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venerdì 11 marzo 2016

SPIREA ULMARIA, LA REGINA DEI PRATI


Spirea ulmaria (Olmaria) sulle sponde del laghetto o collocata in zone paludose del giardino rappresenta un piccolo tesoro: un'erbacea dall'aspetto delicato tipica di zone umide, prati e rive dei corsi d'acqua ma che racchiude numerose proprietà benefiche.
Si tratta di una Rosacea molto comune che si coltiva da sé, ricca di qualità conosciuta ed utilizzata in Europa da secoli per il suo profumo e come rimedio medicinale.
La piccola ed aggraziata Olmaria è anche conosciuta col nome di Filipendula ulmaria, un'erbacea perenne rizomatosa che prospera su terreni bagnati di paludi, acquitrini, prati umidi e sponde dei corsi d'acqua esposti al sole o parzialmente in ombra.


Il nome Spirea deriva dal termine greco "speira" in riferimento ai frutti spiraliformi, "ulmaria" per la somiglianza delle foglie a quelle dell'Olmo (Ulmus), con Verbena e Mentha acquatica è una delle tre piante sacre del popolo celtico e utilizzata dai Druidi.
Nel Medioevo i fiori di Spirea venivano spesso introdotti nel vino o nella birra ed erano uno degli ingredienti per aromatizzare l'idromele, probabilmente la bevanda fermentata più antica del mondo. 

Il profumo gradevole di foglie e fiori è stato ampiamente sfruttato (pare fosse il preferito da Elisabetta I), i fiori venivano sparsi sui pavimenti per mascherare odori sgradevoli e profumare le chiese durante cerimonie religiose e matrimoni. 


Olmaria, nota come la "Regina dei prati" è uno dei fiori selvatici più conosciuti sia per l'aroma gradevole sia per l'azione medicinale nel trattamento di tosse e raffreddore, per l'effetto diuretico, per combattere dolori articolari e gotta (la tradizione vuole che il re Alboino utilizzasse Spirea per combattere le numerose crisi di gotta).

Spiraea ulmaria è stata fondamentale per lo sviluppo della famosa "Aspirina" il cui nome è stato creato dalla Bayer utilizzando il nome botanico della pianta.
Nel 1838 il chimico e italiano Raffaele Piria fu il primo a produrre acido salicilico (la base degli antinfiammatori) dai boccioli di Spirea e corteccia di salice (Salix alba).


Olmaria è dotata di un grosso rizoma strisciante, fusto vigoroso, rigido e robusto che si suddivide nella parte distale in rami quadrangolari che si sviluppano verso l'alto fino a 120 cm, foglie pinnate color verde scuro sulla pagina superiore e biancastre e pelose in quella inferiore.
I fiori estivi color bianco-crema sono di piccole dimensioni e raccolti in densi corimbi irregolari, il profumo gradevole ricorda quello delle mandorle.
I frutti spiraliformi contengono semi scuri.

La pianta forma densi ciuffi con andamento verticale con steli aggraziati e leggermente prostrati.


Spirea ulmaria è stata utilizzata come pianta medicinale fin dai tempi antichi e ancora oggi rimane un rimedio erboristico tra i più utilizzati.
I suoi benefici hanno ampiamente superato i test della medicina moderna, il fitocomplesso infatti contiene derivati salicilici (principio attivo dell'aspirina), flavonoidi, vitamina C, sali minerali ed oli essenziali.
La pianta presenta le capacità curative degli antinfiammatori di sintesi (azione antipiretica, antireumatica, antidolorifica ecc.) senza gli effetti collaterali a carico della mucosa gastrica tipici di questi farmaci.


Della pianta si utilizzano le sommità fiorite, le foglie e le radici per preparare infusi con acqua non troppo calda perché l'acido salicilico si distrugge col calore.
L'infuso ottenuto da fiori e foglie è ottimo per alleviare i dolori articolari, per eliminare i liquidi in eccesso (ottimo anche per combattere la cellullite!) e curare tutti gli stati infiammatori o più semplicemente tosse e raffreddore.

