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lunedì 25 novembre 2013

EM : MICRORGANISMI EFFETTIVI

Mi sono avvicinata agli EM (Effective Microorganism) circa un anno fa con curiosità e al tempo stesso molto scetticismo sino a voler compiere personalmente esperimenti prima di parlarne.


Ho cercato di documentarmi il più possibile, leggere il libro del professore universitario giapponese Teruo Higa, il microbiologo che per primo ha studiato e analizzato questo prodotto mi è parso utile ma da prendere con "le molle".
Da oltre 30 anni il professor Higa sta diffondendo la sua idea (non pienamente approvata dalla comunità scientifica) in tutto il Pianeta allo scopo di migliorare l'ambiente che ci circonda e di conseguenza la salute dell'uomo.


I microrganismi effettivi rappresentano una serie di batteri che prevalendo in una certa combinazione influenzano il comportamento di altri batteri dagli effetti negativi.
Secondo il professor Higa esistono due opposte forze dinamiche: la rigenerazione e la degenerazione.
La prima è un'energia positiva e vitale donatrice di vita e governata da microrganismi dall'azione benefica come i batteri della fotosintesi (Cyanobacteria e Rhodopseudomonas), i batteri dell'acido lattico (Lactobaccillus casei), alcuni lieviti e muffe ed altri tipi di batteri.
Essi, se contenuti in quantità sufficiente, sanno inibire l'ossidazione e sviluppare un potere rigenerativo e purificatore.

Al loro opposto troviamo i microrganismi che provocano  putrefazione e deperimento cause di necrosi, inquinamento e malattie.

La giusta combinazione e la prevalenza di batteri dall'azione benefica influenza il comportamento dei microrganismi della seconda specie che si adegua seguendo il gruppo leader.
Questo sta alla base del comportamento degli EM.


Il microbiologo giapponese Higa dai numerosi esperimento compiuti si è reso conto della possibile convivenza di microrganismi aerobi (che cioè necessitano di ossigeno per sopravvivere) e di anaerobi (vivono dove non vi è ossigeno) situazione all'apparenza impossibile visti gli ambienti totalmente opposti.
Tramite uno scambio simbiotico del loro prodotto di scarto alimentare ed altri fattori si può verificare la loro coesistenza, questo avviene nella selezione attuata nel gruppo dei microrganismi effettivi.

I campi applicativi sono :
  • agricoltura  Miglioramento della qualità del terreno con aumento della produttività senza uso di concimi chimici e pesticidi, il nutrimento alle piante viene fornito dagli EM.
  • inquinamento ambientale Tramite l'accelerazione del compostaggio dei rifiuti ed eliminazionme del cattivo odore con conseguente miglioramento della qualità dell'aria gli EM sono in grado di purificare acqua, terra e aria. Possono avere impiego anche nelle pulizie domestiche in sostituzione dei normali detergenti.
  • zootecnia  Trattamento dei liquami e decontaminazione degli allevamenti di animali, miscelazione a mangimi animali
  • depurazione delle acque Inibizione del processo di putrefazione ed eutrofizzazione nei laghetti, stagni ed acque reflue, scarichi fognari e industriali. possono sostituire il cloro nelle piscine.
  • medicina azione benefica sulla flora intestinale
Cilindri di ceramica
I microrganismi effettivi vengono commercializzati sottoforma di soluzione madre concentrata o diluita attraverso un processo di "attivazione", in ceramica 
(cilindri, sfere, anelli, polvere) o tramite bevande rinfrescanti non medicinali
(EMX, FG sono adatti al consumo umano).

Il mio approccio personale con gli EM è avvenuto tramite cilindretti di ceramica e riguarda la purificazione di acqua stagnante, immissione nel pozzetto di scarico di bagni e cucina, abbattimento di cattivo odore nella conigliera, introduzione nel circuito dell'orto idroponico.


Ho lasciato trascorrere l'estate e afosissime giornate di Luglio controllando spesso l'acqua all'interno di vari contenitori, l'effetto è risultato stupefacente: acqua limpida e priva di odore.
Al contrario il campione senza EM appariva putrido e maleodorante.
Anche il contatto con gli animali da cortile è stato positivo, gli odori prodotti sono stati eliminati.

