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sabato 13 dicembre 2014

LOBELIA SIPHILITICA PER UN BLU MOZZAFIATO

Per chi ama il rosso sanguigno di Lobelia cardinalis, il blu mozzafiato di Lobelia siphilitica sarà una piacevole sorpresa.
Dalla metà dell'Estate fino al termine dell'Autunno il bordo di un giardino d'acqua si illumina splendidamente col blu spettacolare di questa varietà di Lobelia dall'aspetto appariscente.



Questa erbacea perenne forma ciuffi frondosi che spiccano sulle tonalità arancio tipiche dell'Autunno di una bordura mista costantemente umida.
I fiori tubulari blu-lavanda si affollano su steli singoli, il loro aspetto simile a due labbra di cui quello inferiore sporgente danno il nome "Lobelia" alla pianta.
Il termine "siphilitica" deriva dal fatto che in passato si credeva che la piante avesse la capacità di curare la sifilide.

Questa omonima di Lobelia cardinalis ha origini Nord americane, i nativi la utilizzavano come analgesico e sottoforma di tisana ottenuta dalle radici per riappacificare una coppia in lite (bastava farne bere segretamente una tazza alla coppia in crisi !!!)



Lobelia siphilitica è un'erbacea perenne che cresce fino ad 80- 100 cm di altezza, le profonde radici affondano nel fango e danno origine a colonie di picchi riccamente e lungamente fioriti dalle foglie oblunghe alternate.
Il blu è accattivante ed altamente decorativo, perfetto in un terreno paludoso ed ombreggiato nelle ore estive più calde.



Lobelia blu è una Campanulacea in grado di attrarre le farfalle e gli ultimi insetti della stagione, in particolare i bombi, che ne favoriscono l'impollinazione anche se la pianta si riproduce per autosemina.
Ogni singola pianta vive pochi anni ma si moltiplica con facilità, le piantine si dovranno separare in Primavera, al termine della fioritura è consigliabile tagliarne la cima per stimolare la crescita.



Lobelia siphilitica necessita di terreno costantemente umido, non è in grado di sopravvivere alla siccità, la zona marginale di un laghetto su cui compie opera di consolidamento delle sponde, è la collocazione migliore.
Può essere inserita in un giardino di campagna in cui si deve però garantire l'irrigazione costante e un terreno argilloso di cui necessitano tutte le acquatiche da sponda.


Lobelia siphilitica in un giardino di campagna

Provate ad associare i colori brillanti delle due Lobelia, ne uscirà una combinazione emozionante.

mercoledì 15 gennaio 2014

ORCHIS LAXIFOLIA, LA RARISSIMA ORCHIDEA PALUSTRE



Osservo ammirata l'abbondante fioritura della mia Phalaenopsis, un'orchidea epifita che da mesi colora con il suo rosa carico la mia casa.
Spesso i labelli (petali mediani molto vistosi caratteristici del fiore) delle orchidee hanno forme bizzarre e curiose simili a maschere da clown, la natura si diverte nel creare forme stravaganti a cui l'uomo ama dare interpretazioni antropizzate.

Prato umido
Anche nel mondo acquatico le orchidee hanno ricavato una nicchia, vivono o meglio "vivevano" allo stato spontaneo in prati umidi, acquitrini e in qualunque terreno ricco d'acqua.
La bonifica di molti terreni paludosi, l'inquinamento dell'ambiente naturale nelle zone umide, le particolari condizioni necessarie per la riproduzione, hanno reso rarissima Orchis laxifolia, l'orchidea acquatica.

Orchis laxifolia o Anacamptis palustris

In modo fortuito (e devo ammettere fortunato), sono riuscita ad avere alcuni esemplari di Orchis laxifolia detta anche "Orchidea a fiori radi" che proteggo e curo con orgoglio, fiore prezioso nell'harem delle mie acquatiche.

Orchis mascula, specie spontanea

Questa rara orchidea delle zone umide è presente nella mia regione in talune fasce collinari e pedemontane, alcuni esemplari si trovano nella zona litoranea del ravennate- ferrarese.
In pianura è considerata totalmente estinta, l'indice di rarità è del 95,7% (dati della Regione Emilia-Romagna), la specie è stata inserita nella Lista Rossa Nazionale delle specie a rischio di estinzione.

Lo stagno dei Giardini Margherita
Nel cuore verde di Bologna, i "Giardini Margherita", una piccola zona è occupata dallo stagno in cui crescono numerose piante acquatiche comuni e dove, nel 2009, sono giunte spontaneamente 7 piante fiorite di Orchis laxifolia, nel 2010 erano 15, nel 2011 già 40, ad oggi il loro conteggio è impossibile.
Non si sa bene come i semi siano arrivati fino allo stagno bolognese, forse il vento o gli uccelli hanno donato alla città una pianta così rara.

L'anziano custode dell'oasi ecologica è convinto di aver calpestato casualmente i semi durante un sopralluogo in una zona umida del ravennate e con gli stivali infangati abbia inconsapevolmente trasportato i semi di Orchidea acquatica.


I semi delle orchidee sono molto selettivi e difficili da germinare, occorre la concomitanza di diverse condizioni come ambiente, terreno, esposizione ideali e la presenza di un minuscolo fungo simbionte senza il quale i semi non germinano (i frutti delle orchidee sono privi di sostanze nutritive e traggono le sostanze necessarie allo sviluppo dell'embrione dalle ife del fungo).

