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martedì 7 marzo 2017

COLORARE E PROFUMARE GIARDINI E TERRAZZI CON NEMESIA STRUMOSA

Quando ancora stretti nella morsa invernale si immagina la Primavera, è facile pensare a colori tenui o vivaci, magari uniti a profumi delicati che allontanano il grigiore delle giornate.
Per molte persone la Primavera si identifica con la fioritura delle Primule, oggi vorrei invece proporre una valida alternativa: Nemesia strumosa, comunemente chiamata Nemesia.


Nemesia è un'incantevole pianta da fiore perenne (utilizzata maggiormente come annuale), che proviene dalle terre del Sud Africa e dell'Europa meridionale. 
La fioritura di Nemesia nella regione deserta del Namalqualand (Sud Africa) è un evento spettacolare da non perdere: seguendo percorsi circolari con punti panoramici è possibile ammirare un fitto tappeto di oltre 3500 specie di bulbi e piane fiorifere dagli splendidi colori, tra le quali la coloratissima Nemesia.
Si tratta di uno splendido itinerario chiamato "Flower route" che attira moltissimi visitatori appassionati di Natura e fotografia, uno scenario sicuramente da non perdere.


Nemesia strumosa rappresenta, nel linguaggio segreto dei fiori, senso della giustizia e del rispetto delle regole nella convivenza civile, infatti il nome Nemesia ricorda Nemesis la dea greca che aveva il compito di mettere giustizia nei delitti irrisolti o impuniti e di distribuire gioia e dolore secondo giustizia.

Strumosa invece è un termine latino che significa "col gozzo" ad indicare una particolare forma a sacco simile ad un gozzo della corolla o dei petali.


Nemesia è un'incantevole e decorativa pianta erbacea da fiore che appartiene alla famiglia delle Scrophulariaceae costituita da un apparato radicale fitto e sottile e da steli quadrangolari eretti sottili molto ramificati.
La pianta raggiunge 20-40 cm di altezza, il portamento è tappezzante e ricadente a formare un piccolo cespuglio.

Dagli steli si dipartono numerose foglie lunghe e dentellate lievemente pubescenti di un colore verde fresco e brillante .


Dalla sommità degli steli centrali e laterali spuntano da Marzo-Aprile sino all'Autunno inoltrato numerosissimi fiori dalla corolla irregolare simili a Bocche di leone, così fitti da oscurare la presenza del fogliame.
I piccoli fiori profumatissimi mostrano una corolla trilobata nella parte superiore e bilobata dall'aspetto stropicciato in quella inferiore.

I colori vivaci dei fiori sono i più disparati: bianchi, azzurri, rossi, arancioni, gialli, viola, lilla, bicolori con gli abbinamenti cromatici più svariati e in contrasto tra loro.
Gli ibridi a disposizione sono tantissimi!


La ricchissima fioritura di Nemesia si adatta ad aiuole fiorite, bordure e vasi, perfetta in cesti appesi in cui la forma ricadente si esalta maggiormente, ottimi gli abbinamenti primaverili con Primule e Viole, tra bulbi di Tulipani o Narcisi riempie gli spazi una volta che questi entrano in fase di riposo.
Nemesia cresce bene anche al di sotto di Hydrangee o tra alti arbusti, da segnalare gli accostamenti estivi con Gerani e Petunie, in vasche o vasi sospesi unita a piccole edere ricadenti.

Si può giocare con le più disparate varietà cromatiche abbinandole a piante dai colori neutri per formare gruppi fioriti di grande impatto e dalla fragranza delicata.


La prolungata fioritura sorprendentemente prolifica e profumata arricchisce patii e balconi, davanzali e fioriere già dall'inizio della Primavera, ideale per cassette e ciotole miste in cui è semplice realizzare splendide composizioni. 

COLTIVAZIONE E CURA DI NEMESIA



TERRENO: Nemesia predilige un substrato morbido e ricco, l'ideale è un terriccio soffice e ben drenato composto da torba bionda (80%), sabbia, ghiaia o argilla espansa in cui gli esemplari dovrebbero essere piantumati a 10-15 cm di distanza tra loro.
Nemesia ama respirare liberamente.

ESPOSIZIONE:  scegliere posizioni assolate o semi ombreggiate in particolar modo dove le estati sono particolarmente calde. Nemesia tollera abbastanza il freddo ma non le temperature molto al di sotto dello zero, è opportuno quindi ripararle in Inverno in serra fredda o trattare la pianta come annuale.
Per garantire una fioritura prolifica e prolungata Nemesia necessita di almeno 5-6 ore di pieno sole al giorno.

