foglie allungate prive di picciolo e da Maggio a Luglio esplode la fioritura di bellissimi fiori simili a piccole orchidee che si prolunga sino a Settembre inoltrato.
I fiori bicolore si aprono a due a due su corti peduncoli nell'ascella fogliare, spesso sovrapposti ai boccioli e ai fiori delle spighe vicine, hanno sfumature dal viola-lavanda sino al bianco pallido, con un piccolo labbro inferiore inarcato dalle marcature viola-marrone ed antere rosso porpora al posto del solito giallo.
Justicia americana è una pianta molto rustica che ama il pieno sole e la mezz'ombra, non teme il gelo e può vivere sia semi sommersa nelle acque basse del laghetto che emergente sulle sue rive dove raggiunge un altezza di 40 cm.
Con la sua copiosa e particolare fioritura è una deliziosa aggiunta ad un laghetto sia di piccole che grandi dimensioni.
Le colonie sommerse e gli intricati rizomi ospitano e rifugiano piccoli invertebrati, nella stagione riproduttiva si rivelano importanti siti di riproduzione per molte specie di pesci d'acqua dolce.
venerdì 16 gennaio 2015
THALIA GENICULATA, BANDIERA DEGLI ALLIGATORI
Probabilmente quando alligatori e coccodrilli si muovono furtivamente tra le acque basse sudamericane di corsi d'acqua e paludi, rivelano la loro presenza facendo ondeggiare i lunghi steli sormontati dalle grandi foglie di Thalia geniculata come fossero bandiere agitate dal vento.
Thalia geniculata è una robusta pianta acquatica che appartiene al genere Thalia, una Marantacea che si distingue per il portamento verticale di grande effetto, un'aggiunta importante per un giardino acquatico.
La caratteristica più notevole di questa pianta è la verticalità degli alti steli che si innalzano dal laghetto, le grandi foglie che svettano su fusti eretti sono molto appariscenti e raggiungono oltre 2 metri di altezza.
Nella cultivar "Red stem" gli steli appaiono color rosso porpora e rendono la pianta maggiormente attraente.
Thalia geniculata è una palustre di grande taglia adatta a laghetti e giochi d'acqua di grandi dimensioni che, grazie all'originale colorazione dei fusti e la particolare fioritura a grappolo, regala al laghetto un punto focale di grande interesse.
Gli steli hanno un aspetto inginocchiato (da qui il termine "geniculata"), una caratteristica di alto livello decorativo nel paesaggio.
Thalia geniculata predilige habitat umidi dove àncora il suo robusto rizoma ricco di amido che si diffonde nel fango sotto la superficie dell'acqua e dà luogo a ciuffi di foglie che da una base acquatica emergono verticalmente.
Le grandi e semplici foglie lanceolate raggiungono una lunghezza di oltre 50 cm, terminano con un apice appuntito e mostrano un'evidente nervatura centrale.
Nel periodo estivo Thalia geniculata produce lunghe infiorescenze a zig zag costituite da pannocchie formate da piccoli fiori violacei che emergono da grandi brattee.
I fiori hanno una struttura particolare e complessa, sono accoppiati in modo speculare e all'interno racchiudono un meccanismo simile ad una trappola per topi che blocca gli insetti impollinatori, raschia loro la pancia per eliminare il polline di un altro fiore e in un nanosecondo pennella il proprio polline.
Uno scatto chiude l'ingresso del fiore che non necessità più visite per l'impollinazione lasciando fuori l'insetto sgomento.
Ai fiori seguono frutti sferici marroni che si disperdono nell'acqua favorendo la diffusione della pianta che si moltiplica anche tramite rizoma sotterraneo.
Rispetto a Thalia dealbata, la varietà geniculata mostra foglie più grandi e più larghe alla base e un'infiorescenza completamente differente.
Thalia geniculata richiede esposizione in pieno sole- mezz'ombra, profondità dell'acqua tra 30 e 60 cm (immergere al massimo 50 cm dal colletto), in caso di gelo o siccità la parte aerea si dissecca mentre il rizoma si conserva nel fango.
Se alloggiata invaso consiglio un contenitore di grandi dimensioni che permetta l'espansione di questa vigorosa pianta palustre.
Thalia geniculata è una robusta pianta acquatica che appartiene al genere Thalia, una Marantacea che si distingue per il portamento verticale di grande effetto, un'aggiunta importante per un giardino acquatico.
