Basta accarezzare dolcemente un ramo di Diosma hirsuta e una fragranza agrumata si diffonderà nell'aria, un dolce aroma di limone e arancio che ti spinge a strofinare tra le dita le piccole foglie aghiformi di questo delizioso arbusto.
Le foglie acuminate collocate sui rami richiamano quelle dell'erica, strette e appuntite si collocano su di un unico stelo molto ramificato ed ospitano vescicole ricche di un olio essenziale estremamente volatile.
La famiglia di appartenenza è quella delle Rutaceae, la stessa degli agrumi.
Allo stato naturale l'arbusto vive in terreni argillosi, sabbiosi o rocciosi situati a media altitudine ben drenati del Sud Africa.
Diosma è un termine di derivazione greca che significa "aroma di Dio" attribuito per il profumo divino che si sprigiona strofinando le piccole foglie, l'aggettivo latino "hirsuta" è invece dovuto alla presenza di peli bianchi situati sul nuovo fogliame e sugli steli appena spuntati.
Diosma hirsuta è detta anche "pianta del pescatore" siccome in passato veniva strofinata sulle mani dai pescatori per eliminare il forte odore lasciato dal pesce.
Questo delizioso arbusto rotondeggiante e compatto dal portamento verticale ha una crescita lenta e non raggiunge un'altezza superiore al mezzo metro.
All'interno del giardino si distingue dagli altri impianti per la sua eleganza e la fioritura precoce.
A seconda della zona, Diosma già alla fine dell'Inverno presenta un bouquet di piccoli fiori a 5 petali bianco-rosati a forma di coppa, molto profumati e dalla lunga fioritura.
Il frutto, anch'esso profumato, è una capsula a 5 camere contenente ognuna un seme nero lucido.
Il fogliame sempreverde, a seconda della varietà, mostra una colorazione verde acceso o grigio-verde su rami che col tempo diventano legnosi, i nuovi germogli dal color crema contrastano con l'armonia del fogliame circostante.
Diosma hirsuta è una pianta semi-rustica adatta ad un paesaggio ed un clima di tipo mediterraneo che si colloca in bordure miste o in gruppi di almeno 3 elementi piantati a distanza di 30 cm l'uno dall'altro.
Per la crescita lenta la pianta si adatta bene anche alla coltivazione in vaso.
Piantare in posizione soleggiata in terreno ricco e ben drenato, la pianta, una volta stabilita, tollera bene siccità e modeste gelate.
Una pacciamatura è utile per mantenere umido e fresco il terreno in Estate e impedire la crescita di erbacce, durante l'Inverno invece uno strato di corteccia o foglie protegge la pianta dalle gelate.
Tra le diverse cultivar Diosma include "Blue Downs", dai fiori bianchi e il fogliame grigio, "Pink Fountain" dal fiore rosato, "Sunset gold" dal fogliame giallo dorato in contrasto con i piccoli fiori bianchi, "Puchella" dal portamento elegantemente arrotondato, fogliame color anice e adatta alla coltivazione in vaso, "Variegata" dal fogliame argentato su cui brillano i piccoli fiori bianchi.
Con "il Giardino delle Naiadi" l'acqua assume la sua forma migliore, schizza e zampilla nelle fontane,chiacchiera e si rinfresca in cascate e ruscelli, medita e si rilassa nei laghetti, si sposa con la natura nelle biopiscine. Il Giardino delle Naiadi rinsalda l'unione atavica che lega l'uomo all'acqua, regala una spinta emotiva per un ritorno alla natura
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lunedì 7 dicembre 2015
sabato 22 agosto 2015
SALVIA RUSSA: PROLUNGARE L'ESTATE
L'estate non è ancora terminata ma qualcosa è cambiato nell'aria: le giornate si stanno vistosamente accorciando, i raggi solari ci colpiscono con minor vigore di pochi giorni fa.
In giardino i vividi colori estivi stanno lentamente sfumando ma c'è ancora un modo per rivivere le emozioni del calore e degli aromi dell'Estate grazie a Perovskia atriplicifolia, la Salvia russa.
Della salvia non vi è nulla, la famiglia di appartenenza è la stessa della menta (Lamiaceae), di origini russe nemmeno l'ombra vista la provenienza asiatica.
Il nome Perovskia è legato al generale russo che per primo fece conoscere questo arbusto in Occidente nel XIX° secolo, atriplicifolia per la somiglianza con le foglie di Atriplex, una pianta largamente diffusa.
