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martedì 7 marzo 2017

COLORARE E PROFUMARE GIARDINI E TERRAZZI CON NEMESIA STRUMOSA

Quando ancora stretti nella morsa invernale si immagina la Primavera, è facile pensare a colori tenui o vivaci, magari uniti a profumi delicati che allontanano il grigiore delle giornate.
Per molte persone la Primavera si identifica con la fioritura delle Primule, oggi vorrei invece proporre una valida alternativa: Nemesia strumosa, comunemente chiamata Nemesia.


Nemesia è un'incantevole pianta da fiore perenne (utilizzata maggiormente come annuale), che proviene dalle terre del Sud Africa e dell'Europa meridionale. 
La fioritura di Nemesia nella regione deserta del Namalqualand (Sud Africa) è un evento spettacolare da non perdere: seguendo percorsi circolari con punti panoramici è possibile ammirare un fitto tappeto di oltre 3500 specie di bulbi e piane fiorifere dagli splendidi colori, tra le quali la coloratissima Nemesia.
Si tratta di uno splendido itinerario chiamato "Flower route" che attira moltissimi visitatori appassionati di Natura e fotografia, uno scenario sicuramente da non perdere.


Nemesia strumosa rappresenta, nel linguaggio segreto dei fiori, senso della giustizia e del rispetto delle regole nella convivenza civile, infatti il nome Nemesia ricorda Nemesis la dea greca che aveva il compito di mettere giustizia nei delitti irrisolti o impuniti e di distribuire gioia e dolore secondo giustizia.

Strumosa invece è un termine latino che significa "col gozzo" ad indicare una particolare forma a sacco simile ad un gozzo della corolla o dei petali.


Nemesia è un'incantevole e decorativa pianta erbacea da fiore che appartiene alla famiglia delle Scrophulariaceae costituita da un apparato radicale fitto e sottile e da steli quadrangolari eretti sottili molto ramificati.
La pianta raggiunge 20-40 cm di altezza, il portamento è tappezzante e ricadente a formare un piccolo cespuglio.

Dagli steli si dipartono numerose foglie lunghe e dentellate lievemente pubescenti di un colore verde fresco e brillante .


Dalla sommità degli steli centrali e laterali spuntano da Marzo-Aprile sino all'Autunno inoltrato numerosissimi fiori dalla corolla irregolare simili a Bocche di leone, così fitti da oscurare la presenza del fogliame.
I piccoli fiori profumatissimi mostrano una corolla trilobata nella parte superiore e bilobata dall'aspetto stropicciato in quella inferiore.

I colori vivaci dei fiori sono i più disparati: bianchi, azzurri, rossi, arancioni, gialli, viola, lilla, bicolori con gli abbinamenti cromatici più svariati e in contrasto tra loro.
Gli ibridi a disposizione sono tantissimi!


La ricchissima fioritura di Nemesia si adatta ad aiuole fiorite, bordure e vasi, perfetta in cesti appesi in cui la forma ricadente si esalta maggiormente, ottimi gli abbinamenti primaverili con Primule e Viole, tra bulbi di Tulipani o Narcisi riempie gli spazi una volta che questi entrano in fase di riposo.
Nemesia cresce bene anche al di sotto di Hydrangee o tra alti arbusti, da segnalare gli accostamenti estivi con Gerani e Petunie, in vasche o vasi sospesi unita a piccole edere ricadenti.

Si può giocare con le più disparate varietà cromatiche abbinandole a piante dai colori neutri per formare gruppi fioriti di grande impatto e dalla fragranza delicata.


La prolungata fioritura sorprendentemente prolifica e profumata arricchisce patii e balconi, davanzali e fioriere già dall'inizio della Primavera, ideale per cassette e ciotole miste in cui è semplice realizzare splendide composizioni. 

COLTIVAZIONE E CURA DI NEMESIA



TERRENO: Nemesia predilige un substrato morbido e ricco, l'ideale è un terriccio soffice e ben drenato composto da torba bionda (80%), sabbia, ghiaia o argilla espansa in cui gli esemplari dovrebbero essere piantumati a 10-15 cm di distanza tra loro.
Nemesia ama respirare liberamente.