Per ora non ho scelto di ingerire EM, la purezza dell'acqua in laghetti e minipond mi soddisfa pienamente.





venerdì 5 luglio 2013

LAGHETTI A LUGLIO, LE FRIGANEE

Nella sonnolenta calura estiva, tipica del mese di Luglio, la maggior parte delle piante del laghetto raggiunge il suo culmine.

Typha con pannocchie mature

Alcune maturano i loro semi sparandoli in tutte le direzioni (come la Thypa), questi galleggiando dolcemente andranno a colonizzare nuova terra, altre invece si concentrano sull'espansione delle loro radici e rizomi e, formando un'intricata rete, intrappoleranno foglie e particelle di terra, ottimo habitat per gli organismi che vivono al buio, nell'acqua profonda.

A Luglio il fior di Loto è in fiore

Per poter osservare il mondo subacqueo uno dei momenti migliori è la sera, una torcia ci rivelerà la vita della fauna sommersa molto più chiaramente che di giorno.
Sarà interessante osservare i tuffi degli scarabei tuffatori e dei tritoni, oppure se saremo fortunati, potremo vedere in azione le larve di friganea.

Larva di friganea

Le friganee sono piccoli insetti acquatici che appartengono all'ordine dei Tricotteri, sono inoltre anfibi siccome l'ultima parte della loro vita viene svolta fuori dall'acqua dove, simili a farfalline marroni svolazzano maldestamente durante il crepuscolo.
La breve vita da adulti ha l'unico scopo della riproduzione, interessante è la parte pre-immaginale (cioè larvale) in cui le friganee hanno un importante ruolo nell'ecosistema delle acque dolci.
Il loro ruolo è rilevante nel processo di autodepurazione dell'acqua: prendono parte alla degradazione della sostanza organica (animale e vegetale come le alghe) e la trasformano in sostanze assimilabili dai batteri.


La forma larvale delle friganee è molto bizzarra, possono presentarsi "nude" o rivestite da un'astuccio cilindrico che esse stesse costruiscono legando tra loro con un filo di seta emessa da una ghiandola posta al lato della bocca, bastoncini, sassolini, frammenti di conchiglie.


Questo buffo modo di proteggersi ha dato loro il soprannome di "portasassi o portalegna".
Da questo fodero fuoriescono solo zampe e testa, due uncini posti in fondo all'addome impediscono di perdere l'involucro.
Con questa protezione le friganee possono deambulare e cacciare indisturbate sul fondo del laghetto e, in caso di pericolo, ritirare capo e zampe come fanno le tartarughe.
Durante l'accrescimento questi Tricotteri devono ingrandire la loro casa, ciò avviene allungando la parte anteriore.
Con le loro voraci mandibole triturano il cibo e al momento dello sfarfallamento anche il guscio protettivo. La larva che ne fuoriesce, trasformata in pupa, nuota sino alla superficie e si aggrappa saldamente alla riva dove completa la sua trasformazione in insetto adulto.


Nella versione senza astuccio protettivo, le friganee utilizzano una diversa strategia: con la lora seta tessono reti simili a quelle dei pescatori in posizioni strategiche e attendono pazientemente nascoste che si intrappoli il cibo che prontamente recuperano.


Gli adulti conducono vita aericola, facile confonderli con piccole farfalle marroni, ma se li si esamina con attenzione si può notare che le loro ali non sono ricoperte di squamette ma di minuscoli peli (Tricottero deriva dal greco "triko" cioè pelo).
La livrea è poco vivace, li si può vedere isolati o in gruppo nel loro volo incerto, non hanno nemmeno un apparato boccale sviluppato, alcuni non mangiano affatto, altri con un piccolo apparato lambente succhiano solo liquidi.


Gli adulti di friganea hanno vita breve, spesso sono preda di uccelli e chirotteri, importante è che abbiano già deposto le uova per garantire la nuova generazione.
Le uova vengono deposte in masserelle e protette da mucillagine, sulla vegetazione ripariale o su quella che pende sull'acqua, in alcuni casi le uova vengono lasciate sulla superficie o appena al di sotto dello specchio acquatico.

I tricotteri sono uno degli ordini più importanti di insetti acquatici in quanto partecipano a complesse catene di organismi acquatici sin dal lontano Giurassico, trovarli nel proprio punto acquatico è segno di buona ossigenazione e pulizia dell'acqua.