La Salvia russa è un'erbacea perenne a fusto legnoso estremamente interessante e preziosa per il lungo periodo di fioritura e il fogliame profumato finemente cesellato simile ad elegante pizzo.
L'aspetto dell'arbusto è aperto e arioso, i rami trasportano sulla cima nuvole fiorite lilla-blu, simili ad un'eterea foschia che morbidamente contrasta con il grigio verde del fogliame aromatico.
Il fusto quadrangolare cresce fino ad un metro di altezza, si ramifica e porta sulla cima piccole pannocchie di fiori tubulari color lavanda disposti su più livelli che compaiono dal mese di Luglio fino all'Autunno inoltrato.
Con il trascorrere della stagione estiva il fusto e le foglie assumono una tonalità argentata che si rivela un accento di notevole interesse in giardino.
Il delicato fogliame, se toccato o schiacciato, emana un gradevole aroma simile alla trementina.
Perovskia atriplicifolia è una perenne vigorosa molto resistente dalla lunga fioritura che non teme siccità, calore intenso, parassiti e gelo (la parte aerea si può disseccare per comparire nell'anno successivo), una superba compagna per molte piante come Sedum, Anemone giapponese, Dianthus, Salvia o Echinacee.
Può essere utilizzata in bordure e aiuole assolate, come piacevole barriera in zone di confine, in un giardino di campagna o butterfly garden o in un percorso sensoriale in cui il suo particolare aroma può essere apprezzato.
Salvia russa è una pianta versatile che richiede scarsa manutenzione.
Prospera in terreni di medio impasto ma cresce con vigore in qualunque tipo di terreno, dall'argilla alla sabbia, salato o altamente alcalino, purchè sia ben drenato e in pieno sole (almeno 4-6 ore di luce diretta).
All'ombra, soprattutto nella fase di pieno accrescimento, tende a crescere in modo poco denso, quasi a "filare" ed è consigliabile tagliarla a circa 20 cm dal suolo per incoraggiare un portamento maggiormente compatto e una fioritura copiosa.
Perovskia cresce bene anche nelle condizioni più difficili e tende ad allargarsi in modo quasi invasivo.
Non è richiesta concimazione, l'irrigazione si rende necessaria solo nei periodi di forte siccità al di fuori dei quali la pianta si accontenta della sola pioggia.
In giardino i vividi colori estivi stanno lentamente sfumando ma c'è ancora un modo per rivivere le emozioni del calore e degli aromi dell'Estate grazie a Perovskia atriplicifolia, la Salvia russa.
Della salvia non vi è nulla, la famiglia di appartenenza è la stessa della menta (Lamiaceae), di origini russe nemmeno l'ombra vista la provenienza asiatica.
Il nome Perovskia è legato al generale russo che per primo fece conoscere questo arbusto in Occidente nel XIX° secolo, atriplicifolia per la somiglianza con le foglie di Atriplex, una pianta largamente diffusa.
La Salvia russa è un'erbacea perenne a fusto legnoso estremamente interessante e preziosa per il lungo periodo di fioritura e il fogliame profumato finemente cesellato simile ad elegante pizzo.
L'aspetto dell'arbusto è aperto e arioso, i rami trasportano sulla cima nuvole fiorite lilla-blu, simili ad un'eterea foschia che morbidamente contrasta con il grigio verde del fogliame aromatico.
Il fusto quadrangolare cresce fino ad un metro di altezza, si ramifica e porta sulla cima piccole pannocchie di fiori tubulari color lavanda disposti su più livelli che compaiono dal mese di Luglio fino all'Autunno inoltrato.
Con il trascorrere della stagione estiva il fusto e le foglie assumono una tonalità argentata che si rivela un accento di notevole interesse in giardino.
Il delicato fogliame, se toccato o schiacciato, emana un gradevole aroma simile alla trementina.
Perovskia atriplicifolia è una perenne vigorosa molto resistente dalla lunga fioritura che non teme siccità, calore intenso, parassiti e gelo (la parte aerea si può disseccare per comparire nell'anno successivo), una superba compagna per molte piante come Sedum, Anemone giapponese, Dianthus, Salvia o Echinacee.
Può essere utilizzata in bordure e aiuole assolate, come piacevole barriera in zone di confine, in un giardino di campagna o butterfly garden o in un percorso sensoriale in cui il suo particolare aroma può essere apprezzato.
Salvia russa è una pianta versatile che richiede scarsa manutenzione.
