.

.
.
Visualizzazione post con etichetta tulipani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tulipani. Mostra tutti i post

domenica 1 dicembre 2013

L'OTTIMISMO DEL PIANTAR BULBI

In tempi così difficili, piantare bulbi potrebbe rivelarsi una forma di ottimismo, una speranza per il futuro, un'euforia che invade durante i giorni di fine Autunno in chi pratica il giardinaggio.
Un aspetto positivo nella coltura delle bulbacee è la programmazione nel tempo e dello spazio a disposizione, per ottenere fioriture in tutto l'arco dell'anno.


Per il pessimismo non c'è posto: io stessa non mi preoccupo mai che un bulbo possa non dare fiori, ogni anno ne aspetto il colorato dono fiduciosamente.

Bulbo di Fritillaria

Al momento dell'acquisto, in genere in Autunno, controllo con attenzione ogni singolo bulbo: deve essere sano, duro al tatto, di forma sferica (appiattiti da un lato fioriscono con difficoltà), se contenuti in un sacchetto non trasparente uso il tatto o una specie di sesto senso per comprenderne lo stato di salute.

I bulbi venduti singolarmente costano maggiormente rispetto alle confezioni pronte, ma na vale la pena spendere qualcosa in più, garanzia di miglior risultati.

bulbo di Amaryllis

Quest'anno la rimozione delle annuali estive dalle aiuole è stata tardiva: la prima vera gelata è arrivata insolitamente una settimana fa, solo ora ho potuto preparare il terreno per tulipani, narcisi, crochi, frittillarie, giacinti e iris reticulata.
Per i bulbi a fioritura di fine Primavera o Estate come Dalie, Gladioli, Anemone blanda o Begonie c'è ancora tempo.

Gli usi delle bulbacee sono svariati, ad esempio rendere più interessanti o spezzare le linee geometriche di aiuole formali, se posti al di sotto di arbusti spogli nel periodo della fioritura della bulbacea ne riempiono il vuoto, colmano gli spazi delle piante che attendono una futura stagione di crescita.

A ridosso di un muro è possibile coltivare le bulbacee più delicate che trarranno giovamento dal riparo e doneranno vitalità ad un elemento statico del giardino.


I bulbi si rivelano perfetti per contenitori come vasi o cassette da alternare sui balconi o in giardino seguendo i singoli tempi di fioritura oppure in cassoni o aiuole rialzate.
Non vi sono regole, su forme e tipologie di contenitori si può scatenare la fantasia.

Anche lo schema di coltivazione è soggettivo, si possono mescolare specie e colori, sbizzarrire il proprio gusto e fantasia, oppure raggruppare i bulbi per colore o tipologia, seguire i tempi di fioritura dei singoli impianti per avere continuamente esplosioni di colore.

Fiori di Amaryrillis

Un bel contenitore, magari dalla forma allungata, può essere valorizzato da un singolo bulbo come un Amarillide, un Tulipano o un Giglio, adatti anche i Lilium e gli Iris.

I bulbi adatti ad un bordo laghetto o ad un giardino paludoso sono quelli che sopportano bene la forte umidità o il ristagno d'acqua come Zantedeschia aethiopica, Fritillaria e Bucaneve estivo (Leucojum aestivum ), meglio piantarli in gruppi che specchiandosi nell'acqua sapranno creare un effetto spettacolare.

Narcisi di piccola taglia
Chionodoxa

In un giardino roccioso le bulbacee idonee sono numerose, quelle di piccola taglia alloggiano bene negli anfratti rocciosi e coprono il pietrisco alla perfezione il quale, a sua volta, protegge i fiori dalla pioggia.
I bulbi nani per un giardino roccioso che preferisco utilizzare sono Crocus, Iris nani, Galanthus, Muscari, Narcisi di piccola taglia, Tulipani nani, Chionodoxa.