ESPOSIZIONE:  scegliere posizioni assolate o semi ombreggiate in particolar modo dove le estati sono particolarmente calde. Nemesia tollera abbastanza il freddo ma non le temperature molto al di sotto dello zero, è opportuno quindi ripararle in Inverno in serra fredda o trattare la pianta come annuale.
Per garantire una fioritura prolifica e prolungata Nemesia necessita di almeno 5-6 ore di pieno sole al giorno.

IRRIGAZIONE: nel periodo di fioritura garantire irrigazioni regolari evitando il ristagno idrico, il terreno deve rimanere costantemente umido, nei mesi estivi le piante collocate in contenitori necessitano di irrigazioni quotidiane.
Una pacciamatura del terreno, oltre a proteggere l'apparato radicale in Autunno, contribuirà a mantenere un substrato umido anche nei giorni afosi, non è necessaria vaporizzazione su foglie e fiori perché Nemesia non teme l'aria calda.


CONCIMAZIONE: Nemesia consuma molta nutrizione, consiglio di mescolare il terriccio che la ospiterà con concime granulare a lenta cessione e somministrare ogni 8-10 giorni circa durante l'irrigazione, un fertilizzante liquido per piante fiorite ricco di microelementi. 
In Autunno diradare la concimazione (fertilizzante liquido ogni 15 giorni) fino alla sospensione.

POTATURA: durante il periodo vegetativo ripulire la chioma da rami, foglie e fiori secchi per favorire la formazione di nuovi getti fioriferi, sollevare con delicatezza gli steli ricadenti per ripulire anche le parti sottostanti.
Accorciare i rametti indeboliti e ingialliti o che appaiono "filati" per ottenere una forma più compatta.

MOLTIPLICAZIONE: a Marzo seminare Nemesia in semenzaio e collocare le piantine all'esterno solo quando il pericolo di gelate tardive è scongiurato.
La coltivazione in vaso richiede contenitori profondi almeno 20 cm di media grandezza in cui consiglio di collocare almeno tre esemplari per esaltare al massimo la bellezza di Nemesia.

PROBLEMI: Nemesia è una pianta di facile coltivazione, robusta e poco sensibile a parassiti e malattie. Talora può essere colpita da afidi, è quindi utile controllare periodicamente il fogliame per intervenire tempestivamente con gli appositi prodotti.
Scarse fioriture sono indice di carenza di esposizione alla luce solare, steli con foglie secche segnalano scarse irrigazioni (rimuovere i rami, concimare ed irrigare), rami afflosciati evidenziano eccesso di acqua (lasciare asciugare il terreno prima dell'irrigazione successiva).


Uno degli ibridi più amati per le migliori caratteristiche di fioritura, bellezza e resistenza è Sunsatia, particolarmente generosa e durevole nella varietà Proven Winner a cui è stata assegnata la medaglia d'argento al "Chelsea Flower show" dalla Royal Horticultural Society.

lunedì 13 gennaio 2014

IBERIS SEMPERVIRENS, UN CUORE BIANCO

In questo strano Inverno in cui il freddo vero non è ancora arrivato, tra bulbi già spuntati, Elleboro e piante acquatiche che già emettono le prime foglie, Iberis sempervirens è in fioritura.
E' tra le piante più bistrattate nella bordura informale del mio giardino, spesso calpestata o urtata e spezzata dai pedali delle biciclette, soffocata dall'invadenza della Lippia, letteralmente distrutta dai giochi rumorosi dei bambini.


Ne trovo rami ovunque che spesso getto o colloco a caso nel terreno, senza curarmi del fatto che manca la radice e che presto dimenticherò di annaffiare le nuove piante.

Nonostante questo trattamento e le scarse cure, Iberis sempervirens cresce rigogliosa, si moltiplica a dismisura, fiorisce precocemente all'inizio di ogni Primavera, una macchia bianca che spicca nella bordura.