Prospera in terreni di medio impasto ma cresce con vigore in qualunque tipo di terreno, dall'argilla alla sabbia, salato o altamente alcalino, purchè sia ben drenato e in pieno sole (almeno 4-6 ore di luce diretta).
All'ombra, soprattutto nella fase di pieno accrescimento, tende a crescere in modo poco denso, quasi a "filare" ed è consigliabile tagliarla a circa 20 cm dal suolo per incoraggiare un portamento maggiormente compatto e una fioritura copiosa.
Perovskia cresce bene anche nelle condizioni più difficili e tende ad allargarsi in modo quasi invasivo.
Non è richiesta concimazione, l'irrigazione si rende necessaria solo nei periodi di forte siccità al di fuori dei quali la pianta si accontenta della sola pioggia.
lunedì 13 gennaio 2014
IBERIS SEMPERVIRENS, UN CUORE BIANCO
In questo strano Inverno in cui il freddo vero non è ancora arrivato, tra bulbi già spuntati, Elleboro e piante acquatiche che già emettono le prime foglie, Iberis sempervirens è in fioritura.
E' tra le piante più bistrattate nella bordura informale del mio giardino, spesso calpestata o urtata e spezzata dai pedali delle biciclette, soffocata dall'invadenza della Lippia, letteralmente distrutta dai giochi rumorosi dei bambini.
Ne trovo rami ovunque che spesso getto o colloco a caso nel terreno, senza curarmi del fatto che manca la radice e che presto dimenticherò di annaffiare le nuove piante.
Nonostante questo trattamento e le scarse cure, Iberis sempervirens cresce rigogliosa, si moltiplica a dismisura, fiorisce precocemente all'inizio di ogni Primavera, una macchia bianca che spicca nella bordura.
Iberis è un'erbacea perenne delle Braccicaceae dalla forma di piccolo arbusto tondeggiante, sempreverde (appunto sempervirens) dai piccoli fusti a base legnosa che si suddividono in racemi fragili che si staccano con facilità.
Iberis sempervirens è un sub-arbusto, non raggiunge grandi altezze (massimo 30 cm.) a crescita lenta che giunge dall'Europa meridionale e dall'Asia Occidentale, Il nome "Iberis" è riferito alla provenienza della pianta erbacea dalla Penisola Iberica.
E' una pianta generosa dal fogliame stretto, lungo e coriaceo, verde scuro su cui compaiono per due settimane vistosi fiori dal bianco puro e dall'aspetto delicato riuniti tra loro a formare un cuscino appariscente che si nota in lontananza.
I fiori, costituiti da 4 petali, sono così compatti tra loro da oscurare completamente il fogliame , a volte in Autunno presentano una nuova fioritura seppur in toni minori.
Iberis sempervirens ha un alta rusticità, cresce bene in terreni poveri di qualunque tipo, umidi ma ben drenati, esposta al sole (l'ombra ne compromette la fioritura).
Questa erbacea trova un'ottima collocazione in giardini rocciosi, terreni di copertura, come ricadente da muri o aiuole rialzate e bordure.
Spicca maggiormente se accostata a fogliame colorato o fiori azzurri o violacei (preferisco utilizzare Viole in pieno Inverno e Lobelia in Estate).
La cura di Iberis sempervirens richiede poco tempo: è sufficiente recidere di un terzo il picco degli steli al termine della fioritura, mantenere umido il terreno evitando il ristagno idrico.
La propagazione avviene semplicemente per divisione dei cespi o per talea, solitamente i nuovo gambi appoggiandosi al suolo radicano autonomamente.
E' tra le piante più bistrattate nella bordura informale del mio giardino, spesso calpestata o urtata e spezzata dai pedali delle biciclette, soffocata dall'invadenza della Lippia, letteralmente distrutta dai giochi rumorosi dei bambini.
Ne trovo rami ovunque che spesso getto o colloco a caso nel terreno, senza curarmi del fatto che manca la radice e che presto dimenticherò di annaffiare le nuove piante.
Nonostante questo trattamento e le scarse cure, Iberis sempervirens cresce rigogliosa, si moltiplica a dismisura, fiorisce precocemente all'inizio di ogni Primavera, una macchia bianca che spicca nella bordura.
Iberis è un'erbacea perenne delle Braccicaceae dalla forma di piccolo arbusto tondeggiante, sempreverde (appunto sempervirens) dai piccoli fusti a base legnosa che si suddividono in racemi fragili che si staccano con facilità.