Nella medicina popolare Spirea viene utilizzata per la cura di ulcere e disturbi gastrointestinali e per la cura di ferite per la discreta attività antibatterica.
Dalle sommità fiorite raccolte in Estate si ricava una tintura madre.
I fiori e le foglie essiccati possono far parte di un gradevole pot-pourri che profumerà le stanze della casa per diversi mesi, aromatizzare bevande o frutta cotta.


Coltiviamo Spirea ulmaria in un terreno argilloso sempre umido, ricco e posto in posizioni semi-ombreggiate, se collocata al sole occorre garantire frequenti irrigazioni.
Olmaria è adatta a bordo laghetto, in un giardino palustre o roccioso oppure in un giardino di campagna dove la pianta attrae gli insetti soprattutto api.




sabato 28 febbraio 2015

IL SALICE ACQUATICO, JUSTICIA AMERICANA


Le foglie strette e lunghe di Justicia americana, simili a quelle dell'albero del Salice (Salix), danno il nome di "Salice acquatico" a questa interessante e nuova erbacea che cresce sia in dense colonie sommerse che sulle rive di corsi d'acqua e fiumi poco profondi a lento scorrimento
.

Justicia può crescere anche in corsi d'acqua dove la corrente è rapida, su quelle isole sabbiose che a volte si formano all'interno di fiumi e laghi, su banchi fangosi di paludi in cui il livello dell'acqua oscilla notevolmente durante il corso dell'anno.


Con Salix non ha nulla a che fare, si tratta in realtà di un'erbacea della famiglia delle Acanthaceae nativa del Nord America, la più robusta del suo genere.

Salice acquatico forma dense colonie sui bordi di uno stagno tramite rizomi sotterranei striscianti da cui di elevano fusti verdi flessibili radicanti ai nodi.
Gli steli quadrangolari si ricoprono di foglie allungate prive di picciolo e da Maggio a Luglio esplode la fioritura di bellissimi fiori simili a piccole orchidee che si prolunga sino a Settembre inoltrato.


I fiori bicolore si aprono a due a due su corti peduncoli nell'ascella fogliare, spesso sovrapposti ai boccioli e ai fiori delle spighe vicine, hanno sfumature dal viola-lavanda sino al bianco pallido, con un piccolo labbro inferiore inarcato dalle marcature viola-marrone ed antere rosso porpora al posto del solito giallo.


Justicia americana è una pianta molto rustica che ama il pieno sole e la mezz'ombra, non teme il gelo e può vivere sia semi sommersa nelle acque basse del laghetto che emergente sulle sue rive dove raggiunge un altezza di 40 cm.


Con la sua copiosa e particolare fioritura è una deliziosa aggiunta ad un laghetto sia di piccole che grandi dimensioni.

Le colonie sommerse e gli intricati rizomi ospitano e rifugiano piccoli invertebrati, nella stagione riproduttiva si rivelano importanti siti di riproduzione per molte specie di pesci d'acqua dolce.

lunedì 26 gennaio 2015

BLU CARPET PER UN LAGHETTO: ISOTOMA FLUVIATILIS

Isotoma fluviatilis tappezza il bordo del laghetto come un delicato manto di stelle blu all'apparenza fragile, forte e duraturo nella realtà.



Isotoma fluviatilis è un'erbacea perenne di piccole dimensioni che striscia velocemente sul terreno umido e crea soffici tappeti verdi punteggiati da piccoli ed eleganti fiori stellati, allargandosi in modo quasi invasivo.

Nulla può arrestare il suo cammino: si arrampica su pietre e roccette, si insinua tra le piastrelle di una pavimentazione, si intrufola al di sotto di strutture per spuntare qualche metro più in là e riempire ogni fessura....



Mi ricorda un po' il carattere di Lippia repens, invadente ma alla fine malleabile!

Isotoma fluviatilis è una Campanulacea detta anche Lobelia fluviatilis (cioè "dei fiumi") per il tipo di ambiente che predilige, ma il nome non deve trarre in inganno: Isotoma ama il terreno umido e ben drenato ma, una volta installata, si adatta anche a terreni aridi e periodi siccitosi.

