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venerdì 23 gennaio 2015

ORTO SINERGICO, ORTAGGI SECONDO NATURA seconda parte

CONTINUA da prima parte...

Le piante non solo non consumano il suolo (traggono da esso solo il 2,5% del nutrimento di cui necessitano) ma ne sono produttori.
Se si lasciasse fare alla natura il terreno non sarebbe così sfruttato come nelle nostre campagne dove per poter attuare l'agricoltura sinergica è necessaria una preparazione iniziale allo scopo di reintrodurre i microrganismi e il compost esaurito.

PROGETTAZIONE DELL'ORTO SINERGICO

Per creare un orto sinergico in modo corretto si inizia con l'identificazione dell'area destinata alla coltura preferibilmente con esposizione nord-sud.
La forma delle aiuole rialzate può essere a spirale o cumulo.



PREPARAZIONE

L'orto sinergico può essere realizzato in ogni periodo dell'anno, Primavera e Autunno sono i momenti migliori.

Nella preparazione iniziale lavorare il suolo a 20-30 cm di profondità per togliere la zolla erbosa lasciando la terra nuda. 
Si dovranno creare bancali (cioè strisce di terra in cui avverrà la semina) o aiuole rialzate con il terreno scavato, dopo questa preparazione il terreno non dovrà essere più scavato.

preparazione di un bancale

E' consigliabile disporre i bancali su un piano leggermente inclinato per favorire il deflusso delle acque in caso di piogge abbondanti e proteggerli con una siepe frangivento magari ricca di bacche per gli uccelli.

I bancali dovranno essere alti tra i 20 e i 50 cm con una larghezza massima di 120 cm (per arrivare al centro senza calpestare la terra), per la lunghezza non ci sono limiti, è preferibile comunque realizzare dei passaggi ogni 4-8 metri.
Tra un bancale e l'altro creare camminamenti larghi almeno 60 cm per consentire il passaggio di una carriola.
Calcolare che nel giro di un anno vi sarà un abbassamento fisiologico del terreno.

La forma dei bancali può essere rettilinea, curva o a mandala rispettando sempre le proporzioni (ad esempio in bancali troppo stretti gli sbalzi climatici vengono accentuati).
Nei primi approcci all'orto sinergico meglio realizzare bancali rettilinei di cui è più semplice sia la costruzione che la gestione.


Un bancale a spirale non dovrà superare una lunghezza di 8 metri ed una larghezza di 120 cm, si traccia una forma a chiocciola e si sottrae la terra dai vialetti di separazione.
La terra rimossa dai vialetti, mescolata a compost o concime organico se il suolo è molto sfruttato, servirà ad innalzare e a formare i bancali.

Se le dimensioni dell'orto sinergico sono importanti è possibile utilizzare un aratro, le rifiniture saranno comunque effettuate a mano con vanga e rastrello. 
Sagomare lo strato superficiale che dovrà essere costituito il più possibile con terra fine.
Se la superficie interessata era precedentemente incolta o adibita ad orto biologico si può procedere alla semina dell'orto. 

Nel caso in cui l'orto venga realizzato su una superficie che in passato abbia subito trattamenti con prodotti chimici, prima di crescere piante commestibili, è opportuno compiere una o più coltivazioni con piante in grado di metabolizzare i residui tossici contenuti nel terreno (cicoria, trifoglio, senape).
Al termine del loro ciclo, le piante dovranno essere recise alla base e le radici lasciate nel terreno, il tutto disgregandosi si trasformerà in materia organica utile al suolo.

IRRIGAZIONE

Il metodo più funzionale, anche dal punto di vista del risparmio idrico, è l'utilizzo di linee di ala gocciolante autocompensante) del diametro di 16 mm poste in duplice fila al di sotto della pacciamatura sulla sommità del bancale.

rotolo ala gocciolante

Navigando nel web ho riscontrato modalità completamente errate sulla realizzazione di un impianto a goccia, alcune quasi buffe come quella di forare il tubo con un chiodo preriscaldato alla fiamma di una candela!
Forando manualmente il tubo (con un qualunque metodo empirico) l'acqua non fuoriuscirà dai fori con la stessa pressione ma spruzzerà esageratamente dai fori più vicini alla fonte d'acqua e pochissimo da quelli più distanti....
L'orto risulterà irrigato in modo scorretto.


L'ala gocciolante autocompensante è formata da speciali gocciolatori già incorporati all'interno del tubo che per mezzo di una membrana uniformano la portata d'acqua in tutto l'impianto irriguo.

L'impianto a goccia può essere controllato manualmente tramite semplici rubinetti o automatizzata per mezzo di elettrovalvole o programmatori elettronici.

filtro a rete

In caso di utilizzo di acqua "sporca" (canale, cisterna di recupero, pozzo ecc..)
è opportuno installare a monte dell'impianto un filtro a rete.
Quando la pressione dell'acqua supera 1,5- 1,8 bar è indispensabile aggiungere dopo il filtro un riduttore di pressione.

riduttore di pressione

PACCIAMATURA


La pacciamatura dei bancali è una delle fasi più importanti dell'orto sinergico.
Si tratta della copertura del suolo ad imitazione del manto di foglie e rami che ricopre naturalmente il terreno la cui funzione è di proteggere il suolo dal dilavamento causato da pioggia e vento, da irrigazioni non idonee, dal compattamento e dal calore eccessivo, dalla proliferazione di erbe indesiderate.
La pacciamatura ha funzione termoregolatrice perché limita la traspirazione con conseguente risparmio idrico.



Con il passare del tempo la pacciamatura sarà soggetta a decomposizione e, insieme al degrado delle radici e foglie delle piante da orto, andrà a costituire lo strato di humus.

