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domenica 21 aprile 2013

IDROPONICOMANIA

Oggi vorrei proporre un nuovo progetto di orto idroponico che ho realizzato con un piccolo aiutino...
Nulla di complicato, a volte bisogna fingere che il contributo degli uomini si riveli indispensabile!

Utilizzerò delle grondaie in plastica ed alcuni angolari a 45°, sostituibili con tubi in p.v.c per fognatura e relativi angoli e tappi di chiusura (quelli arancioni per intenderci).
Noterete le immagini di due impianti diversi, il primo con grondaie e il secondo con tubi che ho verniciato con colore verde, una bufera di vento e acqua ha distrutto il mio impinato idroponico ad una settimana dal termine, così ho dovuto ricominciare da capo....
Le piantine erano già cresciute, l'importante è non perdersi d'animo!


Una volta deciso se utilizzare grondaie o tubi in p.v.c., tagliare il tubo nella lunghezza che si desidera adattare al proprio spazio.


Posizionato i pezzi su cavalletti, ho inserito gli angolari.


Ora suddividere equamente lo spazio lasciando tra un vasetto e l'altro almeno 20 cm per permettere l'espansione della pianta.


Con una fresa a tazza praticare i fori in cui si inseriranno i vasetti, una lima perfezionera i bordi.



I fori sono ultimati!



Dopo aver posizionato i vasi ho stabilito quale dovrà essere il livello dell'acqua all'interno del tubo facendo in modo che il fondo del vaso sia in prossimità dell'acqua.
Segnato con un pennarello colorato il livello dato dal vaso, ho forato il tubo e inserito un raccordo da serbatoio.



Con una colla per p.v.c. a tenuta d'acqua fissare gli angoli o gomiti, lo stessa  verrà utilizzata nei punti di unione perchè siano a tenuta stagna.
Per un giorno ho lasciato la struttura per l'idroponia colma d'acqua allo scopo di verificare eventuali perdite.


Per il funzionamento dell'orto idroponico il materiale occorrente comprende:
  • un contenitore per la soluzione, ad esempio una tanica in plastica con coperchio oppure un bidone per pittura,
  • una piccola pompa per acquario
  • tubo diametro 16
  • rubinetto per regolare il ricircolo della soluzione
  • raccordi vari


Punto di entrata della soluzione, il rubinetto regola la velocità del flusso, in questo caso optare per un flusso lento.


Tubo di scarico per il ritorno della soluzione nel contenitore


Contenitore con soluzione al cui interno è immersa la pompa, a cui sono collegati il tubo di mandata e il tubo di ritorno.


Ho utilizzato l'argilla espansa per l'ancoraggio delle radici delle piante da orto che ho deciso di coltivare in idroponia: melanzana, scarola, pomodoro, fragole rifiorenti ecc...


La soluzione di acqua e sali minerali sarà utilizzata per due settimane, poi dovrà essere sostituita, attendo la crescita del mio orto...
Tra qualche settimana vedremo la crescita....

martedì 2 aprile 2013

SERENDIPITA'

Nulla di nuovo, per le donne è normale compiere più azioni contemporaneamente, come stirare mentre si organizza la cena, aiutare i figli nei compiti a casa mentre si compila la lista della spesa e a tempo perso ci si sottopone alla routine delle pulizie casalinghe....

La mente viaggia mentre si compiono meccanicamente i soliti gesti.

Così è nato il mio ultimo gioco d'acqua, mentre preparavo una ciambella per la colazione della mia grande famiglia utilizzando uno stampo a cerniera!


Dopo aver scoperto che i fabbri non sono totalmente estinti, ho semplicemente commissionato un grande "stampo per dolci" (diametro di 80 cm) in lamiera zincata dipinta a polvere per aumentarne la resistenza.

Tre cilindri cavi di acciaio con piedistallo, da cui dovrà scendere impercettibilmente l'acqua, hanno sufficientemente fatto impazzire il povero fabbro, mira dei miei attimi creativi.


Alla base di ogni tubo di acciaio (ognuno di altezze diverse), ho programmato un foro adatto ad un filetto da mezzo pollice su cui è stato in seguito saldato un nipplo filettato zincato.