Questa piccola strisciante non più alta di 3-5 cm proviene dalla Nuova Zelanda e Australia, sopporta egregiamente il freddo intenso e tollera il pieno sole anche se preferisce le posizioni semi- ombreggiate.
La si può utilizzare come sostituta delle graminaceae in piccoli prati (tollera anche un moderato calpestio), trova impiego nelle pavimentazioni lastricate dove orla di azzurro le piastrelle senza invaderle creando un look pulito ed elegante.



I rami striscianti raggiungono la lunghezza di un metro ciascuno e sono ricoperti da fitte foglie ovali piccole e tenere molto decorative, lievemente dentate che costituiscono un rigoglioso tappeto verdeggiante.

La copiosa fioritura riempie di piccole stelle azzurro-malva dalla fine della Primavera fino ai primi geli un giardino roccioso o alpino, la parte bassa delle bordure, selciati e vasi, piccole strade che si insinuano tra le piante come fette di cielo stellato.



L'affascinante profusione di fiori colma di luce il bordo di un laghetto o una fresca vasca zampillante posta in posizione semi-ombreggiata, un delicato percorso dalla manutenzione praticamente inesistente.

Isotoma fluviatilis si riproduce con una facilità sorprendente: basta tranciare un pezzetto di stelo e interrarlo nuovamente, la pianta continuerà il suo inarrestabile percorso.





Poche altre piante danno una copertura del terreno rapida, rustica ed elegante al pari di Isotoma, un'aggiunta vivace al giardino al termine della fioritura dei bulbi primaverili con cui l'erbacea convive tranquillamente oppure come riempimento ai piedi di una perenne.



La cultivar "Deep blue" con fiori stellati blu scuro non sbiadisce nemmeno di fianco ai fiori dalle colorazioni più vivaci, una spolverata di stelle fino all'Autunno inoltrato.







giovedì 11 dicembre 2014

ARUM ITALICUM, PAN DI SERPE

Una pianta particolarmente interessante da aggiungere ad una zona 
ombreggiata e umida del proprio giardino è Arum italicum.




Le foglie gradevolmente variegate persistenti durante l'Inverno e i rossi frutti dall'aspetto invitante regalano una nota di colore al bordo di un laghetto ornamentale sia di tipo formale che di aspetto naturale.
Spesso Arum viene associato con Hosta, un'altra pianta amante dell'ombra, perché in Autunno inoltrato, quando le foglie di Hosta appassiscono, quelle di Arum spuntano ed occupano lo spazio rimasto libero.

In natura Arum italicum vive nel sottobosco ombroso e umido, lungo le rive di corsi d'acqua, nei fossi, spesso nei pressi dei centri abitati.
Da alcuni anni sta interessando i garden designer come pianta ornamentale.



Arum italicum è un'erbacea perenne dalle insolite peculiarità la cui attrattiva non comune è quella di emanare calore dallo spadice a forma di clava protetto da un vessillo verde pallido (come nella Calla) da cui è costituita l'infiorescenza.

Tra i fiori che formano lo spadice si trovano delle estroflessioni ricche di sostanze zuccherine che catturano gli insetti pronubi e li trattengono fino a quando l'impollinazione non è avvenuta.
Gli insetti sono allettati dall'odore nauseabondo di putrefazione emesso dai fiori e dalle sostanze zuccherine presenti sulle estroflessioni, avvertiti soprattutto dalle mosche.



L'intensa attività catabolica dello spatice (emissione di calore) può superare la temperatura ambientale anche di 10-14° C., studi compiuti hanno attribuito la produzione di calore alla forte traspirazione dello spadice.
Si è notato poi che la spata si apre sempre verso Sud e la forma particolare è in grado di catalizzare i raggi solari.

Il nome Arumdetto anche Gigaro Chiaro, deriva probabilmente dal greco antico e significa "calore", per il termine Italicum cioè "italiano" si intende genericamente la fascia mediterranea di appartenenza della pianta.