Iberis è un'erbacea perenne delle Braccicaceae dalla forma di piccolo arbusto tondeggiante, sempreverde (appunto sempervirens) dai piccoli fusti a base legnosa che si suddividono in racemi fragili che si staccano con facilità.
Iberis sempervirens è un sub-arbusto, non raggiunge grandi altezze (massimo 30 cm.) a crescita lenta che giunge dall'Europa meridionale e dall'Asia Occidentale, Il nome "Iberis" è riferito alla provenienza della pianta erbacea dalla Penisola Iberica.


E' una pianta generosa dal fogliame stretto, lungo e coriaceo, verde scuro su cui compaiono per due settimane vistosi fiori dal bianco puro e dall'aspetto delicato riuniti tra loro a formare un cuscino appariscente che si nota in lontananza.
I fiori, costituiti da 4 petali, sono così compatti tra loro da oscurare completamente il fogliame , a volte in Autunno presentano una nuova fioritura seppur in toni minori.

Iberis sempervirens ha un alta rusticità, cresce bene in terreni poveri di qualunque tipo, umidi ma ben drenati, esposta al sole (l'ombra ne compromette la fioritura).


Questa erbacea trova un'ottima collocazione in giardini rocciosi, terreni di copertura, come ricadente da muri o aiuole rialzate e bordure.
Spicca maggiormente se accostata a fogliame colorato o fiori azzurri o violacei (preferisco utilizzare Viole in pieno Inverno e Lobelia in Estate).

La cura di Iberis sempervirens richiede poco tempo: è sufficiente recidere di un terzo il picco degli steli al termine della fioritura, mantenere umido il terreno evitando il ristagno idrico.
La propagazione avviene semplicemente per divisione dei cespi o per talea, solitamente i nuovo gambi appoggiandosi al suolo radicano autonomamente.

sabato 4 gennaio 2014

PROGETTARE BORDURE E AIUOLE seconda parte

 ...Continua.....


Nella progettazione di aiuole o bordure il gusto personale e la fantasia sono gli ingredienti principali.
Gli elementi su cui lavorare sono l'altezza, la forma, la dimensione e i colori delle piante, seguendo anche qualche piccola regola.


In uno spazio geometrico regolare e lineare meglio collocare una bordura tipicamente rettilinea con uso limitato del colore, ciò darà un immagine di ordine ed eleganza.
Bordure meno definite, curvilinee e una disposizione delle piante senza seguire schemi precisi sono adatte a giardini irregolari e di tipo romantico.


Le dimensioni di bordure e aiuole devono essere relative alla grandezza dello spazio verde che le contiene e della casa, occorre considerare anche gli eventuali elementi architettonici come un patio.
Come regola generale una bordura non dovrebbe avere una larghezza inferiore a 1,5 metri.
Dopo aver deciso di quali piante si vuole usufruire, lasciare loro lo spazio di crescita, non affollare la bordura perché si darebbe solo un'immagine soffocata dell'insieme.
Prima di interrare definitivamente le piante, collocarle sul terreno per studiare l'effetto ottico e cromatico risulta di grande aiuto, eventuali spostamenti- prova sono ancora facilmente realizzabili.


Una delle regole generali, nella collocazione delle piante è disporle in base alle altezze partendo dalla più alte sul fondo e procedendo gradatamente in avanti.
Sovvertire le regole può dare un tocco piacevole di movimento e rottura di uno schema troppo fisso: poche piante di statura elevata davanti alternate a  gruppetti di erbacee nane creano un insieme ondeggiante e gradevole.

Più bordure e aiuole sono di grandi dimensioni, più diverse e alternative risultano le possibili varianti.
In bordure troppo strette meglio non utilizzare piante troppo alte perchè non sarebbe possibile il passaggio graduale verso le piante basse.


Se l'aiuola è isolata, le piante di altezza maggiore devono essere disposte al centro, le altre scenderanno gradualmente verso l'esterno.

Il numero di esemplari della stessa specie dovrebbe essere dispari, le specie di piccola taglia meglio se raggruppate in una macchia cospicua e disposte in ordine sparso, non allineate.
Un effetto interessante è accostare individui simili ma di taglia diversa.