Iberis sempervirens è un sub-arbusto, non raggiunge grandi altezze (massimo 30 cm.) a crescita lenta che giunge dall'Europa meridionale e dall'Asia Occidentale, Il nome "Iberis" è riferito alla provenienza della pianta erbacea dalla Penisola Iberica.
E' una pianta generosa dal fogliame stretto, lungo e coriaceo, verde scuro su cui compaiono per due settimane vistosi fiori dal bianco puro e dall'aspetto delicato riuniti tra loro a formare un cuscino appariscente che si nota in lontananza.
I fiori, costituiti da 4 petali, sono così compatti tra loro da oscurare completamente il fogliame , a volte in Autunno presentano una nuova fioritura seppur in toni minori.
Iberis sempervirens ha un alta rusticità, cresce bene in terreni poveri di qualunque tipo, umidi ma ben drenati, esposta al sole (l'ombra ne compromette la fioritura).
Questa erbacea trova un'ottima collocazione in giardini rocciosi, terreni di copertura, come ricadente da muri o aiuole rialzate e bordure.
Spicca maggiormente se accostata a fogliame colorato o fiori azzurri o violacei (preferisco utilizzare Viole in pieno Inverno e Lobelia in Estate).
La cura di Iberis sempervirens richiede poco tempo: è sufficiente recidere di un terzo il picco degli steli al termine della fioritura, mantenere umido il terreno evitando il ristagno idrico.
La propagazione avviene semplicemente per divisione dei cespi o per talea, solitamente i nuovo gambi appoggiandosi al suolo radicano autonomamente.
sabato 2 febbraio 2013
NON DIMENTICHIAMO LA ...MISERIA!
Hanno però un posticino speciale nel cuore e naturalmente, in giardino.
I miei ricordi d'infanzia sono legati alle piante da ombra dei vecchi cortili interni delle case del centro storico come le bellissime ortensie, e l'erba miseria.
Mia madre ne teneva sempre vasi pieni, diceva che a casa nostra la miseria cresceva bene, allora coltivare miseria andava di moda.
| Tradescantia zebrina |
Nell'epoca del benessere e del consumismo non si ha il coraggio di apprezzare la miseria, io invece ne ho cercato le diverse varietà nei vivai oppure ho elemosinato pezzetti visti in altrui giardini, anche trasportati da luoghi lontani.
La denominazione esatta dell'erba miseria è Tradescantia, dal nome del giardiniere di corte del re Carlo I d'Inghilterra, Jonh Tradescant che per primo portò in Europa la pianta dalla Virginia.
Probabilmente il nome erba miseria deriva dalla facilità di propagazione della pianta, il radicamento è rapido sia in acqua che in terra.
Se coltivata sul terreno striscia e ricopre in maniera invasiva superfici estese.
Tradescantia è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Commelinaceae originaria dell'America. Ne esistono circa 70 specie, sia rustiche che coltivate in appartamento.
In Europa viene coltivata a scopo ornamentale, la pianta è anche apprezzata a livello di studio in genetica per le facili mutazioni cromosomiche a cui è soggetta.
Oggi si è esteso l'uso in giardini esterni come copertura del terreno o in giardini rocciosi, oppure, per il tipo ricadente, appesa in cestoni.
Tradescantia ha portamento sia ricadente che eretto, a seconda della tipologia le radici sono avventizie, tuberose o derivanti da nodi staminali.
Tradescantia virginiana, ad esempio, ha portamento eretto ed è idonea per bordure in zone semiombreggiate.
| Tradescantia pallida |
Le foglie sono ovate o lanceolate, sessili o raramente con picciolo e si dispongono a spirale sul gambo, in alcuni casi ricoperte da una sottile peluria.
La colorazione del fogliame varia a seconda della specie e dell'esposizione: va dal viola porpora (Tradescantia pallida "purpurea"), zebrato o con diverse tonalità di verde-blu.
Quando il gambo viene tagliato rilascia una secrezione filiforme e viscosa simile alla tela del ragno (in lingua inglese la pianta viene chiamata Spider Lily!)
Il fiore è semplice, la corolla è composta da tre petali bianchi, rosa, blu o lilla, molto delicato ma di grande effetto per il contrasto con gli stami gialli e il fogliame di varie colorazioni.
Da maggio a luglio erba miseria regala copiose fioriture, anche se il fiore vive un solo giorno, i grappoli terminali simili a ombrelli sono sovraccarichi di boccioli.
Per stimolare la fioritura è opportuno recidere le sommità fiorite.