In antichità, i frutti maturi di Arum italicum si credeva erroneamente fossero il cibo del biacco (Hierophis viridiflavus) un serpente carnivoro che vive nelle campagne, da qui l'appellativo "Pan di serpe". 


Alla pianta sono state attribuite numerose proprietà curative associate ad un uso alimentare del rizoma essiccato, abitudine ancora presente in alcune zone italiane. Ad Arum venivano riconosciuti poteri magici, parti essiccate si portavano appese al collo all'interno di un sacchetto per sconfiggere il malocchio.

In realtà, Arum italicum, oltre a non contenere alcuna capacità farmacologica, è una pianta velenosa in tutte le sue parti sia per contatto che per ingestione.
Il rizoma, dopo la cottura o l'essiccamento, perde la maggior parte delle tossine presenti, ma sconsiglio ugualmente di utilizzarlo!! 
L'aspetto allettante delle bacche è molto attraente, il gusto sgradevole e la sensazione quasi immediata di irritazione alle mucose, pizzicore e gonfiore fortunatamente non ne favoriscono l'ingestione.


Arum italicum "Gold rush"

La principale componente tossica di Arum italicum è l'ossalato di calcio (soprattutto i cristalli), sono presenti saponine e un glicoside dell'acido cianidrico. A contatto con la pelle i cristalli provocano dermatiti, se ingeriti infiammano tutto il tratto gastrico con vomito e dolori addominali.

Meglio quindi un uso ornamentale in un giardino all'ombra, lungo le sponde di laghetti, cascatelle o la collocazione in un giardino palustre.

Arum italicum nasce da un rizoma sotterraneo e raggiunge un'altezza massima di 100 cm, dal fusto in Autunno si dipartono ampie foglie a forma di freccia verde lucido sfumate di bianco disposte a spirale.
Da Marzo compare l'infiorescenza a spadice, giallognola o verde chiaro avvolta da una brattea, i frutti sono bacche ovoidi, seguono in Estate l'appassimento della spata e permangono dopo la scomparsa del fogliame.


Questa erbacea richiede terreno umido, in zone all'ombra lo sviluppo del fogliame è maggiore, al sole la fioritura è incentivata.
E' interessante l'uso di Arum come fitorimedio, la pianta infatti è in grado di assorbire una grande quantità di sostanze inquinanti.







martedì 25 novembre 2014

LAGHETTI D'INVERNO: BERGENIA CRASSIFOLIA

Non voglio vedere le sponde del laghetto spoglie durante l'Inverno, desidero che colori e fogliame generoso coprano le rive anche nei lunghi giorni freddi che ci attendono.
Per questo ho scelto Bergenia crassifolia, una sempreverde perenne molto rustica dal fogliame rigoglioso che offre le sue fioriture in pieno Inverno.


E' un'ottima tappezzante apprezzata per le lucide e coriacee foglie di notevoli dimensioni, è da esse che la pianta trae la nomenclatura "crassifolia" cioè "dalle foglie grosse (dal latino crassus= grasso, grosso e folium =foglia); il nome del genere invece è stato attribuito in onore del botanico tedesco Von Bergen.

Bergenia crassifolia è una Saxifragacea a fioritura invernale che giunge dall'Asia centrale, occupa nel suo ambiente naturale un vasto territorio che si spinge oltre i 5000 metri di altezza, sui monti Altaj nella Siberia meridionale la si può ammirare abbarbicata tra le pareti rocciose.


Il portamento prostrato e ampiamente tappezzante fa di Bergenia crassifolia una perfetta copertura e una preziosa aggiunta al bordo laghetto in un momento in cui le piante palustri sono a riposo sia per il facile adattamento ad ogni tipo di suolo che per la preferenza a suoli costantemente umidi.


Bergenia crassifolia è una pianta sciafila (non ama i raggi di sole diretti), infatti è caratterizzata da grandi foglie carnose dai margini dentati a forma di cucchiaio con notevoli capacità traspiranti.
La bella colorazione verde dai contorni rossastri assume una tonalità bronzo quando la temperatura è particolarmente rigida.