IRRIGAZIONE: nel periodo di fioritura garantire irrigazioni regolari evitando il ristagno idrico, il terreno deve rimanere costantemente umido, nei mesi estivi le piante collocate in contenitori necessitano di irrigazioni quotidiane.
Una pacciamatura del terreno, oltre a proteggere l'apparato radicale in Autunno, contribuirà a mantenere un substrato umido anche nei giorni afosi, non è necessaria vaporizzazione su foglie e fiori perché Nemesia non teme l'aria calda.


CONCIMAZIONE: Nemesia consuma molta nutrizione, consiglio di mescolare il terriccio che la ospiterà con concime granulare a lenta cessione e somministrare ogni 8-10 giorni circa durante l'irrigazione, un fertilizzante liquido per piante fiorite ricco di microelementi. 
In Autunno diradare la concimazione (fertilizzante liquido ogni 15 giorni) fino alla sospensione.

POTATURA: durante il periodo vegetativo ripulire la chioma da rami, foglie e fiori secchi per favorire la formazione di nuovi getti fioriferi, sollevare con delicatezza gli steli ricadenti per ripulire anche le parti sottostanti.
Accorciare i rametti indeboliti e ingialliti o che appaiono "filati" per ottenere una forma più compatta.

MOLTIPLICAZIONE: a Marzo seminare Nemesia in semenzaio e collocare le piantine all'esterno solo quando il pericolo di gelate tardive è scongiurato.
La coltivazione in vaso richiede contenitori profondi almeno 20 cm di media grandezza in cui consiglio di collocare almeno tre esemplari per esaltare al massimo la bellezza di Nemesia.

PROBLEMI: Nemesia è una pianta di facile coltivazione, robusta e poco sensibile a parassiti e malattie. Talora può essere colpita da afidi, è quindi utile controllare periodicamente il fogliame per intervenire tempestivamente con gli appositi prodotti.
Scarse fioriture sono indice di carenza di esposizione alla luce solare, steli con foglie secche segnalano scarse irrigazioni (rimuovere i rami, concimare ed irrigare), rami afflosciati evidenziano eccesso di acqua (lasciare asciugare il terreno prima dell'irrigazione successiva).


Uno degli ibridi più amati per le migliori caratteristiche di fioritura, bellezza e resistenza è Sunsatia, particolarmente generosa e durevole nella varietà Proven Winner a cui è stata assegnata la medaglia d'argento al "Chelsea Flower show" dalla Royal Horticultural Society.

domenica 13 settembre 2015

UN TAPPETO COLOR MALVA A SETTEMBRE: LIRIOPE MUSCARI

A Settembre, le fioriture in giardino iniziano a scarseggiare.
E' il momento perfetto per Liriope muscari che, con il suo tappeto di foglie nastriformi dal verde intenso o variegato punteggiato di capolini blu-malva, invade la scena.


Il portamento leggero, il fogliame arcuato e le spighette colorate che si ergono verso l'alto, formano un tappeto erbaceo di eccezionale bellezza che sembra vibrare alla luce filtrata dai rami degli alberi.

Liriope muscari è una perenne sempreverde e rizomatosa molto rustica che con i suoi ampi cespi, tappezza aree estese poste a mezz'ombra o pieno sole.
Regala fioriture in periodi insoliti, il look è accattivante anche durante la stagione invernale.


Le foglie nastriformi sono coriacee e praticamente indistruttibili: larghe pochi centimetri, lucide e carnose dal verde brillante o striate di panna (nella varietà "Variegata) costituiscono cespi arcuati alti al massimo 40 cm che in poco tempo ricoprono il terreno a disposizione senza essere invadenti.

Alla fine dell'Estate, dal centro del cespo si innalzano rami solitari che portano piccole pannocchie di fiori lilla-malva simili a campanellini che lasciano il posto in Inverno a piccole bacche scure.
Nella luce autunnale Liriope forma un mare verdeggiante che risplende di punte violacee dall'effetto molto suggestivo amplificato dal colore crema nella forma "Variegata".


Liriope muscari è una Convallariacea originaria di Cina, Giappone e Corea dove vive in terreni freschi del sottobosco, il nome Muscari deriva dalla somiglianza che l'infiorescenza ha con genere omonimo.