La caratteristica più notevole di questa pianta è la verticalità degli alti steli che si innalzano dal laghetto, le grandi foglie che svettano su fusti eretti sono molto appariscenti e raggiungono oltre 2 metri di altezza.
Nella cultivar "Red stem" gli steli appaiono color rosso porpora e rendono la pianta maggiormente attraente.
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| Thalia geniculata "Red stem" |
Thalia geniculata è una palustre di grande taglia adatta a laghetti e giochi d'acqua di grandi dimensioni che, grazie all'originale colorazione dei fusti e la particolare fioritura a grappolo, regala al laghetto un punto focale di grande interesse.
Gli steli hanno un aspetto inginocchiato (da qui il termine "geniculata"), una caratteristica di alto livello decorativo nel paesaggio.
Thalia geniculata predilige habitat umidi dove àncora il suo robusto rizoma ricco di amido che si diffonde nel fango sotto la superficie dell'acqua e dà luogo a ciuffi di foglie che da una base acquatica emergono verticalmente.
Le grandi e semplici foglie lanceolate raggiungono una lunghezza di oltre 50 cm, terminano con un apice appuntito e mostrano un'evidente nervatura centrale.
Nel periodo estivo Thalia geniculata produce lunghe infiorescenze a zig zag costituite da pannocchie formate da piccoli fiori violacei che emergono da grandi brattee.
I fiori hanno una struttura particolare e complessa, sono accoppiati in modo speculare e all'interno racchiudono un meccanismo simile ad una trappola per topi che blocca gli insetti impollinatori, raschia loro la pancia per eliminare il polline di un altro fiore e in un nanosecondo pennella il proprio polline.
Uno scatto chiude l'ingresso del fiore che non necessità più visite per l'impollinazione lasciando fuori l'insetto sgomento.
Ai fiori seguono frutti sferici marroni che si disperdono nell'acqua favorendo la diffusione della pianta che si moltiplica anche tramite rizoma sotterraneo.
Rispetto a Thalia dealbata, la varietà geniculata mostra foglie più grandi e più larghe alla base e un'infiorescenza completamente differente.
Thalia geniculata richiede esposizione in pieno sole- mezz'ombra, profondità dell'acqua tra 30 e 60 cm (immergere al massimo 50 cm dal colletto), in caso di gelo o siccità la parte aerea si dissecca mentre il rizoma si conserva nel fango.
Se alloggiata invaso consiglio un contenitore di grandi dimensioni che permetta l'espansione di questa vigorosa pianta palustre.
martedì 6 gennaio 2015
AZOLLA FILICULOIDES, IL MUSCHIO DELLE FATE
Ogni specchio d'acqua che ospita Azolla filiculoides si trasforma nel periodo invernale in un manto rosato di grande impatto visivo: il mantello di una fata posato sul pelo dell'acqua, uno spettacolo naturale insolito.
Azolla filiculoides è una felce acquatica perenne galleggiante dalla crescita veloce ampiamente distribuita nei bacini d'acqua a lento scorrimento di tutte le zone temperate, subtropicali e tropicali di tutto il mondo.
Il "muschio delle fate" ricopre in pochi mesi la superficie acquatica formando densi tappeti alti fino a 30 cm che escludono la luce con grandi benefici alla qualità dell'acqua, riduzione del carico organico ed aumento dell'ossigeno.
Azolla filiculoides è un fossile vivente che arriva dal Cretaceo superiore, periodo dominato dalla presenza dei dinosauri.
Ogni singola pianta è costituita da rosette galleggianti del diametro di pochi centimetri composte da fronde ramificate prostrate sovrapposte e minute.
Gli steli raggiungono una lunghezza massima di 5 cm, quando si spezzano danno origine ad un nuovo individuo (riproduzione vegetativa).
Le foglie sovrapposte come tegole, sono ricoperte da fitte papille, il colore varia a seconda della temperatura e dell'intensità della luce.
Dal verde-grigio in ombra si passa al rosso-violaceo più intenso del periodo autunnale attraverso una diversa gamma di rosa, un caleidoscopio di colori!
Come Azolla caroliniana, Azolla filiculoides contiene, all'interno di una cavità fogliare, un'alga blu filiforme (cianobatterio) in grado di fissare l'azoto.
Si tratta di Anabaena azollae, un batterio fotosintetico con cui la piccola felce vive in simbiosi sfruttato dall'uomo come fertilizzante.