Le bulbose possono inoltre colorare un prato naturale trasformandolo in un allegro tappetto che con gli anni diventerà sempre più fitto di fiori.
Occorrono specie rustiche in grado di contrastare la forza delle graminacee, l'erba del prato poi coprirà le foglie appassite dei bulbi già fioriti.
Meglio utilizzare bulbacee a fioritura precoce, sfioriranno prima che sia necessario il primo sfalcio dell'erba.
Le più indicate per un prato sono Narcisi, Crochi, Leucojum aestivum, Fritillaria meleagris, Chionodoxa.

Giacinti profumati
Crocus

La scelta può essere dettata anche dal...naso, preparare un contenitore da porre su un davanzale o accanto alla porta di casa con bulbacee dai fiori profumati sarà gradevole, l'aroma invadrà piacevolmente la casa.
Ottimi i giacinti (Hyacintus), fresie e alcuni tipi di tulipani, iris e narcisi (Narcissus Spectrum).


Iris reticulata

In genere i bulbi provengono da regioni a clima mediterraneo e sono quindi amanti delle zone soleggiate, ve ne sono alcuni però in grado di adattarsi a luoghi semi-ombreggiati o con scarsa luminosità.
E' il caso di molte specie di Ciclamini rustici, di Anemone blanda o di Eranthis hyemalis (Anemone invernale), nei luoghi ombreggiati poi i colori chiari donano un senso di luminosità, il bianco in particolar modo.

Ciclamini

Coltivare bulbi è davvero molto semplice e di grande soddisfazione, poche sono le regole da rispettare per una copiosa fioritura.
Basta che il terriccio sia morbido e ben drenato, la zona sia soleggiata (alcune specie crescono anche in ombra o in terreni umidi) e che la buca in cui verrà ospitato il bulbo sia profonda il doppio del suo diametro.

Scilla

Un piccolo consiglio....
Mettete un segno nelle zone in cui avete interrato i bulbi (ad esempio un bastoncino) altrimenti potreste cadere nel mio solito errore: piantare qualcosa in quella "posizione" lasciata stranamente vuota, disturbando il sonno dei vostri bulbi.....

domenica 2 dicembre 2012

VILLA TARANTO CHIEDE IL NOSTRO AIUTO

Lago Maggiore


L'amore per la botanica e per l'Italia spinse nel lontano 1931 il capitano scozzese Neil Boyd McEacharn a cercare un luogo adatto per creare un vero Paradiso Terrestre.
Fu leggendo il Times che individuò una proprietà in vendita ad hoc per il suo scopo, Villa "La Crocetta" sul promontorio della Castagnola a Pallanza.

Già da bambino aveva soggiornato sul Lago Maggiore e lì aveva lasciato il cuore per sempre, quello fu infatti il posto prescelto dove portare piante e semi da tutto il mondo.

I lavori di sbancamento e costruzione trasformarono la proprietà preesistente, nulla a confronto dell'oculata ricerca di specie botaniche in ogni angolo del pianeta.


Visitare Villa Taranto è viaggiare tra colori e aromi che conducono il visitatore attraverso specie vegetali rarissime e angoli incantati dove vivono e prosperano oltre 1000 piante non autoctone e 20000 di rilevante importanza.


Lungo i sette chilometri di viali tra monti e lago ci si perde in un'atmosfera da sogno che fa di Villa Taranto uno dei giardini botanici più importanti d'Europa.
Ogni anno 150000 visitatori di tutto il mondo ammirano 16 ettari di giardini terrazzati, serre, aiuole, fontane e giochi d'acqua ripercorrendo lo stile all'inglese (che riproduceva l'amata Scozia di McEacharn), statue tipiche del giardino all'italiana e angoli del giardino francese.


La forza e la magia dell'acqua del Lago Maggiore sono imprigionate in un enorme serbatoio da cui attinge un potente impianto di irrigazione utilizzato per tutte le necessità idriche del giardino.
Imponenti lavori di scavo hanno permesso la realizzazione della romantica "Valletta" con un pittoresco ponticello ad arcata unica e la presenza di piante rare come Davidia involucrata detta "albero dei fazzoletti".