Tradescantia predilige terreno umido e povero, l'esposizione migliore è la mezz'ombra o ombra totale. La pianta però necessita ugualmente di luce evitando l'esposizione diretta ai raggi solari che brucerebbero il fogliame.
| Tradescantia virginiana |
Tradescantia Virginiana è perfetta per bordure in zone ombreggiate, in primavera inoltrata si apprezza la bella fioritura e il fogliame elegante.
All'inizio dell'estate la pianta perde la sua bellezza, per questo l'uso nei giardini è ancora limitato. Per ovviare a questo piccolo inconveniente è consigliato recidere il fogliame alla base e riempire il "vuoto" con annuali da ombra. (ad esempio Impatient o Begonie).
A fine inverno, quando i nuovi cespi iniziano a spuntare, se appaiono troppo fitti è sufficiente dividerli per ottenere nuove piantine. A questo stadio sono molto apprezzati dalle lumache, meglio fare uso di un prodotto lumachicida.
Tra le varie specie di Tradescantia preferisco T. pallida per l'insolito colore violaceo del fogliame che abbinato ad annuali fa risaltare maggiormente le colorazioni dei fiori.
Di facile coltivazione, tollera anche la siccità, teme il vento che spezzerebbe gli steli un po' fragili, richiede terreno sempre umido e ben drenato.
Appesa in ceste è una bellissima ricadente adatta anche per appartamento.
In inverno non tollera basse temperature, necessita di ricovero in un luogo non eccessivamente riscaldato.
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| Tradescantia sillamontana |
Di bell'effetto anche T. sillamontana, T. zebrina, T. spathacea.
La pianta si ibrida facilmente in natura dando luogo a specie dalle colorazioni del fogliame sempre diverse.
giovedì 16 agosto 2012
HYDRANGEA OVVERO ORTENSIA
Dietro il nome Ortensia si cela una storia d'amore adultero tra il naturalista Commerson e Hortense Lapaute, moglie dell'astronomo Lalande.
Per rendere eterno il loro amore il naturalista volle dare alla pianta scoperta in uno dei suoi viaggi in Cina il nome dell'amata.
(Chissà se il marito avrà mai sospettato qualcosa.......)
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| La mia bordura di Hydrangea Macrophylla |
Nel giardino interno della casa in cui abitavo da bambina, in pieno centro storico, è sempre esistito un grandissimo esemplare di Hidrangea Macrophylla.
Se ne prendeva cura mia madre con molto orgoglio, i passanti le chiedevano se quei fiori giganteschi fossero veri....
La settimana scorsa ho voluto vedere quali danni avesse causato il recente terremoto alla mia vecchia casa, non ne avevo avuto ancora il coraggio! ( fino a poche settimane fa il quartiere era classificato zona rossa).
Nella via molte case sono danneggiate, tristemente vuote, anche la mia ha un aspetto trasandato, ci sono coppi caduti dal tetto che occupano parte del cortile interno, il cancello è arrugginito, il giardino è una selva incolta.
La grande ortensia è ancora là da quasi 50 anni, meno maestosa di un tempo ma ancora bella.
| 50 anni portati bene! |
| i fiori della nostra vecchia Hydrangea hanno un colore tra il rosato e il bianco |
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| particolare delle mie ortensie |
Nell'allestimento del mio giardino ho sempre avuto diversi esemplari di Hydrangea Macrophilla, sviluppando nel tempo la conoscenza di questa pianta.
| Ad Aprile, prima della fioritura |
Al genere Hydrangea corrisponde un arbusto legnoso o rampicante di origine asiatica con foglie dentate o lobate opposte caduche.
La particolarità di questa pianta legnosa sono i fiori, che raccolti in una formazione sferica detta corimbo, colorano di bianco, rosa, malva, rosso, azzurro i nostri giardini.
| La mia Macrophylla bianca |
La colorazione dei fiori è determinata sia dal terreno (acido dà una sfumatura azzurro-violacea, alcalino rosa più o meno intenso) che dal patrimonio genetico della pianta.
| con un po' di alluminio, la magia dell'azzurro |
Le specie di Hydrangea sono circa 40, la più utilizzata come pianta d'appartamento o per bordura è Hydrangea Macrophilla.
Per la cura ho sempre seguito tre punti essenziali: ombra, acqua, ferro.
- Ombra perchè l'Hydrangea ama posizioni semiombreggiate e fresche
- Acqua perchè ne necessita notevoli quantitativi (spesso utilizzo lo stato d'idratazione dell'Hydrangea per monitorare quello delle altre piante!) con nebulizzazioni del fogliame
- Ferro perchè una scarsa colorazione del fogliame è un problema tipico evitabile somministrando Sequestrene quindicinalmente .