E' una pianta versatile e molto rifiorente: non teme il gelo o la siccità, fiorisce in abbondanza sia in pieno sole che in ombra, ama il terreno lievemente acido, ben lavorato leggermente sabbioso, sciolto e fresco.
Teme il ristagno idrico che provoca appassimento del fogliame.
Si accontenta delle piogge, solo in lunghi periodi di siccità richiede un'irrigazione supplementare.


A volte, al termine dell'Inverno, il fogliame può assumere una colorazione marrone, basta tagliare la parti scure o danneggiate in Primavera prima che spuntino le nuove piantine. 

La moltiplicazione avviene in Primavera con la semplice divisione dei cespi, le nuove piante ottenute dovranno possedere una parte di rizoma e potranno essere subito interrate.


Liriope muscari è un'ottima pianta copri-suolo adatta alla coltivazione in vaso, perfetta per giardini rocciosi, bordure e per ricoprire terreni irregolari in cui esplica un'azione consolidante.
Ottimo compagno di Hosta, Tulbaghia, Hemerocallis, Convallaria Japonica.


Per aggiungere interesse al fogliame invernale, consiglio di interrare gruppi di Narcisi che coloreranno di giallo-arancio vivace i primi tepori primaverili.


mercoledì 19 agosto 2015

LE ELEGANTI ARCHITETTURE DI VERBENA BONARIENSIS

Per aggiungere elegante flessuosità ad una bordura dallo stile informale e per arricchire una macchia erbacea dal sapore romantico ho scelto Verbena bonariensis, una pianta rustica dalla fioritura prolungata.


Un tempo molto utilizzata nei giardini inglesi, in Italia si è ben adattata al clima mediterraneo e viene sempre più impiegata per colorare con eleganza aiuole e bordure dalla mezza Estate fino ai primi freddi. 

I rami alti e flessibili dall'apparente fragilità e modestia, i fiori dalla delicata tonalità lavanda raccolti in piccoli ombrelli dall'elevato valore ornamentale, i rami rugosi e quadrangolari di Verbena bonariensis aggiungono una nota di merito in una zona assolata del giardino.


L'altezza di Verbena bonariensis non è un problema, i fusti esili e ramificati superano il metro e mezzo senza celare il paesaggio retrostante anzi esaltandolo con la delicatezza della fioritura eterea che, quasi galleggiando, valorizza l'intera architettura del giardino.
La sua ariosità e snellezza ne permette l'utilizzo anche in primo piano senza pericolo di occultare le altre piante che costituiscono bordure e aiuole .

Questa Verbena di origine americana (bonariensis significa "da Buenos Aires", Argentina) è un'erbacea perenne a volte trattata come annuale di grande rusticità che ben si adatta a terreni poveri e asciutti.
Cresce in pieno sole o a mezz'ombra, ama terreni umidi ma ben drenati , tollera periodi di siccità e resiste agli inverni più freddi.


Il fusto sparisce a livello del terreno con l'arrivo del gelo per ricomparire in Primavera dapprima esile per poi rinvigorirsi durante l'Estate.
Le piccole foglie rugose hanno forma oblunga, i fiori profumatissimi sono raccolti in eleganti corimbi che colorano abbondantemente tutta la stagione estiva sino ai primi giorni di freddo.

Verbena bonariensis si accompagna splendidamente a tutte le graminacee, ne esalta l'effetto prospettico tra spighe e ciuffi piumosi che si combinano tra i fiori che svettano sulla sommità dei rustici steli ramificati.

Con un muro alle spalle, la pianta spicca elegantemente, ottima la collocazione in un giardino informale di un cottage di campagna o in una bordura mista a cui dona un aspetto fintamente "disordinato". Per una maggior efficacia consiglio la collocazione di diversi esemplari vicini.


La manutenzione è semplice: irrigare e concimare scarsamente evitando il ristagno idrico, a Primavera, alla comparsa dei nuovi getti, rimuovere gli steli vecchi e appassiti.
Mettere a dimora in Primavera.


La pianta attira piacevolmente numerose farfalle e insetti pronubi per cui risulta adatta in un butterfly garden.
Perfetta anche come fiore reciso.

lunedì 24 febbraio 2014

AGATHEA, FELICIA: BONTA' DEL CIELO

Con un cielo sempre grigio e gonfio di pioggia l'unico modo per godere di uno spicchio azzurro e soleggiato è ammirare Agathea coelium o Felicia amelloides.