Azolla filiculoides, nonostante possa diventare una specie altamente invasiva, offre molti vantaggi all'interno di un giardino acquatico
Coltivare Azolla filiculoides è semplicissimo: basta gettare alcuni ciuffi all'interno di un laghetto, stagno naturale o minipond e in condizioni ideali raddoppierà la superficie ricoperta in 4-5 giorni.
Tollera esposizioni al sole e all'ombra, sopravvive con temperature dell'acqua al di sopra dello 0 altrimenti scompare dopo aver rilasciato sul fondo le spore che daranno il via ad un nuovo ciclo vegetativo in Primavera.
Consiglio di evitare la copertura totale della superficie del laghetto per non sottrarre luce alle acquatiche sommerse e ai pesci.
Rimuovere manualmente le piante in eccesso senza disperderle in fossi e canali in cui Azolla filiculoides diventerebbe invasiva.
Azolla filiculoides è una felce acquatica perenne galleggiante dalla crescita veloce ampiamente distribuita nei bacini d'acqua a lento scorrimento di tutte le zone temperate, subtropicali e tropicali di tutto il mondo.
Il "muschio delle fate" ricopre in pochi mesi la superficie acquatica formando densi tappeti alti fino a 30 cm che escludono la luce con grandi benefici alla qualità dell'acqua, riduzione del carico organico ed aumento dell'ossigeno.
Azolla filiculoides è un fossile vivente che arriva dal Cretaceo superiore, periodo dominato dalla presenza dei dinosauri.
Ogni singola pianta è costituita da rosette galleggianti del diametro di pochi centimetri composte da fronde ramificate prostrate sovrapposte e minute.
Gli steli raggiungono una lunghezza massima di 5 cm, quando si spezzano danno origine ad un nuovo individuo (riproduzione vegetativa).
Le foglie sovrapposte come tegole, sono ricoperte da fitte papille, il colore varia a seconda della temperatura e dell'intensità della luce.
Dal verde-grigio in ombra si passa al rosso-violaceo più intenso del periodo autunnale attraverso una diversa gamma di rosa, un caleidoscopio di colori!
Come Azolla caroliniana, Azolla filiculoides contiene, all'interno di una cavità fogliare, un'alga blu filiforme (cianobatterio) in grado di fissare l'azoto.
Si tratta di Anabaena azollae, un batterio fotosintetico con cui la piccola felce vive in simbiosi sfruttato dall'uomo come fertilizzante.
Azolla filiculoides, nonostante possa diventare una specie altamente invasiva, offre molti vantaggi all'interno di un giardino acquatico
- alto valore ornamentale per la bella colorazione
- controllo dello sviluppo delle zanzare (il folto tappeto impedisce la posa delle uova sulla superficie acquatica e la respirazione delle larve)
- integratore alimentare per i pesci ospitati all'interno del laghetto (le Koi amano sgranocchiare il morbido tappeto!)
- depurazione dell'acqua per la capacità di accumulare dall'ambiente elevate concentrazioni di metalli come zinco e piombo
- utilizzo come biofertilizzante ecosostenibile a basso costo
Coltivare Azolla filiculoides è semplicissimo: basta gettare alcuni ciuffi all'interno di un laghetto, stagno naturale o minipond e in condizioni ideali raddoppierà la superficie ricoperta in 4-5 giorni.
Tollera esposizioni al sole e all'ombra, sopravvive con temperature dell'acqua al di sopra dello 0 altrimenti scompare dopo aver rilasciato sul fondo le spore che daranno il via ad un nuovo ciclo vegetativo in Primavera.
Consiglio di evitare la copertura totale della superficie del laghetto per non sottrarre luce alle acquatiche sommerse e ai pesci.
Rimuovere manualmente le piante in eccesso senza disperderle in fossi e canali in cui Azolla filiculoides diventerebbe invasiva.
lunedì 15 dicembre 2014
LOBELIA CARDINALIS, INTENSO ROSSO CARDINALIZIO
Trovo difficile descrivere l'esatta tonalità del rosso di Lobelia cardinalis: è il rosso più intenso mai visto, uno scarlatto che sembra aver imprigionato il fuoco, pura luce cremisi cattura un raggio di sole.
Guardando la macchia di Lobelia cardinalis sulle sponde del laghetto penso al rosso accecante che esplode all'interno della Cappella Sistina il giorno del Conclave, uno spettacolo indimenticabile dal rosso più puro.
Tutta questa esplosione cremisi è la perfetta fioritura di Lobelia cardinalis, una pianta acquatica palustre elegante ed affascinante.