Al filetto ho in seguito raccordato un tubo in polietilene dal diametro di
16 mm.
Allo scopo di distribuire equamente l'acqua tra i cilindri, ho collegato un rubinetto di regolazione del flusso ai tubi di altezza minore (il rubinetto impedisce l'uscita dell'acqua solo dal cilindro di altezza inferiore)


I tre cilindri di acciaio sono stati collegati tra loro tramite raccordi e tubo, il tutto poi annesso ad una piccola pompa a immersione.



Ho posizionato i cilindri, un tentativo per una visione d'insieme del gioco d'acqua.
La tipologia è adatta ad giardino o terrazzo moderno.


Vorrei celare con ciottoli bianchi il meccanismo di pompaggio, per maggior sicurezza ho preferito racchiudere la pompa in una tanica di plastica a scopo protettivo.



Il tutto è perfettamente alloggiato all'interno della circonferenza.
Ricopro con ciottoli bianchi, poi allaccio il sistema al circuito elettrico.....



L'acqua lambisce elegantemente i cilindri in acciaio, per un effetto più dirompente basta regolare il getto, a me è piaciuta così!!

mercoledì 13 febbraio 2013

ORTO IN ACQUA parte seconda


 Continua....

Dopo aver visionato i prezzi di un reparto ortofrutta e assaggiato gli scialbi sapori di frutti e ortaggi nasce il desiderio di costruirsi un orto a casa propria.
Non sempre si dispone di spazi adeguati per ospitare un orto tradizionale, per questo la coltura idroponica è una soluzione attuabile.

Non sono necessarie competenze di agronomia per coltivare ortaggi, qualche piccolo insuccesso aumenterà l'esperienza e ci permetterà di aggiustare il tiro:
piccoli spazi, come balconi o angoli del giardino saranno sufficienti per ospitare l'orto idroponico, anche una sola parete può bastare per un orto verticale.

In commercio esiste una vasta gamma di prodotti per l'idroponia, sia kit completi che i singoli componenti, manuali per chi si cimenta per la prima volta e forum per i più esperti.
Si possono acquistare kit completi di miniserra e lampada alogena se si vuole adibire una stanza della propria abitazione a orto, i prezzi sono abbordabili.

kit completo per idroponica

Con un minimo di lavoro, sia riciclando o acquistando il materiale occorrente si può creare un orto idroponico.
I contenitori che si prestano per questa operazione possono essere secchi da 5-10 litri (come quelli per la pittura) , rettangolari (come una lettiera per gatti), bottiglie di plastica, contenitori di polistirolo, vasetti meglio se di colore scuro per evitare la penetrazione della luce solare che sviluppa la crescita delle alghe.

Argilla

Se il contenitore viene riciclato deve essere ben lavato, evitare comunque quelli che hanno ospitato sostanze chimiche.
Anche tavole di legno assemblate per formare una base, vecchi copertoni e tubi da idraulico si prestano per la costruzione di un orto idroponico.

Fibra di cocco


Fibra di cocco pronta per ospitare i semi



Il più semplice, costruito anche dai bambini in progetti realizzati all'interno delle scuole, è l'orto in bottiglia.
Con una o più bottiglie di plastica tagliate è possibile inventare una coltura in miniatura (molto adatta alle piante di fragola), catene di bottiglie su una parete, un'inferriata, una ringhiera, creano un orto sospeso spettacolare.

Per una semplice prova tagliare a metà una bottiglia di plastica privata di tappo e inserire la parte superiore capovolta in quella inferiore.
Introdurre nel collo della bottiglia fibra di cocco o argilla poi riempire la metà superiore con fibra di cocco.


Seminare, magari un'aromatica (io pensavo a un bulbo primaverile!) e bagnare il tutto con una soluzione di acqua e concime per piante facendo attenzione alle diluizioni. Riempire la metà inferiore della bottiglia per i 3/4 con la soluzione mantenendola a livello nel tempo.

Sistemi un po' più elaborati richiedono l'utilizzo di una piccola pompa (il consumo è irrisorio) e di un ossigenatore, uno piccolo per acquari è sufficiente.

Si può predisporre il numero di vasi desiderato





ossigenatore
microtubo

pompa

Per controllare lo stato dell'acqua si utilizzano misuratori del Ph che permettono poi di correggere il grado di acidità dell'acqua.
Il giusto ph consente alle piante di assorbire correttamente i nutrienti e crescere rigogliose.
Il ph ottimale va da 5.5 a 6.3.

Misuratore di ph

E' comunque consigliato cambiare l'acqua ogni 15 giorni, visto che il consumo è praticamente nullo, la stessa soluzione viene riutilizzata per due settimane.