L'Hydrangea necessita di terreno lievemente acido, arricchendolo di solfato di alluminio potremo ottenere bellissime colorazioni azzurre.
Forse l'aspetto più complicato nella cura di un'Hydrangea è la potatura.
In un clima freddo è opportuno rimuovere le parti secche solo alla fine dell'inverno senza accorciare i nuovi rami pena la mancata fioritura della pianta.
Ho notato che anche le potature drastiche non danno mai buoni risultati, di solito quando sono gia spuntate le nuove gemme elimino le parti secche al di sopra di queste.
Un altro elemento importante per lo stato di salute dell'Hydrangea è il terriccio, acquistandone uno specifico con la corretta acidità si ottengono piante più forti e vigorose.
I fiori recisi essiccati sono perfetti per composizioni invernali dopo averli spruzzati con lacca per capelli che ne favorisce la conservazione.
venerdì 20 luglio 2012
STACHYS BYZANTINA O LANATA
In una zona ristretta del mio giardino sono concentrati gli utili ma inestetici pozzetti che contengono tubi, cavi ecc.
La solita soluzione è coprirli con vasi da muovere ogni volta che un pozzetto deve essere esplorato e che non è sempre facile contestualizzare armoniosamente con il progetto del giardino.
Un amico, esperto garden desiner, mi ha consigliato una strisciante-tappezzante di semplice manutenzione: la Stachys Byzantina o lanata.
All'inizio di alcune primavere fa, lui stesso con soddisfazione mi ha portato alcune piante di stachys: erano una delusione, erano simili a salvia mal tenuta, sembravano verdura appassita!
Ma un amico è un amico: le ho piantate con scetticismo.
Poi ,in pochi mesi si è formata una meravigliosa aiuola simile a un cuscino color argento che ha colonizzato la zona pozzetti mascherandoli in maniera perfetta.
La Stachys byzantina o lanata è una pianta ornamentale proveniente dalla Turchia, Armenia, Iran (Medio oriente un tempo impero Bizantino, da qui l'origine del nome) dove è considerata una perenne. Alle nostre latitudini perde in inverno la parte aerea per poi ricrescere rigogliosa ogni primavera.
Presenta una colorazione grigio-argentata con foglie di 5-10 cm. opposte sugli steli e ricoperte da lanuggine. Vista la particolare forma della foglia la pianta è anche detta "orecchie di agnello".
La stachys lanata ha steli eretti che raggiungono 40 cm di altezza e che al termine di ricoprono di fiori rosa-lilla; il fiore a forma di spiga può svettare sulla pianta di 10-15 cm.
La stachys lanata ha una crescita vigorosa che spesso devo contenere con drastiche potature, striscia su terreni semiaridi tollerando bene la siccità.
L'esposizione è in pieno sole al mattino, meglio se in ombra nelle ore calde.
La concimazione consigliata è quella con concime granulare a lenta cessione.
La particolarità della stachys è quella del fogliame lanoso dal color argento che nelle bordure esalta le annuali rosa o azzurre.
Viene utilizzata nei giardini sensoriali per essere accarezzata dai bambini e in Brasile anche in cucina dove è detta Lambari.
La stachys era un tempo considerata erba magica e con il nome volgare di Betonica veniva utilizzata dalle "streghe" per la preparazione di pozioni.
Nella medicina antica era una specie di panacea, molti medici illustri ne esaltavano le innumerevoli qualità curative.
Si credeva anche combattesse gli spiriti maligni, per questo veniva piantata nei cimiteri o appesa al collo come amuleto.
Chiunque entra nel mio giardino istintivamente ammira e accarezza la stachys che oltre un impatto visivo positivo regala sensazioni al tatto quasi come nell'accarezzare un agnellino.......
La solita soluzione è coprirli con vasi da muovere ogni volta che un pozzetto deve essere esplorato e che non è sempre facile contestualizzare armoniosamente con il progetto del giardino.
| stachys byzantina,si vedono i pozzetti? |
Un amico, esperto garden desiner, mi ha consigliato una strisciante-tappezzante di semplice manutenzione: la Stachys Byzantina o lanata.
All'inizio di alcune primavere fa, lui stesso con soddisfazione mi ha portato alcune piante di stachys: erano una delusione, erano simili a salvia mal tenuta, sembravano verdura appassita!
Ma un amico è un amico: le ho piantate con scetticismo.