L'azzurro intenso dei suoi fiori ben alti sopra al fogliame con una nota di giallo al centro cattura lo sguardo e sbalordisce per l'intensità del celeste così puro che Agathea sfoggia.

Il suo nome deriva dal greco antico e significa "bontà del cielo", basta ammirare i bei fiori simili a margherite per capire come sia stato semplice attribuirle un legame con la volta celeste.

La dicitura esatta di questo genere di Asteraceae dalle origini Sudafricane è Felicia Amelloides, pianta perenne a carattere cespuglioso di taglia media, molto resistente, dall'accrescimento rapido e dalla copiosa fioritura.


La pianta è adatta alla coltivazione in vaso e alla collocazione in bordure di erbacee, giardini rocciosi e di campagna, le foglie verde scuro lievemente pelose formano un cuscino ornamentale densamente ramificato dai rami a volte rossastri che si espande velocemente.
Le foglie ellittiche sono opposte e lievemente ruvide al tatto, scure sulla pagina superiore e verde chiaro in quella inferiore.


Dall'inizio della Primavera e per tutta l'Estate, da steli nudi lunghi e sottili spiccano fiori azzurri dal capolino giallo tipici delle Asteraceae che rimangono aperti anche di notte.
I fiori composti sono molto suggestivi: i fiori dell'anello esterno sono circa 12,  femminili, azzurri e disposti a raggiera (fiori del raggio) su cui spicca un disco giallo prominente di fiori bisessuali (fiori del centro).
La corolla gialla è tubulare, i frutti sono acheni appiattiti e pelosi e contengono un solo seme, il pappo (appendice piumosa e leggera) ne favorisce la dispersione.


In natura questa specie vive su dune costiere, pianure rocciose, pietrose e sabbiose fino a 100 metri di altitudine.
Nei giardini trova posto in macchie e bordure dove l'azzurro-malva dei fiori risalta notevolmente tra le altre perenni.

Predilige un terreno ben drenato con componente sabbiosa o ghiaiosa unito a compost, da mantenere abbastanza asciutto, la pianta teme molto i ristagni idrici causa di marciume radicale.
Le irrigazioni devono essere scarse, Agathea sopporta bene la siccità, la giusta esposizione è al sole o in mezz'ombra.

L'impianto di questa Asteracea trova collocazione ideale ai piedi di un albero a foglia caduca che nei giorni più caldi protegge il cespuglio dai forti raggi del sole e durante l'Inverno consente il passaggio di luce.


La cura di Felicia è semplice e di grande soddisfazione, basta recidere i fiori secchi per stimolare la fioritura e irrigare solo quando il terreno è ben asciutto.
La pianta sopporta anche potature drastiche che a volte si rendono necessarie in impianti di 3-4 anni di età per dare al cespuglio un aspetto più compatto e ordinato.


Agathea è una pianta perenne che spesso viene trattata come annuale, sopporta basse temperatura ma non oltre -5°C.
Nelle fasce climatiche che raggiungono temperature molto rigide consiglio il ricovero in serre fredde anche se la pianta spesso rispunta perchè si dissemina autonomamente.


La moltiplicazione di Felicia amelloides si effettua semplicemente per seme o talea apicale in Primavera, le nuove piantine devono rimanere protette fino a che la temperatura esterna si stabilizza sui 15°C.

Per gli amanti dell'azzurro, Agathea non può che essere una presenza delicata e immancabile in giardino, in ceste appese o vasi.





sabato 4 gennaio 2014

PROGETTARE BORDURE E AIUOLE seconda parte

 ...Continua.....


Nella progettazione di aiuole o bordure il gusto personale e la fantasia sono gli ingredienti principali.
Gli elementi su cui lavorare sono l'altezza, la forma, la dimensione e i colori delle piante, seguendo anche qualche piccola regola.


In uno spazio geometrico regolare e lineare meglio collocare una bordura tipicamente rettilinea con uso limitato del colore, ciò darà un immagine di ordine ed eleganza.
Bordure meno definite, curvilinee e una disposizione delle piante senza seguire schemi precisi sono adatte a giardini irregolari e di tipo romantico.