La Valletta


I Giardini Terrazzati sono uno spettacolo di rara bellezza, magnifiche piante acquatiche come Fior di loto e ninfee proliferano tra cascatelle, vasche, piscine che si alternano ad aiuole perfette in ogni stagione con le loro spettacolari fioriture alternate.


In Aprile la fioritura dei tulipani è un appuntamento fisso da non perdere, ogni anno durante questo evento è possibile ammirare la fioritura di 80000 bulbose tra cui rari tulipani dai colori sgargianti.

Tulipani

Tra prati perfettamente rasati da Luglio a Ottobre ci si potrà smarrire nel "Labirinto delle dalie", 350 specie con forme e colori diversi, alcune gigantesche altre microscopiche sapientemente armonizzate tra loro per un totale di circa 1500 piante di dalia.

Victoria Cruziana

Il "Giardino d'inverno" custodisce piante mediterranee, da ammirare una serra in cui Victoria Amazonica e Cruziana fioriscono con magnificenza.

L'"Erbario del Capitano" è situato in una palazzina e visitabile al pubblico, è composto da 43 teche dove sono esposte specie della flora spontanea del Regno Unito raccolte nel 1929.


Per nove anni il capitano McEacharn cercò negli angoli più remoti alberi, semi, piante di rara bellezza facendole attecchire e fiorire contro ogni più logica previsione, terminò i lavori nel 1940 e chiamò questo luogo incantato "Villa Taranto" in onore di un suo antenato nominato Duca di Taranto da Napoleone Bonaparte.


La Seconda Guerra Mondiale fu una pausa obbligata dal suo sogno che riprese al termine del conflitto sino al 1964, anno di morte del capitano McEacharn che non avendo eredi diretti, donò questo incommensurabile patrimonio allo Stato italiano regalando a botanici, studiosi e appassionati di tutto il mondo il suo sogno avverato.


Il visitatore che percorre ammirato i viali di Villa Taranto tra aromi, forme e colori sapientemente armonizzati, trasparenze velate dei giochi d'acqua è come se visitasse una galleria d'arte dove la natura è la protagonista  e l'artista principale.
I cinque sensi allertati saranno la guida per osservare rododendri, azalee, aceri, camelie, eucalipti, annuali da bordura, bulbose, hydrangee, dalie, eriche, astri, acquatiche, piante tropicali....impossibile nominare tutte le varietà...

Metasequoia glyptostroboides


Tra le piante rare vorrei ricordare Metasequoia glyptostroboides conosciuta fino al 1945 allo stato fossile, reperiti pochi esemplari in Cina, McEacharn riuscì a fare attecchire questa rarissima conifera nella sua Villa Taranto.

Dicksonia Antarctica


Dall'Australia proviene un'altra rarità, la felce arborea Dicksonia Antarctica dalle spettacolari foglie, dalla Cina l'albero Emmenopterys Henryi che può vivere 1000 anni e che fiorisce rarissimamente (anche ogni 30 anni!)
Ancora dalla Cina Davidia involucrata o Albero dei fazzoletti che con le spettacolari fioriture sembra ricoperto di colombe, Acer palmatum Capitano
McEacharn le cui foglie assumono una colorazione corallo.

Davidia involucrata

Spettacolare è la fioritura di Stewartia pseudocamellia, specie arborea giapponese, numerose sono le hoste, poi Itea ilicifolia e tante tante altre.

Una delle grandi Camelie del parco

Le spoglie del Capitano riposano da quasi 50 anni nel Mausoleo della Villa tra le sue adorate piante.


"Un bel giardino non ha bisogno di essere grande, ma deve essere la realizzazione del vostro sogno anche se è largo un paio di metri quadrati e si trova su un balcone".
           Capitano Neil Boyd McEacharn



Il 25 Agosto 2012 un violento nubifragio distrugge i giardini di Villa Taranto tanto da causarne la chiusura al pubblico con un anticipo di due mesi.
La riapertura è prevista il 16 marzo 2013 ma c'è ancora tanto da fare per la rinascita di questo luogo incantato.

Per contribuire affinché questo gioiello ritorni a splendere è possibile accedere al sito ufficiale per le coordinate bancarie.