Come Lobelia siphilitica, la varietà "cardinalis" ha origini americane, si tratta di un'erbacea perenne che può vivere sulle rive di un laghetto sommersa da 5 cm. d'acqua, in un paludario, in un acquario (se totalmente sommersa non fiorirà) o nel terreno umido di un giardino palustre.
Anche se ingerita in dose elevate Lobelia cardinalis risulta tossica, esiste una tradizione medicinale presso i popoli amerindi che ne utilizzavano le radici per la preparazione di tè curativi o come sostituto del tabacco.
E' una Campanulacea che mostra una rosetta di foglie oblunghe e lucide da cui emerge una spiga carnosa alta fino a 90 cm. ricoperta da foglie semplici opposte e da vistosi fiori porpora brillante costituiti da labbra sporgenti.
I fiori pentalobati dai margini seghettati possono essere solitari o aggregarsi su racemi dove costituiscono un picco rosso molto interessante, gli stami a forma di tubo hanno la forma perfetta per essere impollinati dai colibrì (attrae anche farfalle e insetti impollinatori).
Lobelia cardinalis richiede terreno ricco e argilloso costantemente umido o acquitrinoso in pieno sole o a mezz'ombra, in zone in cui gli inverni si presentano molto rigidi è preferibile collocare l'apparato radicale ad almeno 10 cm. di profondità.
Dove le estati sono particolarmente calde, optare per zone ombreggiate nelle ore centrali della giornata.
Si propaga facilmente per seme o per divisione ogni anno delle rosette basali.
La pianta è adatta a ravvivare le sponde di un giardino d'acqua o a colorare ed illuminare una zona umida di un giardino informale dove i nuovi rami strisceranno a ricoprire il terreno.
La nuova cultivar "Queen Victoria" garantisce un rosso totale, le foglie porpora alla fine dell'Estate si sposano con la fioritura scarlatta in un esplosione magmatica.
Se collocata nei pressi di un gioco d'acqua o un di piccolo ruscello il rosso dei fiori moltiplicherà le gocce d'acqua in un bellissimo caleidoscopio di luci.
Guardando la macchia di Lobelia cardinalis sulle sponde del laghetto penso al rosso accecante che esplode all'interno della Cappella Sistina il giorno del Conclave, uno spettacolo indimenticabile dal rosso più puro.
Tutta questa esplosione cremisi è la perfetta fioritura di Lobelia cardinalis, una pianta acquatica palustre elegante ed affascinante.
Come Lobelia siphilitica, la varietà "cardinalis" ha origini americane, si tratta di un'erbacea perenne che può vivere sulle rive di un laghetto sommersa da 5 cm. d'acqua, in un paludario, in un acquario (se totalmente sommersa non fiorirà) o nel terreno umido di un giardino palustre.
Anche se ingerita in dose elevate Lobelia cardinalis risulta tossica, esiste una tradizione medicinale presso i popoli amerindi che ne utilizzavano le radici per la preparazione di tè curativi o come sostituto del tabacco.
E' una Campanulacea che mostra una rosetta di foglie oblunghe e lucide da cui emerge una spiga carnosa alta fino a 90 cm. ricoperta da foglie semplici opposte e da vistosi fiori porpora brillante costituiti da labbra sporgenti.
I fiori pentalobati dai margini seghettati possono essere solitari o aggregarsi su racemi dove costituiscono un picco rosso molto interessante, gli stami a forma di tubo hanno la forma perfetta per essere impollinati dai colibrì (attrae anche farfalle e insetti impollinatori).
Lobelia cardinalis richiede terreno ricco e argilloso costantemente umido o acquitrinoso in pieno sole o a mezz'ombra, in zone in cui gli inverni si presentano molto rigidi è preferibile collocare l'apparato radicale ad almeno 10 cm. di profondità.
Dove le estati sono particolarmente calde, optare per zone ombreggiate nelle ore centrali della giornata.
Si propaga facilmente per seme o per divisione ogni anno delle rosette basali.
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| Propagare suddividendo le rosette basali |
La pianta è adatta a ravvivare le sponde di un giardino d'acqua o a colorare ed illuminare una zona umida di un giardino informale dove i nuovi rami strisceranno a ricoprire il terreno.
La nuova cultivar "Queen Victoria" garantisce un rosso totale, le foglie porpora alla fine dell'Estate si sposano con la fioritura scarlatta in un esplosione magmatica.
Se collocata nei pressi di un gioco d'acqua o un di piccolo ruscello il rosso dei fiori moltiplicherà le gocce d'acqua in un bellissimo caleidoscopio di luci.
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