Se la temperatura esterna è molto elevata, verificare il livello dell'acqua e rabboccare le perdite causate dall'evaporazione. Fare uso di un coperchio sul serbatoio che contiene la soluzione.
Per proteggere dagli sbalzi termici il serbatoio dell'acqua, si può ricorrerre al polistirolo per rivestire l'impianto idroponico.
E' sempre opportuno scegliere contenitori che resistano alle escursioni termiche.

Prima di avviare totalmente l'impianto idroponico attendere la germinazione dei semi, una volta che la piantina ha emesso qualche piccola radice la si può alloggiare tra l'argilla con il quadretto di fibra di cocco in cui è fissata.



I vasetti che contengono le piantine devono avere dimensioni sufficienti a seconda delle singole crescite, anche il numero dei contenitori-vaso varia in relazione all'ingombro di ogni varietà ortofrutticola.

Sistema verticale a circuito chiuso
Utilizzando tubi in PVC almeno del diametro di 90-100 mm opportunamente forati si può creare un orto idroponico sia verticale che orizzontale a circuito chiuso in cui la soluzione scorre all'interno. (programmata con un timer o a scorrimento continuo).

Questi schemi che ho realizzato spero siano sufficientemente esplicativi.




Buon lavoro!

mercoledì 3 ottobre 2012

A.A.A.AFFITTASI LAGHETTO PER CARPE KOI

Il biolaghetto può essere pensato e progettato per allevare e promuovere la salute e la crescita delle Carpe Koi.


Nishikigoi è il nome della Carpa giapponese ornamentale.
Costruire un laghetto specifico per allevare Carpe koi, significa considerare alcune caratteristiche come la dimensione e la quantità di acqua a disposizione.
Se si vogliono ottenere koi di grandi dimensioni anche il laghetto deve essere grande, importante poi è la giusta scelta delle piante acquatiche da inserire perchè Nishikigoi si ciba di alcuni tipi (ad es. la Lemna).


Per evitare che le Koi danneggino le piante acquatiche si possono adagiare sulla superficie dell'acqua foglie di lattuga, perfette per la loro alimentazione.


Anche la posizione del laghetto all'interno del giardino deve essere decisa oculatamente: vicino alla casa per godere della vista di questi animali da compagnia, con un'esposizione al sole di almeno 6 ore, lontano da deflussi di acqua piovana, non troppo vicino ad alberi a foglia caduca.
Le acque che provengono da terreni circostanti possono contenere sostanze chimiche disciolte (pesticidi, fertilizzanti ecc.).


La circolazione dell'acqua favorisce la crescita delle carpe koi, anche se non è indispensabile. Allo scopo si può fare uso di una pompa che si potrà utilizzare anche per creare cascate o giochi d'acqua.

Nella costruzione del laghetto evitare zone dove la profondità minima sia inferiore a 50-60 cm, le koi potrebbero rimanere intrappolate in radici o piante, in inverno poi dove le temperature scendono notevolmente l'acqua potrebbe gelare.
Scarse profondità poi, potrebbero innervosire le carpe che amano nuotare anche in verticale soprattutto quando avvertono pericoli. Pesci che non si "fidano" di chi li accudisce sono più esposti a malattie perchè abbassano le difese immunitarie.
Anche profondità eccessive sono dannose per la salute della carpa koi, il sole  non penetrando a livelli bassi, non riscalda l'acqua, si vengono perciò a creare sbalzi termici.
In profondità la luce solare scarseggia, dove non c'è luce manca anche la crescita di quelle alghe di cui si nutrono le koi.


Per la pulizia di un laghetto in cui si intende crescere carpe koi è utile posizionare uno skimmer che rimuova costantemente lo sporco presente sulla superficie dell'acqua.
La velocità di aspirazione non dovrà essere troppo elevata, le carpe altrimenti saranno costrette a nuotare opponendosi a una forte corrente!
La manutenzione di uno skimmer è molto semplice, in genere è dotato di un cestello rimovibile facile da pulire dai detriti aspirati.

Nella realizzazione di un biolaghetto è indispensabile l'uso di materiali idonei per non danneggiare le Koi.


Un biolaghetto dove potremo allevare e curare Nishikigoi diverrà un'oasi di pace sia per i pesci che per chi se ne occupa e ne segue la salute e la crescita.