Nella piccola zona umida dei "Giardini Margherita" di Bologna si sono evidentemente create tutte queste difficili condizioni, oggi molto rare in Natura, un risultato veramente sorprendente!


L'orchidea di palude, anche detta Anacamptis palustris è un'erbacea geofita bulbosa che appartiene alla famiglia delle Orchidaceae.
Cresce nell'habitat umido di paludi, acquitrini anche salmastri, prati marginali di zone umide in una zona molto frammentaria in tutta Europa.

Cephalanthera longifolia, specie spontanea
Il nome orchidea deriva dal greco "òrchis" cioè testicolo, per i rizotuberi appaiati e arrotondati simili ai genitali maschili che presentano alcune specie.
Fu Plinio il Vecchio ad attribuire il nome Orchidea alla pianta dopo averne osservato le radici, questo però causò guai alla diffusione soprattutto nel Medioevo in cui vi fu una caccia all'essiccazione dei tuberi secondo la teoria dei segni, che dotava la pianta di forti poteri afrodisiaci. (Teoria delle segnature di Paracelso).


Orchis laxifolia raggiunge un'altezza che va dai 30 ai 60 cm., con un fusto gracile verde alla base e violaceo all'apice inguainato dalle foglie lanceolate verde chiaro in un numero che va da 3 a 5.
Il fusto ipogeo è un bulbo-tubero doppio da cui ogni anno nascono le nuove foglie.

A Maggio-Giugno compare una spiga multiflora costituita da fiori rosso-violacei con il labello della stessa lunghezza dei petali laterali, lo sperone (prolungamento del labello) rivolto verso il basso, caratteristica che ha dato all'Orchidea il nome di "Galletto di palude".


L'impollinazione avviene tramite imenotteri del genere Bombus, attratti dalla forma del labello simile ad una femmina della loro specie.
Orchis laxifolia richiede una posizione soleggiata e un terreno costantemente bagnato anche se resiste per alcuni giorni in condizioni di scarsa irrigazione.
In inverno la parte aerea si dissecca, i bulbo-tuberi in stato di riposo produrranno nuova vegetazione a Primavera.

La coltivazione di Orchis laxifolia sulle sponde di un laghetto o in un giardino palustre aggiunge una nota esotica alla zona marginale di giardino acquatico, rappresenta inoltre un aiuto alla conservazione della specie ormai a forte rischio di estinzione.

lunedì 16 dicembre 2013

CARDAMINE PRATENSIS AL CANTO DEL CUCULO

Il botanico John Gerard scriveva nel 1597, per indicare il miglior periodo dell'anno in cui appare Cardamine pratensis: "quando il cuculo comincia a cantare la sua nota piacevole senza balbettare".

Infatti "Fiore del cuculo" è uno dei nomi comuni con cui viene chiamata questa deliziosa erbacea perenne adatta alle zone umide del giardino, una delle poche piante da sponda che amano la parziale o totale ombra.


Cardamine pratensis è un'affascinante e informale pianta perfetta per le sponde di un laghetto naturale o per un giardino palustre, zone umide e ombreggiate o ai piedi di alberi dalla chioma che la possa proteggere dai raggi solari.


L'aspetto è esile e delicato: gli steli eleganti e sottili alla cui base compaiono foglioline dentellate sorreggono gruppi di fiori raccolti in grappoli dai colori vistosi ma raffinati: lilla, malva, rosa, bianco.
Nel periodo di massima fioritura, a fine Primavera- inizio Estate, i fiori sembrano galleggiare con delicatezza in mezzo al verde per raggiungere un'altezza massima di 20 cm.


Il "Fiore del cuculo" detto anche "Grembiule della signora", appartiene alla stessa famiglia del cavolo, delle rape e del crescione cioè le Brassicaceae e cresce spontaneo nell'Emisfero Nord, soprattutto di Asia ed Europa.

E' noto per attrarre ed ospitare farfalle, in particolar modo Great Orange Tip (Anthocharis cardamines)), farfalla che predilige le zone umide, la pianta è quindi una preziosa aggiunta per chi ama ospitare la fauna selvatica nel proprio spazio verde.

Anthocharis cardamines

Per coltivare Cardamine pratensis sono necessari due elementi: ombra e acqua; terreni alluvionali, margini di stagni, zone informali in cui l'acqua ristagna sono luoghi ideali per ospitare quest'erbacea perenne.
Predilige terreni lievemente acidi ma sa adattarsi a qualunque tipo di terreno purchè sia molto umido.

La propagazione è semplice siccome alla base dell'impianto nascono le giovani piantine che si possono separare facilmente, la semina sia direttamente nel terriccio che in semenzai protetto è un'altra maniera per moltiplicare la pianta.


Alla fine dell'Estate Cardamine pratensis "sparisce" sottoterra, è bene quindi affiancarla a piante che si espandono in piena Estate e che occuperanno il posto rimasto spoglio (Campanule, Aquilegia, flox)
Durante la Primavera associarla a Pulmonaria, Narcisi, Tulipani e Anemoni renderà l'area del giardino che ospita Cardamine pratensis molto attraente.


In passato questa bella e delicata erbacea è stata scarsamente utilizzata nei giardini perchè creduta nefasta, mai raccoglierne i fiori: entro l'anno si sarebbe caduti vittime di un fulmine o morsi da una vipera.
La pianta poi era considerata sacra alle fate, coglierne i fiori era assolutamente vietato e di cattivo auspicio, non veniva nemmeno inclusa nelle ghirlande di fiori.
Un tempo si utilizzava per scopi alimentari al posto del crescione nelle insalate.