Poi ,in pochi mesi si è formata una meravigliosa aiuola simile a un cuscino color argento che ha colonizzato la zona pozzetti mascherandoli in maniera perfetta.
| la mia bellissima stachys l. dal fogliame argenteo |
La Stachys byzantina o lanata è una pianta ornamentale proveniente dalla Turchia, Armenia, Iran (Medio oriente un tempo impero Bizantino, da qui l'origine del nome) dove è considerata una perenne. Alle nostre latitudini perde in inverno la parte aerea per poi ricrescere rigogliosa ogni primavera.
Presenta una colorazione grigio-argentata con foglie di 5-10 cm. opposte sugli steli e ricoperte da lanuggine. Vista la particolare forma della foglia la pianta è anche detta "orecchie di agnello".
| la fioritura inizia in giugno |
La stachys lanata ha steli eretti che raggiungono 40 cm di altezza e che al termine di ricoprono di fiori rosa-lilla; il fiore a forma di spiga può svettare sulla pianta di 10-15 cm.
La stachys lanata ha una crescita vigorosa che spesso devo contenere con drastiche potature, striscia su terreni semiaridi tollerando bene la siccità.
L'esposizione è in pieno sole al mattino, meglio se in ombra nelle ore calde.
La concimazione consigliata è quella con concime granulare a lenta cessione.
| si nota sulla pagina superire della foglia la morbida lanuggine |
La particolarità della stachys è quella del fogliame lanoso dal color argento che nelle bordure esalta le annuali rosa o azzurre.
Viene utilizzata nei giardini sensoriali per essere accarezzata dai bambini e in Brasile anche in cucina dove è detta Lambari.
La stachys era un tempo considerata erba magica e con il nome volgare di Betonica veniva utilizzata dalle "streghe" per la preparazione di pozioni.
Nella medicina antica era una specie di panacea, molti medici illustri ne esaltavano le innumerevoli qualità curative.
Si credeva anche combattesse gli spiriti maligni, per questo veniva piantata nei cimiteri o appesa al collo come amuleto.
Chiunque entra nel mio giardino istintivamente ammira e accarezza la stachys che oltre un impatto visivo positivo regala sensazioni al tatto quasi come nell'accarezzare un agnellino.......
giovedì 19 luglio 2012
UNO SPICCHIO DI CIELO: LOBELIA ERINUS
| La mia bellissima lobelia Cambridge blue |
Quest'anno ho optato per una bordura blu e azzurra simile a una fetta di cielo, abbandonando i soliti impatient (fiori di vetro) che da anni mi davano soddisfazioni senza alcuna fatica.
La lobelia comprende un genere di piante da fiore annuale o perenne della famiglia delle campanulacee, il genere di cui parlerò è annuale.
| lobelia erinus, la più utilizzata |
Il tipo annuale, comunissimo da reperire, è rappresentato da piantine di piccole dimensioni, adatte a bordure e ceste sospese visto il portamento ricadente della pianta.
I fusti sono sottili e ricoperti da foglioline verde chiaro e si arricchiscono di una continua fioritura sino alla fine dell'estate. Anche se di piccole dimensioni il fiore tubolare della lobelia riesce a creare angoli incantevoli blu, azzurri, bianchi, lilla.
| particolare del fiore |
Gli esperti consigliano un'eposizione semiombreggiata, ma per esperienza ho notato che la fioritura è più abbondante se la lobelia si trova in posizione soleggiata al mattino, poche sono comunque le annuali che resistono tutto il giorno al sole inclemente dell'estate padana.
Il terreno deve essere umido morbido e ben drenato con una concimazione quindicinale.(io preferisco come al solito il concime granulare a lento rilascio, ottimo per chi ha poco tempo da dedicare al giardino)
Nel caso in cui appaiono parti disseccate è sufficiente tagliarle con forbici affilate, si otterrà un nuovo getto pronto a fiorire.
Come piccola curiosità si è visto che la lobelia blu-azzurra attira moltissimo le api o gli insetti in genere mentre quella rossa più esotica (lobelia cardinalis) è molto amata dai colibrì.
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| lobelia cardinalis |
Personalmente vorrei aggiungere che la lobelia azzurra è un ottimo letto per gatti visto che il mio dall'inizio dell'estate si è costruito un comodo giaciglio nella bordura di lobelie e nonostante i miei numerosi tentativi di scacciarlo non c'è stato modo di convincerlo a cambiare posto.
| letto estivo del mio gatto, si noti la forma!!! |
sabato 14 luglio 2012
SCAEVOLA
Nella ricerca di annuali insolite, mi sono imbattuta in una graziosa piantina dal portamento ricadente : la scaevola.