Le dimensioni di bordure e aiuole devono essere relative alla grandezza dello spazio verde che le contiene e della casa, occorre considerare anche gli eventuali elementi architettonici come un patio.
Come regola generale una bordura non dovrebbe avere una larghezza inferiore a 1,5 metri.
Dopo aver deciso di quali piante si vuole usufruire, lasciare loro lo spazio di crescita, non affollare la bordura perché si darebbe solo un'immagine soffocata dell'insieme.
Prima di interrare definitivamente le piante, collocarle sul terreno per studiare l'effetto ottico e cromatico risulta di grande aiuto, eventuali spostamenti- prova sono ancora facilmente realizzabili.


Una delle regole generali, nella collocazione delle piante è disporle in base alle altezze partendo dalla più alte sul fondo e procedendo gradatamente in avanti.
Sovvertire le regole può dare un tocco piacevole di movimento e rottura di uno schema troppo fisso: poche piante di statura elevata davanti alternate a  gruppetti di erbacee nane creano un insieme ondeggiante e gradevole.

Più bordure e aiuole sono di grandi dimensioni, più diverse e alternative risultano le possibili varianti.
In bordure troppo strette meglio non utilizzare piante troppo alte perchè non sarebbe possibile il passaggio graduale verso le piante basse.


Se l'aiuola è isolata, le piante di altezza maggiore devono essere disposte al centro, le altre scenderanno gradualmente verso l'esterno.

Il numero di esemplari della stessa specie dovrebbe essere dispari, le specie di piccola taglia meglio se raggruppate in una macchia cospicua e disposte in ordine sparso, non allineate.
Un effetto interessante è accostare individui simili ma di taglia diversa.


Valutare l'effetto d'insieme non solo considerando le fioriture ma anche il fogliame, le forme contrastanti valorizzano l'intera struttura soprattutto in lontananza.
Foglie cuoriformi accostate a forme frastagliate o nastriformi creano in una bordura un aspetto molto eterogeneo, le forme contrastanti  metteranno piacevolmente in evidenza le reciproche differenze.
Morfologia e aspetto superficiale delle foglie se in contrasto tra loro potranno valorizzare l'effetto d'insieme (foglie lucide e coriacee accanto a quelle opache o lanose).



Altro importante elemento è l'uso del colore, si può decidere per macchie dal colore sobrio o ad accostamenti azzardati e originali.
Gli schemi possono variare dal monocolore alla gamma ristretta di tonalità nell'ambito di uno stesso colore: dal rosa al rosso, dal crema al giallo, dall'azzurro al malva.
Nell'uso del monocolore (personalmente preferisco il bianco) consiglio di spezzare la monotonia con qualche tinta rosata e con fogliame argenteo, interessante è collocare la bordura chiara accanto a zone dai colori chiassosi o all'ombra di siepi scure.


I colori caldi si collocano preferibilmente in zone assolate del giardino dove le fioriture risalteranno in Primavera ed Autunno, se si opta per il monocolore ricordare di inserire sprazzi di altri colori che ravviveranno l'intera bordura. Macchie contrastanti di foglie dai colori spenti avranno il potere di controbilanciare una bordura altrimenti troppo chiassosa.


In una bordura mista l'uso del colore può essere pianificato in un susseguirsi di fioriture e toni che variano col mutare delle stagioni.
In Primavera si può scegliere una predominanza di azzurro con Iris, Pulmonaria o Muscari, per chi ama il giallo sono numerose le sfumature di Primule e Narcisi.
In Estate la fantasia può essere liberamente espressa con i colori più vividi e con le spettacolari fioriture che la stagione regala, passando poi ai caldi colori autunnali delle perenni con l'aggiunta di esemplari di Dalia , Rudbeckia, Helianthus.


Lo studio di una bordura o aiuola mista di questo genere deve risultare accuratamente programmato: accanto ad una pianta che sta sfiorendo deve comparirne una all'inizio della fioritura ciò permetterà la "scomparsa" di quella in declino.
Dagli errori si impara: si possono sempre spostare o sostituire le piante che non vanno bene.
Nelle bordure miste l'uso dei bulbi è consigliato, la fioritura precoce sopperisce alla mancanza di colore quando gli arbusti sono ancora spogli, la loro ripresa vegetativa servirà per mascherare le foglie dei bulbi in declino.


