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giovedì 26 settembre 2013

ENFITEUSI, PARTECIPANZA E FIOR DI LOTO

Enfiteusi, Partecipanza e fior di loto: tre elementi che sembrano non aver nessun legame, parole un po' astruse per chi non mastica Diritto romano o per chi non risiede nella Bassa Padana.

Le mie origini paterne sono nonantolane, la vecchia abbazia ultramillenaria è a pochi chilometri da casa mia, severa e maestosa domina la pianura del territorio di Nonantola.

Interno dell'Abbazia di Nonantola

Il mio nonno paterno ha sempre vantato con orgoglio la potenza secolare dei monaci dell'abbazia di Nonantola, (cittadina in cui era nato) padroni assoluti di vasti territori paludosi che, grazie alle donazioni dei monaci e al lavoro testardo degli antichi emiliani, sono diventati le fertili terre dell'Emilia dell'Est.


E' qui che entra in gioco l'enfiteusi, il diritto reale di godimento di una proprietà, ovvero lo stumento amministrativo che regolarizza la concessione di fondi da parte di un proprietario.
Molto utilizzato dalla Chiesa romana tra il VII e L'VII sec. d. C., raggiunge il suo massimo nel periodo medioevale del feudalesimo.
Considerato obsoleto si è evoluto nei secoli, trasformandosi con legislazioni più attuali.

Ma non nei territori della provincia di Bologna e Modena, casi unici dove vige ancora questo strumento, utilizzato dai monaci dell'Abbazia di Nonantola e da una grande donna della storia: Matilde di Canossa.

Matilde di Canossa

E' una figura femminile di grande importanza in un mondo in cui le donne venivano relegate ai margini della vita politica, recluse in ginecei, harem o castelli.
Matilde nasce nel 1046 probabilmente a Mantova, contessa, granduchessa e regina medioevale, a soli 20 anni entra in possesso di vasti territori in Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana. 
Risiede a Canossa, sull'Appennino reggiano.

E' una forte sostenitrice del Papato, imparentata con imperatori e Papi, donna di grande cultura; sin da bambina conduce una vita agiata e di studio.
Appartiene alla famiglia più potente d'Europa di quell'epoca, sotto la cui protezione si rifugiano anche diversi Papi.

Matilde è una donna che sa sottoporsi ai doveri per cui è stata allevata, ma possiede anche grandi capacità di comando, amore per il suo popolo e la sua terra.
Fugge dopo un parto difficile (a cui la figlia non sopravvive) da un marito che non la rende felice e da una corte che la osteggia per ritornare dalla madre  a Canossa; nell'inseguirla il marito viene ucciso in un'imboscata.
Matilde a soli 20 anni è vedova, accusata di aver fatto assassinare il marito che non piangerà mai.

Da questo momento e per i 40 anni successivi sarà padrona incontrastata dal Lazio al Lago di Garda.

Emblema della partecipanza collocato su Cà Granda

La tradizione racconta che diverse tornature (antica unità di misura del terreno nella zona emiliana) di terreno furono donate alla popolazione da Matilde di Canossa e dai monaci di Nonantola.
Lo scopo era in realtà di tipo politico, si voleva tenere uniti e sotto controllo i vasti territori posseduti dalla Chiesa e da Matilde, bonificare ed edificare le terre paludose della Bassa.

Molti furono gli abitanti del luogo che prestarono la forza delle loro braccia per bonificare, disboscare e dissodare rubando terra alla palude, famiglie unite nel lavoro, ciascuna traendo il meglio dalla loro parte: nasce la Partecipanza.

I requisiti per appartenere alla Partecipanza agraria consistevano nel pagamento annuale di una piccola quota (spesso simbolica), la residenza continua nel luogo, l'obbligo di migliorare il fondo (ad miliorandum).
I fondi assegnati alle famiglie venivano estratti a sorte a rotazione in periodi variabili (circa 10 anni).
Le famiglie che oggi appartengono alle varie Partecipanze agrarie sono le stesse di 1000 anni fa, alcune si sono estinte siccome l'eredità si trasmette solo agli eredi maschi.
Ad oggi, i Partecipanti sono i discendenti di queste antichissime famiglie.

Il consorzio dei partecipanti non mira solo al bene economico ma vuole conservare la proprietà nel rispetto morale e nel mantenimento di vecchie tradizioni, il patrimonio appartiene esclusivamente all'Ente, i partecipanti ne traggono solo beneficio.

Cà Granda, fior di loto

Un piccolo gioiello si trova nelle vicinanze di casa mia, visitabile con l'immancabile bicicletta: la Casa Fattoriale o Cà granda di San Matteo della Decima.
La casa è sorta nel XVI sec. al limitare delle paludi, per molte generazioni ha rappresentato il punto di riferimento e il simbolo della Partecipanza.
Cà granda conserva la bellezza e l'imponenza di un tempo, con la sua presenza domina i giardini che la circondano.

Attorno alla casa la natura è quella di un tempo:

Bosco igrofilo visto dalla casa

il bosco igrofilo, formato cioè da piante che prediligono le zone umide che un tempo erano costituite dalle palude (gelsi, mori, olmi, noccioli, pioppi, aceri, biancospini, agrifogli, nespoli, piante di alloro)

"Cavone"

lo stagno detto "Cavone" in cui hanno attecchito le piante palustri autoctone come Typhe, canne palustri ecc.. ora frequentato da aviofauna

Bosco planiziale

il bosco planiziale con più di 1500 alberi, ricreato come doveva essere nel Medioevo


Il roseto e il giardino botanico nei pressi della casa padronale e dell'antico oratorio

il macero

Il macero un tempo utilizzato per la macerazione della canapa ora ospita meravigliose ninfee, sullo sfondo il cumulo di pietre che venivano utilizzate nella fase di macerazione della canapa.

Il monumento e il fior di Loto

la zona del Fior di loto che ospita un monumento che vuole omaggiare tutti quelle famiglie che hanno dedicato la loro vita e il loro duro lavoro per la salute e la bellezza di queste terre strappate faticosamente alla palude.

Dimensioni di una foglia di Loto


Dalle antiche donazioni di Matilde, attraverso i secoli, le terre vengono suddivise periodicamente tra le famiglie aventi diritto e iscritte in un apposito registro con una procedura rimasta inalterata nei secoli.


Nella nostra vecchia Pianura, per precisare quanto sia antica una famiglia, basta indicare l'appartenenza alla Partecipanza agraria.....

 

Un sentito ringraziamento a Paola e Davide, grazie a loro ho avuto il permesso di accedere a questo luogo meraviglioso!

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