Valutare l'effetto d'insieme non solo considerando le fioriture ma anche il fogliame, le forme contrastanti valorizzano l'intera struttura soprattutto in lontananza.
Foglie cuoriformi accostate a forme frastagliate o nastriformi creano in una bordura un aspetto molto eterogeneo, le forme contrastanti  metteranno piacevolmente in evidenza le reciproche differenze.
Morfologia e aspetto superficiale delle foglie se in contrasto tra loro potranno valorizzare l'effetto d'insieme (foglie lucide e coriacee accanto a quelle opache o lanose).



Altro importante elemento è l'uso del colore, si può decidere per macchie dal colore sobrio o ad accostamenti azzardati e originali.
Gli schemi possono variare dal monocolore alla gamma ristretta di tonalità nell'ambito di uno stesso colore: dal rosa al rosso, dal crema al giallo, dall'azzurro al malva.
Nell'uso del monocolore (personalmente preferisco il bianco) consiglio di spezzare la monotonia con qualche tinta rosata e con fogliame argenteo, interessante è collocare la bordura chiara accanto a zone dai colori chiassosi o all'ombra di siepi scure.


I colori caldi si collocano preferibilmente in zone assolate del giardino dove le fioriture risalteranno in Primavera ed Autunno, se si opta per il monocolore ricordare di inserire sprazzi di altri colori che ravviveranno l'intera bordura. Macchie contrastanti di foglie dai colori spenti avranno il potere di controbilanciare una bordura altrimenti troppo chiassosa.


In una bordura mista l'uso del colore può essere pianificato in un susseguirsi di fioriture e toni che variano col mutare delle stagioni.
In Primavera si può scegliere una predominanza di azzurro con Iris, Pulmonaria o Muscari, per chi ama il giallo sono numerose le sfumature di Primule e Narcisi.
In Estate la fantasia può essere liberamente espressa con i colori più vividi e con le spettacolari fioriture che la stagione regala, passando poi ai caldi colori autunnali delle perenni con l'aggiunta di esemplari di Dalia , Rudbeckia, Helianthus.


Lo studio di una bordura o aiuola mista di questo genere deve risultare accuratamente programmato: accanto ad una pianta che sta sfiorendo deve comparirne una all'inizio della fioritura ciò permetterà la "scomparsa" di quella in declino.
Dagli errori si impara: si possono sempre spostare o sostituire le piante che non vanno bene.
Nelle bordure miste l'uso dei bulbi è consigliato, la fioritura precoce sopperisce alla mancanza di colore quando gli arbusti sono ancora spogli, la loro ripresa vegetativa servirà per mascherare le foglie dei bulbi in declino.


In inverno la bellezza di un aiuola- bordura viene sottolineata dagli arbusti perenni con tronchi o fogliame dai colori appariscenti, da quelli carichi di bacche colorate o dalle sempreverdi.
Lo sguardo cadrà su questi punti di colore e non noterà il declino di altre piante.
Particolarmente interessante per la stagione invernale è l'uso di Helleborus
e di alcune specie del genere Bergenia.

giovedì 2 gennaio 2014

PROGETTARE BORDURE E AIUOLE prima parte

Piante perenni, fiori dai colori vivaci, profumi inebrianti, foglie dalle forme svariate, schemi dal grande effetto visivo possono creare bordure e aiuole di notevole impatto, veri punti di attrazione in un giardino.
Anche in giardini molto piccoli, la giusta scelta di piante dal bel fogliame insieme a fiori appariscenti può realizzare il massimo effetto decorativo.


In genere nelle bordure l'uso delle erbacee perenni rappresenta uno dei più importanti elementi decorativi, lo scheletro della struttura nell'intera bordura o aiuola.

Nell'epoca vittoriana, le bordure tradizionali avevano forma allungata e rettangolare, erano circondante da un prato e contenevano esclusivamente piante perenni che fiorivano dall'inizio dell'Estate sino all'Autunno con le specie di altezza minore collocate all'esterno e le più alte all'interno.
Solitamente si utilizzavano Crisantemi, Phox, Scabiosa e per dare un tocco di eleganza Hemerocallis e Agapanthus.