In Primavera lasciare che lo strato di pacciamatura sia leggero per permettere la penetrazione del calore nel suolo, per la semina o l'interramento delle piantine che costituiranno l'orto, aprire dei piccoli fori nella pacciamatura.
Durante l'Estate aumentare il manto di protezione per limitare l'evaporazione del terreno, in Autunno il degrado della pacciamatura aumenterà, la protezione invernale è garantita dai residui aerei delle piante coltivate.

ARCHI TUTORI E COPERTURA


Terminata la costruzione dei bancali ed installato l'impianto di irrigazione si passa alla collocazione permanente di archi tutori di tondino di ferro (quelli che si usano in edilizia) da conficcare nel terreno ai lati dei bancali ad un'altezza di 2 metri dal piano di calpestio.
Per aumentarne la stabilità meglio alloggiare gli archi a coppie incrociate che si auto sosterranno, tendere poi orizzontalmente un filo di ferro fissandolo in ogni incrocio di archi e a diverse altezze.
I fili fungeranno da supporto per le specie rampicanti.

SEMINA E TRAPIANTO

Per avere un orto sinergico che funzioni pienamente occorre combinare tra loro, all'interno dei bancali, le varie colture e assicurare una copertura costante in ogni stagione dell'anno.
La scelta dovrà vertere tra piante per l'alimentazione, ornamentali, aromatiche e officinali con l'obiettivo di scongiurare le patologie tipiche delle monocolture ed ottenere un orto il più possibile autosufficiente in grado di rigenerarsi.


Con pochi accorgimenti gli ortaggi si riseminano da soli: basta mandarne alcuni in seme e piantare fiori autoctoni per favorire l'impollinazione.
La presenza di fiori come tagete e nasturzi all'interno di un orto sinergico, oltre ad avere un effetto estetico, attrarrà insetti benefici e svolgerà attività antibatterica, antimicotica, allontanando formiche e altri parassiti.

Preferire una disposizione organizzata su file per favorire le varie operazioni di gestione.


GESTIONE 

Le modalità di raccolta degli ortaggi sono diverse rispetto ad un orto tradizionale.
Al momento del raccolto le radici della pianta dovranno essere lasciate nel terreno, in alcuni casi si rigenererà una pianta, in altri la radice contribuirà al nutrimento di altre specie vegetali.
Ad esempio nella raccolta delle biete, raccogliere solo le foglie esterne, lasciare quelle interne e la pianta continuerà a vegetare.


Le cosiddette erbacce dovranno essere rimosse solo se soffocano le specie trapiantate e sfoltite in modo mirato, alcune come senape, portulaca, piantaggine, malva, camomilla ecc. sono utili nell'orto.

Per favorire l'utilizzo delle risorse, evitare di consociare piante che crescono ad uguale altezza, preferire profondità differenziate e momenti di raccolta diversi nel tempo a seconda delle stagioni.


Il successo in un orto sinergico è la biodiversità, nel progetto annuale di semina e trapianto tenere sempre conto delle consociazioni (cioè liliacee, leguminose, aromatiche, fiori, ortaggi) all'interno di ogni bancale per differenziare il consumo di azoto diverso per ogni pianta.

Coltivare un orto sinergico cambia il rapporto con la natura, seguendo il principio "vivere senza distruggere" viene restituito alla terra più di quanto viene sottratto.
Naturalmente si potranno mangiare cibi sani!





3 commenti:

Giorgio Antonioli Ferranti ha detto...

buona sera. e grazie per il bel articolo. vorrei chiedere un consiglio: è già da un anno che coltivo un orto sinergico. con discreti risultati. ma ho un problema con l'impianto d'irrigazione. l'anno scorso ho usato una manichetta per irrigazione, di quelle leggere che poi si gonfiano con la pressione dell'acqua. le ho tagliate e all'interno dei bancali ho formato un lungo circuito con 4 giunture angolari e uno a t all'estremità dei bancali dal quale poi parte il tratto che lo collega al tubo principale più grande che porta l'acqua a tutti i bancali.
quest'anno volevo sotituire tutto questo, ma non so se mettere l'ala gocciolante o il tubo di polietilene a bassa densità da 0,16 come descriveva Emilia hazelip nel suo libro e poi forarlo con un chiodo arroventato. Ora ho visto he tu suggerisci l'ala gocciolante. Però se l'ala si piega come il tubo, non riesce a fare l'ovale sopra il bancale. perchè si piega e ostruisce il passaggio dell'acqua, se si fanno due linee parallele l'estremità del bancale rimane senza acqua nel mezzzo. e inoltre se si ottura un ala gocciolante si deve sostituire, mentre con il tubo no. allora mi domando quale sia il metodo più utile, visto che la madre di questa tecnica usava il tubo di polietilene; e infine se mi puoi descrivere con accuratezza come disponi l'ala gocciolante sul bancale.
Grazie mille dell'aiuto.
e grazie dei bei suggerimenti.
attendo fiducioso.
Giorgio antonioli Ferranti.

Nicoletta Cigliano ha detto...

Ottimo articolo,mi associo a Giorgio nella sua richiesta di chiarimenti sul tubo da utilizzare per l'irrigazione. Io ho intenzione di coltivare il mio piccolo orto 10x1,5 mt in piano e mi chiedo se è necessaria l'ala gocciolante autoportante o se possa bastare il Tape.

Nicoletta Cigliano ha detto...

Ottimo articolo,mi associo a Giorgio nella sua richiesta di chiarimenti sul tubo da utilizzare per l'irrigazione. Io ho intenzione di coltivare il mio piccolo orto 10x1,5 mt in piano e mi chiedo se è necessaria l'ala gocciolante autoportante o se possa bastare il Tape.