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martedì 26 marzo 2013

L'OSSESSIONE DI CLAUDE MONET

Il Monet da me citato è proprio Claude Oscar Monet, il padre dell'Impressionismo.
L'ossessione che lo assilla per quasi trent'anni, gli ultimi della sua vita, è catturare sulla tela i colori, le sfumature, i giochi di luce, i riflessi fuggenti del suo meraviglioso giardino acquatico a Giverny, un villaggio dell'Alta Normandia.



Per trent'anni ossessivamente vuole fissare su tele di dimensioni notevoli le sue ninfee, senza mai riuscire a studiare un colore senza che questo abbia già modificato la tonalità che il cielo e l'acqua gli hanno donato.

Negli anni 80 dell'800, Monet si trasferisce in  una tenuta con casa colonica vicino alla capitale francese e qui crea un paradisiaco giardino acquatico di ispirazione giapponese con stagno, ponte ad arco, salici, piante acquatiche e ninfee uniche che si confondono tra i giochi d'acqua.


Monet nel 1889 partecipa alla famosa Esposizione Universale di Parigi in cui viene presentata per la prima volta la Tour Eiffel.
Ma non è quella a colpire favorevolmente l'artista, bensì il giardino d'acqua all'interno del Trocadero in cui per la prima volta si mostra al pubblico la collezione di ibridi di ninfee di Joseph Bory Latour-Marliac.

Fino ad allora in Europa si erano coltivate esclusivamente ninfee bianche, le uniche a resistere al clima del vecchio continente, è Latour-Marliac che tramite un procedimento ancora oggi segreto riesce al ibridare la varietà bianca con specie selvatiche di origine amazzonica o di altra provenienza.

Marliacea Chromatella, dal nome di Latour-Marliac

All'Esposizione universale del 1889 il pubblico ammira per la prima volta ninfee gialle, rosa, fucsia, rosse insieme ad una miriade di sfumature intermedie mai viste in precedenza.
Latour-Marliac vince il primo premio nella sua categoria e conquista l'amicizia di Monet.

Da qui inizia l'ossessione dell'artista per il giardino acquatico, in particolare per le ninfee.
Ne ordina tantissime per lo stagno di Giverny, esistono ancora gli ordini scritti di suo pugno compresi i solleciti di pagamento da parte di Latour-Marliac.

Lo stagno di Maison Monet
Dagli ordini di piante acquatiche si può capire quanto Monet amasse il suo  giardino acquatico giapponese, come ne fosse appassionato sino a porre il cavalletto perennemente sulle rive nel tentativo di catturare le lame di luce imprigionate tra le foglie immerse nell'acqua.

Tantissime sono le piante richieste a Latour-Marliac: Loti, Trapa natans, Caltha palustris, Carici, Orontium aquaticum, Pontederia, Sagittaria, numerosi tipi di Nymphaeae, ecc....

Nell'acqua del suo stagno Monet osserva il mondo capovolto, imprigiona il cielo e le nuvole tra i fiori delle ninfee, colori forti e astratti, immagini senza confini che ci danno la sensazione di trovarci all'interno delle tele.


Dall'ossessione del pittore nascono 250 dipinti che riguardano il giardino acquatico di Giverny, ora sparse per tutto il mondo (pare che altrettante tele siano state distrutte da Monet stesso perchè non di suo gradimento).

Le ultime rappresentano danze impazzite di ninfee, in un intrico di acqua e fiori, colori e sfumature in un'unica e sola rappresentazione.

Statua di Latour-Marliac

Il vivaio in cui Latour-Marliac ha coltivato, ibridato e commercializzato le ninfee dal 1875 esiste ancora.
Nel Lot et Garonne, Aquitania, nel comune di Le Temple-sur-Lot, il Giardino delle Ninfee è aperto al pubblico da Maggio a Settembre.
E' il vivaio acquatico più antico e prestigioso del mondo, ospita quasi 300 tipi di ninfea.


La visita comprende anche le piscine storiche create da Messier Latour-Marliac nel XIX secolo, quando abbandona gli studi di legge per creare il vivaio nella grande tenuta di famiglia.
Si dedica allo sua passione naturalistica e coltiva con profitto il bambù.
(due varietà da lui introdotte portano il suo nome).

Tutte le meravigliose ninfee che oggi possiamo ammirare sono il dono che Latour-Marliac ci ha lasciato, ammirare il vivaio da lui fondato è un'esperienza indimenticabile per gli amanti del giardino acquatico e non solo.


Dalle rustiche alle tropicali, un viaggio tra ninfee rare e ibridi antichi che vale sicuramente la pena di realizzare.


‹‹Le Ninfee sono opere che possono essere comprese appieno soltanto da anime di sognatori, da coloro che chiedono alla pittura gli incanti della musica››.
                    Claude Monet

6 commenti:

Stefania Vitaliano ha detto...

Ciao : )
le ninfe e l'impressionismo sono due cose che mi piacciono particolarmente... bell'impresa riuscire a ibridarle.
Un abbraccio : )

Daniela Bazzani ha detto...

Complimenti per il verbo utilizzato!
Il mondo delle acquatiche non ha confini....
Ciao cara!

Krilù ha detto...

Arrivo qui su suggerimento di Stefylu e per prima cosa approdo in questo magnifico post dove trovo Monet che fra gli impressionisti è il mio preferito e le sue ninfee, fiore che apprezzo particolarmente.
In questo tuo bel blog ho trovato argomenti di mio specifico interesse, perciò ti seguirò con molto piacere.
Intanto ti auguro una serena Pasqua.

Daniela Bazzani ha detto...

Benvenuta Krilù!
Addentrarsi nel mondo dei giardini acquatici è una vera magia, tanti sono gli aspetti che li riguardano.
Curare un punto d'acqua, anche solo in un vaso regala molte soddisfazioni e ti avvicina alla natura.
Grazie. Buona Pasqua
Daniela

Stefania Vitaliano ha detto...

Ho dimenticato di dirti che ho fatto un post dove parlo del tuo blog... e riapssavo anche per aver dimenticato di augurarti Buona Pasqua.
Ciao Daniela...un abbraccio.

Daniela Bazzani ha detto...

Leggo sempre il tuo blog, sei stata molto carina e devo ammettere che mi sono commossa.. (forse l'età avanza?)
A Pasqua spero in una tregua del maltempo, mi aspettano lunghe ore di lavoro all'interno di Florarte.
Buona Pasqua a te e alla tua famiglia