In inverno la bellezza di un aiuola- bordura viene sottolineata dagli arbusti perenni con tronchi o fogliame dai colori appariscenti, da quelli carichi di bacche colorate o dalle sempreverdi.
Lo sguardo cadrà su questi punti di colore e non noterà il declino di altre piante.
Particolarmente interessante per la stagione invernale è l'uso di Helleborus
e di alcune specie del genere Bergenia.

giovedì 2 gennaio 2014

PROGETTARE BORDURE E AIUOLE prima parte

Piante perenni, fiori dai colori vivaci, profumi inebrianti, foglie dalle forme svariate, schemi dal grande effetto visivo possono creare bordure e aiuole di notevole impatto, veri punti di attrazione in un giardino.
Anche in giardini molto piccoli, la giusta scelta di piante dal bel fogliame insieme a fiori appariscenti può realizzare il massimo effetto decorativo.


In genere nelle bordure l'uso delle erbacee perenni rappresenta uno dei più importanti elementi decorativi, lo scheletro della struttura nell'intera bordura o aiuola.

Nell'epoca vittoriana, le bordure tradizionali avevano forma allungata e rettangolare, erano circondante da un prato e contenevano esclusivamente piante perenni che fiorivano dall'inizio dell'Estate sino all'Autunno con le specie di altezza minore collocate all'esterno e le più alte all'interno.
Solitamente si utilizzavano Crisantemi, Phox, Scabiosa e per dare un tocco di eleganza Hemerocallis e Agapanthus.


In genere bordure e aiuole si accostavano a muri, steccati o siepi ed erano affiancate da un sentiero che permetteva di avvicinarsi alle piante per apprezzarne bellezza e aroma.
Le dimensioni erano notevoli con schemi progettuali ben precisi e ripetuti.

Oggi le nostre bordure hanno dimensioni notevolmente ridotte, anche se gli schemi principali rimangono immutati.
Una tipica bordura classica ad esempio, consiste nel formare un grande gruppo costituito da piante della stessa specie, varietà o cultivar,.
Se si vuole realizzare una bordura ad impianto irregolare, le piante non devono avere un ordine ben preciso e si devono intersecare tra loro.
Le macchie di colore devono avere contorni irregolari e poco netti.


Se si desidera un effetto decorativo a lunga durata con uno spazio disponibile limitato, consiglio di utilizzare accanto alle perenni arbusti e bulbose.
Una bordura con queste caratteristiche è detta mista, si possono collocare piccoli alberi, arbusti, rampicanti, bulbi, annuali, biennali, perenni.
La creatività in questo tipo di bordura può essere espressa al massimo, con una mescolanza e un'alternanza di motivi decorativi che renderanno l'insieme gradevole per tutto l'anno.
Ad ogni stagione possono succedersi sorprese sempre nuove, diverse in ogni periodo dell'anno.


La tipologia delle piante deve essere studiata anche in base alla manutenzione che si vorrà effettuare, la predominanza di perenni rispetto alle erbacee richiederà un lavoro maggiore.
Con l'utilizzo di arbusti di varie specie e con la presenza di sempreverdi si ottiene un effetto decorativo vario per tutto l'anno.
Per colmare gli spazi tra un arbusto e l'altro solitamente si piantano bulbose, piante annuali o biennali che con il passare degli anni e il progressivo accrescimento degli arbusti regrediranno.

Se il giardino è di dimensioni notevoli, si possono realizzare bordure esclusivamente con erbacee perenni dall'effetto decorativo sia primaverile che invernale con un picco estivo di fioriture.


Un'aiuola isolata invece ha la necessità di mostrare interesse decorativo da qualunque lato la si osservi, in genere è circondata da un prato all'inglese o da una pavimentazione.
Lo schema d'impianto è simile a quello di una bordura: specie perenni, vigorose, compatte meglio se di piccole dimensioni che non necessitano di sostegni, arricchite dalla presenza di qualche bulbo o arbusto.
Si possono realizzare i disegni più vari, geometrici e rigidi o con linee morbide meno formali a seconda della tipologia di giardino in cui sono inserite.
Ricordare che schemi eccessivamente complicati sono difficili da mantenere.


Le aiuole isolate sono elementi architettonici di grande effetto su pavimentazioni, nei patii o in roof garden; se rialzate con contenimenti in legno, pietra, acciaio possono sopperire a zone in qui il terreno è scarsamente fertile (ad esempio è più semplice creare una zona per acidofile), ad una certa altezza il lavoro di manutenzione è sicuramente meno faticoso.