In genere bordure e aiuole si accostavano a muri, steccati o siepi ed erano affiancate da un sentiero che permetteva di avvicinarsi alle piante per apprezzarne bellezza e aroma.
Le dimensioni erano notevoli con schemi progettuali ben precisi e ripetuti.

Oggi le nostre bordure hanno dimensioni notevolmente ridotte, anche se gli schemi principali rimangono immutati.
Una tipica bordura classica ad esempio, consiste nel formare un grande gruppo costituito da piante della stessa specie, varietà o cultivar,.
Se si vuole realizzare una bordura ad impianto irregolare, le piante non devono avere un ordine ben preciso e si devono intersecare tra loro.
Le macchie di colore devono avere contorni irregolari e poco netti.


Se si desidera un effetto decorativo a lunga durata con uno spazio disponibile limitato, consiglio di utilizzare accanto alle perenni arbusti e bulbose.
Una bordura con queste caratteristiche è detta mista, si possono collocare piccoli alberi, arbusti, rampicanti, bulbi, annuali, biennali, perenni.
La creatività in questo tipo di bordura può essere espressa al massimo, con una mescolanza e un'alternanza di motivi decorativi che renderanno l'insieme gradevole per tutto l'anno.
Ad ogni stagione possono succedersi sorprese sempre nuove, diverse in ogni periodo dell'anno.


La tipologia delle piante deve essere studiata anche in base alla manutenzione che si vorrà effettuare, la predominanza di perenni rispetto alle erbacee richiederà un lavoro maggiore.
Con l'utilizzo di arbusti di varie specie e con la presenza di sempreverdi si ottiene un effetto decorativo vario per tutto l'anno.
Per colmare gli spazi tra un arbusto e l'altro solitamente si piantano bulbose, piante annuali o biennali che con il passare degli anni e il progressivo accrescimento degli arbusti regrediranno.

Se il giardino è di dimensioni notevoli, si possono realizzare bordure esclusivamente con erbacee perenni dall'effetto decorativo sia primaverile che invernale con un picco estivo di fioriture.


Un'aiuola isolata invece ha la necessità di mostrare interesse decorativo da qualunque lato la si osservi, in genere è circondata da un prato all'inglese o da una pavimentazione.
Lo schema d'impianto è simile a quello di una bordura: specie perenni, vigorose, compatte meglio se di piccole dimensioni che non necessitano di sostegni, arricchite dalla presenza di qualche bulbo o arbusto.
Si possono realizzare i disegni più vari, geometrici e rigidi o con linee morbide meno formali a seconda della tipologia di giardino in cui sono inserite.
Ricordare che schemi eccessivamente complicati sono difficili da mantenere.


Le aiuole isolate sono elementi architettonici di grande effetto su pavimentazioni, nei patii o in roof garden; se rialzate con contenimenti in legno, pietra, acciaio possono sopperire a zone in qui il terreno è scarsamente fertile (ad esempio è più semplice creare una zona per acidofile), ad una certa altezza il lavoro di manutenzione è sicuramente meno faticoso.


CONTINUA.....

venerdì 27 luglio 2012

GIARDINI D'ACQUA: VIAGGIO NEL TEMPO

 I piccoli giardini acquatici non sono una scoperta dei nostri tempi moderni, da sempre hanno avuto un'importanza notevole sia dal punto di vista estetico che pratico.
Hanno superato la prova del tempo, ancora oggi gli schemi che ne regolano la progettazione sono gli stessi.

Giardino con vasca ornamentale.Tomba di Nebaum 1400 a.C.Tebe

I più antichi giardini di cui si abbia notizia storica, sono quelli egizi del 3000 a.C., erano di forma quadrata o rettangolare e circondati da un muro di fango che difendeva dal forte calore africano.
Canali e fossi erano sempre presenti sia perchè indispensabili per l'irrigazione, sia per tracciare le geometrie del giardino formandone all'interno laghetti con pesci e piante ombreggianti.
In tutto il mondo arabo lo schema di realizzazione è rimasto immutato per millenni.

