sabato 2 febbraio 2013

NON DIMENTICHIAMO LA ...MISERIA!

Ad alcune piante ci si affeziona particolarmente, forse perchè sono legate a ricordi o momenti particolari della propia vita, non sono specie botaniche preziose, esotiche o costose, nemmeno rare.
Hanno però un posticino speciale nel cuore e naturalmente, in giardino.

I miei ricordi d'infanzia sono legati alle piante da ombra dei vecchi cortili interni delle case del centro storico come le bellissime ortensie, e l'erba miseria.
Mia madre ne teneva sempre vasi pieni, diceva che a casa nostra la miseria cresceva bene, allora coltivare miseria andava di moda.

Tradescantia zebrina

Nell'epoca del benessere e del consumismo non si ha il coraggio di apprezzare la miseria, io invece ne ho cercato le diverse varietà nei vivai oppure ho elemosinato pezzetti visti in altrui giardini, anche trasportati da luoghi lontani.


La denominazione esatta dell'erba miseria è Tradescantia, dal nome del giardiniere di corte del re Carlo I d'Inghilterra, Jonh Tradescant che per primo portò in Europa la pianta dalla Virginia.
Probabilmente il nome erba miseria deriva dalla facilità di propagazione della pianta, il radicamento è rapido sia in acqua che in terra.
Se coltivata sul terreno striscia e ricopre in maniera invasiva superfici estese.

Tradescantia è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Commelinaceae originaria dell'America. Ne esistono circa 70 specie, sia rustiche che coltivate in appartamento.
In Europa viene coltivata a scopo ornamentale, la pianta è anche apprezzata a livello di studio in genetica per le facili mutazioni cromosomiche a cui è soggetta.


Oggi si è esteso l'uso in giardini esterni come copertura del terreno o in giardini rocciosi, oppure, per il tipo ricadente, appesa in cestoni.
Tradescantia ha portamento sia ricadente che eretto, a seconda della tipologia le radici sono avventizie, tuberose o derivanti da nodi staminali.
Tradescantia virginiana, ad esempio, ha portamento eretto ed è idonea per bordure in zone semiombreggiate.

Tradescantia pallida

Le foglie sono ovate o lanceolate, sessili o raramente con picciolo e si dispongono a spirale sul gambo, in alcuni casi ricoperte da una sottile peluria.
La colorazione del fogliame varia a seconda della specie e dell'esposizione: va dal viola porpora (Tradescantia pallida "purpurea"), zebrato o con diverse tonalità di verde-blu.
Quando il gambo viene tagliato rilascia una secrezione filiforme e viscosa simile alla tela del ragno (in lingua inglese la pianta viene chiamata Spider Lily!)


Il fiore è semplice, la corolla è composta da tre petali bianchi, rosa, blu o lilla, molto delicato ma di grande effetto per il contrasto con gli stami gialli e il fogliame di varie colorazioni.
Da maggio a luglio erba miseria regala copiose fioriture, anche se il fiore vive un solo giorno, i grappoli terminali simili a ombrelli sono sovraccarichi di boccioli.
Per stimolare la fioritura è opportuno recidere le sommità fiorite.

Tradescantia predilige terreno umido e povero, l'esposizione migliore è la mezz'ombra o ombra totale. La pianta però necessita ugualmente di luce evitando l'esposizione diretta ai raggi solari che brucerebbero il fogliame.

Tradescantia virginiana

Tradescantia Virginiana è perfetta per bordure in zone ombreggiate, in primavera inoltrata si apprezza la bella fioritura e il fogliame elegante.
All'inizio dell'estate la pianta perde la sua bellezza, per questo l'uso nei giardini è ancora limitato. Per ovviare a questo piccolo inconveniente è consigliato recidere il fogliame alla base e riempire il "vuoto" con annuali da ombra. (ad esempio Impatient o Begonie).

A fine inverno, quando i nuovi cespi iniziano a spuntare, se appaiono troppo fitti è sufficiente dividerli per ottenere nuove piantine. A questo stadio sono molto apprezzati dalle lumache, meglio fare uso di un prodotto lumachicida.


Tra le varie specie di Tradescantia preferisco T. pallida per l'insolito colore violaceo del fogliame che abbinato ad annuali fa risaltare maggiormente le colorazioni dei fiori.
Di facile coltivazione, tollera anche la siccità, teme il vento che spezzerebbe gli steli un po' fragili, richiede terreno sempre umido e ben drenato.
Appesa in ceste è una bellissima ricadente adatta anche per appartamento.
In inverno non tollera basse temperature, necessita di ricovero in un luogo non eccessivamente riscaldato.

Tradescantia sillamontana

Di bell'effetto anche T. sillamontana, T. zebrina, T. spathacea.
La pianta si ibrida facilmente in natura dando luogo a specie dalle colorazioni del fogliame sempre diverse.

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