CONTINUA.....

giovedì 4 aprile 2013

CONVALLARIA MAJALIS, IL PROFUMO DELLA PRIMAVERA

Nelle zone assolate del giardino, con terreno ben drenato, ricco e morbido, la coltivazione di perenni e annuali risulta semplice e soddisfacente.
Ricca è la gamma di piante idonee per queste fasce fortunate di giardino, la scelta verte tra le più comuni o rare piante da fiore dai colori delicati o smaglianti.

I problemi insorgono per quelle striscie di terreno dove non giunge mai un raggio di sole, la pioggia poi, trasforma in fango l'incoltivabile angolo che sembra utile solo come lettiera per i gatti.

Sotto ad alberi o macchie di cespugli si finisce sempre per utilizzare la vecchia edera o, come nel mio caso, la Lippia repens o il Lamium variegatum, bellissime striscianti che danno ottimi risultati.


Se state cercando una pianta perfetta per zone in ombra, che non teme il freddo, con delicati fiori profumatissimi, in grado di creare bellissime macchie eleganti e raffinate, la preferenza va a Convallaria majalis.

Convallaria majalis o Giglio della valle, è comunemente conosciuta col nome di Mughetto.
I latini hanno denominato questa piccola erbacea perenne "liullium convallium", cioè "giglio delle valli" ad indicare la zona in cui la pianta cresce spontanea al limitare di boschi freschi e ben ombreggiati nelle zone a Nord di Europa ed Asia.
"Majalis" indica il mese di fioritura, Maggio.


Mughetto deriva dal francese "Muguet", nome che vuole ricordare il profumo muschiato del fiore a campanella che compare in primavera.

La pianta di Mughetto è una Liliacea che colonizza in modo armonioso ampie zone tramite rizomi sotterranei collegati tra loro e da cui spuntano 2-3 foglie ovate strette, lievemente arcuate e con nervature evidenti.


Convallaria majalis raggiunge un altezza di circa 15-30 cm e comprende un racemo che si ricopre di piccoli fiori bianchi, raramente rosati, a forma di campanella molto profumati che compaiono nei mesi di Aprile- Maggio.
I fiori lasciano il posto a frutti estivi arancio-rossi, simili a bacche e molto velenosi.


Meglio non lasciarsi ingannare dall'aspetto elegante di Convallaria majalis, l'intera pianta è molto velenosa (se ingerita) per l'alto contenuto di glicosidi.
In medicina invece viene sfruttata per la cura dell'insufficienza cardiaca grazie alle proprietà simili a quelle della digitale.

Il mughetto è un'erbacea rustica di facile coltivazione.
Ottima per bordure all'ombra e come tappezzante al di sotto di alberi ed arbusti in zone non eccessivamente aride o ventose, si presta facilmente anche alla coltivazione in vaso.


All'inizio della primavera si interrano i rizomi ad una profondità di circa 5 cm, distanziati tra loro (fino a 10 cm) per permettere la diffusione della pianta.
Il terreno deve essere mantenuto umido e fresco, dal momento in cui spuntano i germogli, applicare un fertilizzante liquido ogni 10 giorni circa.


Ogni 3 anni, in autunno, si rende necessario dividere i rizomi affinchè la pianta abbia lo spazio per la moltiplicazione.
La riproduzione di Convallaria majalis può avvenire anche tramite semi che dovranno essere raccolti dalla bacca nel tardo autunno e fatti germinare in semenzaio.
Ricordare che le nuove piante ottenute non fioriranno per i primi 2-3 anni.


Presso i popoli nordici, il Mughetto è una pianta ricca di simbologia.
Secondo la tradizione cristiana, esso è nato dalle lacrime versate dalla Vergine ai piedi della Croce, per i Normanni dal sangue versato da San Leonardo di Noblac mentre tentava di sconfiggere il Maligno.

Sono i francesi ad onorare maggiormente Convallaria majalis, mazzetti di mughetti vengono donati alle spose come promessa di futura felicità.
Durante la festa del 1° Maggio è tradizione portare il fiore all'occhiello o donarlo ai passanti.


Nella mitologia scandinava il Mughetto rappresenta la dea vergine della primavera, gli antichi Greci invece associavano il fiore al dio Mercurio che con esso rafforzava memoria e intelletto.

Nel linguaggio dei fiori, il Mughetto simboleggia il ritorno della felicità.

Dall'olio essenziale ricavato dalla pianta si ottengono numerosi cosmetici dalla profumazione delicata.

Nazioni come Finlandia, Svezia e Jugoslavia hanno scelto il mughetto come loro emblema.