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venerdì 29 agosto 2014

POMELIA , INCONTRO FATALE

Quello che ho avuto con Pomelia o Plumeria più che un incontro è stato un vero colpo di fulmine, un'attrazione incredibile verso la bellezza delle numerose nuances dei fiori che racchiudono un'ebbrezza che persiste nelle narici...
Un profumo esotico di terre calde, fruttato e potente, un aroma di limone e di gelsomino, di Sicilia e di giornate di sole, di rose, caprifoglio e di terre lontane.



Non sono riuscita ad evitare di aggiungere Pomelia alla mia sempre più numerosa collezione di piante, anche se conosco i limiti del fascia climatica in cui abito.
I miei agrumi si stringeranno un po' all'interno della serra!


Pomelia, un'Apocynacea il cui fiore ricorda quello dell'oleandro, arriva dalla gran parte delle regioni caraibiche (Sud America compreso), è chiamata anche Frangipani, dal nome del conte italiano che creò una profumazione simile a quella di questo fiore per la corte di Caterina de' Medici nel XVI secolo.

Pomelia racchiude in sè la bellezza accattivante dei tropici ed evoca ricordi di viaggi in terre assolate come Creta, ad esempio, meta di un mio viaggio passato.
Creta è un'isola dal clima mediterraneo perfetto per crescere piante di Pomelia, nella capitale Eraklion viene utilizzata come arbusto da siepe.
Alle isole Hawaii invece si confezionano profumatissime collane per accogliere i turisti ed ubriacarli con la profumazione che abbaglia i sensi.
Nei templi buddisti i fiori fragranti di Pomelia vengono offerti a Buddha, le donne indù ne indossano un fiore tra i capelli il giorno delle nozze come simbolo di fedeltà al marito.


La forte attrazione per questi fiori è iniziata molti secoli fa, nel XVI secolo il frate botanico ed esploratore Charles Plumier si innamorò di queste piante dopo un appassionato incontro con l'aroma seducente di Pomelia e le studiò nell'area caraibica.
Pare che Pomelia sia stata diffusa nel Nuovo mondo per merito degli spagnoli, tanto ammirate da diventare parte integrante del paesaggio e delle tradizioni per arrivare in Europa nel 1770 coltivate all'interno di serre calde in Inghilterra.



Nella nostra bella Sicilia, l'arbusto è legato alla città di Palermo dove fu ospitato per la prima volta in Italia all'interno dell'Orto botanico nel 1821.
Da allora i balconi della città sono spesso adornati e profumati con il meraviglioso arbusto esotico i cui teneri germogli vengono curiosamente protetti in Inverno con gusti d'uovo.
Per tradizione le madri palermitane usano offrire una pianta di Pomelia alle figlie prossime al matrimonio come augurio di fertilità.


Plumeria o Pomelia racchiude una decina di specie di arbusti o piccoli alberi dalla chioma allargata alcuni sempreverdi, altri a foglia caduca, con apparato radicale leggero e non troppo aggressivo.

Il fusto, scarsamente ramificato appare carnoso e lignifica col tempo, la corteccia grigio-verde appare squamosa.
I rami un po' nodosi e rigonfi portano grandi foglie lanceolate appuntite di colore verde più o meno scuro a seconda della specie, se incisi o spezzati emettono una linfa lattea tossica come quella di Oleandro ed Euphorbia.


Per tutta la bella stagione all'apice dei rami appaiono infiorescenze costituite da grappoli di grandi fiori cerosi a 5-7 petali (fino a 50 fiori per gruppo) dalla profumazione paradisiaca e dalle svariate colorazioni con il centro dalle sfumature diverse rispetto ai petali.
La varietà più comune (Plumeria alba) presenta fiori bianchi dal centro giallo, altre mostrano colorazioni dal viola all'arancio in tutte le loro diverse sfumature, rosso, fucsia, rosa.

Pomelia ama le posizioni assolate con un riparo nelle ore estive più calde, tollera aria salmastra ma non il vento che potrebbe lacerare le grandi foglie. 
La coltivazione in piena terra è possibile solo nelle fasce climatiche in cui la temperatura invernale non scende sotto i 5-6° C., il terreno deve essere ghiaioso e povero con forte capacità drenante.

Nelle restanti fasce climatiche è preferibile la coltivazione in vaso anche di modeste dimensioni purchè contenga terriccio leggero, poroso e in grado di mantenere l'umidità, meglio se associato a perlite o pomice, il drenaggio è molto importante per scongiurare il marciume radicale.


Pomelia tollera molto bene la siccità (le fioriture avvengono in natura dopo periodi aridi), le irrigazioni devono essere medie nel periodo estivo, diradandole verso l'Autunno fino alla sospensione invernale. 
Alla ripresa vegetativa primaverile iniziare una leggera irrigazione e concimare con fertilizzanti a lenta cessione ricchi di fosforo e poveri di azoto.

Le varietà a foglia caduca nel periodo invernale vanno a completo riposo vegetativo, è quindi sufficiente ripararle in luogo protetto anche scarsamente luminoso purchè ventilato e asciutto con temperature che non scendano sotto i 10°C. (come ad esempio Pomelia rubra).
Nelle fasce climatiche caldo-temperate Pomelia riesce a trascorrere l'Inverno all'esterno, basta addossarla ad un muro esposto a Sud e riparata dal vento.


Riparare Pomelia all'interno della casa non è però consigliabile, l'arbusto non è una pianta d'appartamento e non gradisce il clima secco dato dal riscaldamento artificiale.

Le potature non sono necessarie, a volte occorre rimuovere gli apici dei rami se hanno subito danni invernali per permettere la nascita di nuovi germogli.
La riproduzione di Pomelia avviene per seme o per talea, occorrono almeno 3 anni di accrescimento per ottenere le meravigliose fioriture.

1 commento:

jampy ha detto...

Una pianta meravigliosa!
Spesso l'ho vista durante i miei viaggi in altri paesi dal clima più caldo... infatti mi fa molto "vacanza".
Sarebbe bello coltivarla, mi piacerebbe molto, ma il clima invernale padano, credo non lo tolleri... o forse si?
Mi hai messo la pulce nell'orecchio!!
Ciao