Antico giardino persiano
Giardini di Babilonia, una delle 7 Meraviglie del mondo antico

Nella civiltà persiana i giardini erano detti "paradisi recintati", sulle mura si arrampicavano viti e altre piante, all'interno si coltivavano alberi da frutta e fiori, canali e corsi d'acqua formavano aiuole fiorite di forma regolare.

Nei secoli l'acqua è rimasta il filo conduttore nella progettazione del giardino congiungendone le varie zone e creando un'atmosfera rinfrescante.
I più bei giardini con giochi d'acqua vengono creati nell'India settentrionale per l'imperatore e la sua corte, con abbondanza di piante che circondano le vasche.


Giardini spagnoli a Granada


Il tipico giardino spagnolo invece è formato da cortili (patios) collegati da un corso d'acqua che spesso al centro formava una vasca ornamentale.
Con la conquista del Nuovo Mondo il tipico giardino spagnolo approda anche in America.

Affresco che mostra il concetto greco di giardino

 Anche per gli antichi Greci il giardino-paradiso persiano si rivela una delizia da imitare e già dal I sec. a.C. gli storici dell'epoca scrivono a proposito di giardinaggio. Il giardino è però riservato agli dei: famoso è il Giardino delle Esperidi, quello di Alcinoo e di Calipso.


ricostruzione di giardini pompeiani


I romani "copiano" le descrizioni greche esaltando maggiormente l'importanza del giardino che viene portato al centro della casa e della vita domestica.
Grazie soprattutto agli scavi di Pompei conosciamo perfettamente la struttura del giardino romano che ricalca il tracciato greco arricchito però da statue, fontane e vasche.


Villa Adriana Tivoli II sec. d.C.

Alla fine dell'Impero romano e per tutto il Medio Evo il giardino perde importanza, si coltivano negli orti quelle piante  che servono per alimentarsi.

tipico esempio di giardino medioevale

Grazie ai monasteri alla fine dell'Alto medio Evo riappaiono i giardini e man mano che i tempi diventano meno bellicosi riacquistano fascino e grandezza.
In quest'epoca nascono le aiuole a forma geometrica bordate da arbusti nani ben tosati come il bosso, guarniti di ghiaia colorata e con disegni a mosaico sempre più complicati.

Villa D'Este



Nel Rinascimento italiano il concetto di giardino si sviluppa sino a diventare una costruzione architettonica vera e propria (Giardini Vaticani del Bramante, Villa D'Este a Tivoli).

Giardini Vaticani

 L'acqua torna ad essere un elemento predominante, gli architetti elaborano complicati progetti per portarla in alto con effetti spettacolari o facendola scorrere su piani inclinati o fuoriuscire da fontane elaborate.


 Versailles, giardino francese

Importanti erano anche i giardini francesi, lievemente diversi dalla concezione italiana, il massimo splendore giunge con la costruzione di Versailles dove gli effetti scenici sono ottenuti con l'acqua.
Tutta l'Europa applica lo stile italiano e quello francese, sono gli Olandesi però che dalle loro colonie importano piante esotiche che in Europa non sono conosciute e che colorano le sbiadite aiuole inglesi.

 giardino all'inglese

Dal XVI al XVII sec. i giardini dell'aristocrazia inglese mutano progressivamente: si arricchiscono di fiori finalmente coltivati per la loro bellezza, di padiglioni con disegni a mosaici, labirinti, meridiane, pergolati e cespugli potati con arte topiaria.

giardino all'inglese, Reggia di Caserta

Le fontane vengono sostituite da ampi laghetti, c'è un'accurata ricerca di nuove piante da proteggere in serre, nascono i primi giardini botanici.

Il giardino si evolve rapidamente, si abbandonano sempre più le geometrie per imitare la natura, si scoprono nuovi fiori dando al giardinaggio un'attenzione mai vista in precedenza.
 
Un esempio spettacolare dove l'acqua è un trionfo di canali, fontane, cascate è dato dai giardini della Reggia di Caserta.....
Non posso dimenticare il giardino giapponese....
Per oggi, però pùo bastare così......