La scaevola arriva dall'Australia, dalla Polinesia e dalle Hawaii dove è un'erbacea perenne a portamento ricadente o strisciante. Siccome mal sopporta le basse temperature alle nostre latitudini si comporta come un annuale o può essere utilizzata come pianta da appartamento.
La scaevola è una pianta da fiore appartenente alla famiglia delle Goodeniaceae, il nome significa "mancino" perchè il fiore appare come se fosse stato tagliato a metà.
Una leggenda dice che fu una donna a tagliare il fiore della scevola a metà dopo aver litigato col suo amante, il quale è ancora alla ricerca della metà mancante del fiore.
La scaevola presenta numerose ramificazioni sottili ricoperte di foglioline coriacee, (le dimensioni non superano i 30-40 cm) e fiori lilla a forma di ventaglio che formano un denso cespuglio colorato.
Ottimo l'utilizzo nelle bordure ma soprattutto in panieri appesi.
La pianta ama la luce ma meglio evitare l'esposizione diretta ai raggi solari nelle ore più calde. Annaffiare senza lasciare ristagni d'acqua (in natura la scaevola cresce in terreni semi-sabbiosi) e concimare periodicamente.
Il mio esemplare l'ho collocato in una bordura accanto ad una surfinia, l'accostamento non è male !
La scaevola arriva dall'Australia, dalla Polinesia e dalle Hawaii dove è un'erbacea perenne a portamento ricadente o strisciante. Siccome mal sopporta le basse temperature alle nostre latitudini si comporta come un annuale o può essere utilizzata come pianta da appartamento.
| scaevola ancora "giovane" |
Una leggenda dice che fu una donna a tagliare il fiore della scevola a metà dopo aver litigato col suo amante, il quale è ancora alla ricerca della metà mancante del fiore.
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| particolare del fiore |
La scaevola presenta numerose ramificazioni sottili ricoperte di foglioline coriacee, (le dimensioni non superano i 30-40 cm) e fiori lilla a forma di ventaglio che formano un denso cespuglio colorato.
Ottimo l'utilizzo nelle bordure ma soprattutto in panieri appesi.
La pianta ama la luce ma meglio evitare l'esposizione diretta ai raggi solari nelle ore più calde. Annaffiare senza lasciare ristagni d'acqua (in natura la scaevola cresce in terreni semi-sabbiosi) e concimare periodicamente.
Il mio esemplare l'ho collocato in una bordura accanto ad una surfinia, l'accostamento non è male !
mercoledì 11 luglio 2012
PLATYCODON : CAMPANULA GRANDIFLORA
Quando giunge il momento di progettare le bordure di annuali o le macchie fiorite dei miei piccoli giardini pongo un'attenzione quasi maniacale nella scelta dei colori.
Ogni anno la tonalità è diversa, diversa è quindi la tipologia delle piante fiorite.
Quest'anno, per complicare un po' le cose, ho eliminato i soliti gialli, rossi o rosa ed ho optato per tutte le sfumature del blu, azzurro, indaco concedendo un po' di riposo agli occhi con pause di fiori bianchi.
Il Platycodom mi è sembrato perfetto per una fioriera in legno, sia per l'eleganza del fogliame che per la bellezza della fioritura.
| ecco come si presenta la prima settimana di Giugno |
Il platicodom o campanula grandiflora è un'erbacea perenne rustica originaria della Cina e Giappone. In questo Paese è un fiore spesso rappresentato nei tradizionali kimono.
| la foglia è lanceolata |
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| bocciolo |
Il bocciolo ha una curiosa forma di piccolo paracadute, la fioritura è copiosa per tutta la stagione estiva sino al mese di settembre.
La posizione del platicodon è in pieno sole o mezz'ombra, la valutazione è semplice: se la pianta dà pochi fiori l'ombra è eccessiva, se tende a seccare è meglio proteggerla nelle ore più soleggiate della giornata.
Il terreno deve essere umido e ben drenato e arricchito durante la fioritura da concime (io prediligo quello a lento rilascio).
Durante l'inverno la pianta va a riposo, la parte in superficie scompare mentre le radici sopportano anche basse temperature, a tarda primavera la pianta riprende il ciclo.
Il platycodon si adatta bene sia in piena terra che in vaso, può essere utilizzato anche nei giardini rocciosi, non è soggetta a malattie e facile da coltivare.
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