La pianta forma grossi cespi grazie al robusto e corto rizoma sotterraneo, dal mese di Dicembre si ergono su di essi brevi steli che sorreggono pannocchie globose di incantevoli fiori campanulati rosati che sovrastano il fogliame.


Bergenia crassifolia è una pianta molto utilizzata in passato incredibilmente resistente e affidabile: cresce bene all'ombra ma sopporta anche il pieno sole e periodi di siccità prolungata, non necessita di potature, la rimozione delle parti appassite è sufficiente.

Durante il periodo vegetativo consiglio l'uso di concime liquido per piante fiorite, a Primavera si può effettuare la divisione dei cespi per sfoltire e moltiplicare la pianta.


Il rapido accrescimento rende Bergenia idonea alla collocazione in bordure e macchie fiorite in un giardino dallo stile romantico, contenitori posti accanto a fontane dalla forma antica dove accentua il tocco classico.


giovedì 30 ottobre 2014

RUELLIA SIMPLEX, LA FARFALLA DEL LAGHETTO

Sulle sponde sinuose di un laghetto informale, di un macero o in un giardino palustre, se sciami di farfalle colorate volano in prossimità dell'acqua, allora è certa la presenza di Ruellia Simplex .


Ruellia simplex o Petunia messicana è una pianta molto versatile e rustica che si adatta a diverse condizioni di crescita: prospera nel terreno paludoso, sulle sponde di uno specchio acquatico ma anche in terreni umidi ma ben drenati, tollera le alte temperature e periodi siccitosi.

Petunia messicana è un piccolo arbusto o una pianta erbacea molto apprezzata per le abbondanti e durature fioriture che forma colonie molto appariscenti di fiori campanulati azzurro-violaceo sempre circondati da nugoli di farfalle.


Ruellia simplex (anche denominata "Brittoniana") è sia una pianta erbacea che un arbusto semi-legnoso dal portamento eretto, esistono anche forme nane.

Le foglie lanceolate sono simili a quelle del salice, opposte sul ramo e di color verde scuro con margini lisci o dentellati.
Quando il fogliame viene esposto lungamente al sole assume una colorazione blu metallico che crea un delizioso contrasto con i punti lilla dei fiori.


Ruellia è una pianta perenne rizomatosa delle Acanthaceae dai fiori tubulari a 5 lobi simili a petunie che spuntano dalle ascelle delle foglie superiori in grappoli sporgenti lungamente peduncolati.
Esistono varietà con fioriture bianche o rosa fino alle tonalità del malva, i fiori appaiono dalla fine della Primavera fino all'Autunno inoltrato e durano un solo giorno (la mia Ruellia è ancora in fiore!!).

Le tecniche di coltivazione sono semplici, la pianta ama posizioni soleggiate e tollera la mezz'ombra, (consiglio una protezione durante le ore più calde nel periodo estivo), l'abbondanza di luce favorisce una fioritura copiosa.


Il terreno deve essere morbido ed umido, dove gli inverni raggiungono temperature molto basse Ruellia viene considerata una pianta annuale.
All'inizio dell'Inverno è sufficiente recidere la parte aerea e proteggere il rizoma mediante pacciamatura, in Primavere spunteranno nuovi steli pronti a fiorire fino ai primi geli. 
La propagazione avviene facilmente per autosemina o per talea, nei climi caldi Petunia messicana viene considerata invasiva per la rapida diffusione.


Ruellia simplex è un'ottima pianta da coltivare nelle zone marginali di un giardino acquatico, in aiuole o bordure in cui le attraenti fioriture spiccano piacevolmente.

venerdì 5 settembre 2014

GEUM RIVALE, L'ERBA BENEDETTA ACQUATICA

Il nome di questa Rosacea, che cresce in terreni paludosi, acquitrini e lungo le sponde dei corsi d'acqua, lascia intuire le numerose proprietà che già gli antichi avevano compreso.
"Geum" è un termine di derivazione greca e significa "dare sapore", nel rizoma infatti ritroviamo un'essenza simile a quella dei chiodi di garofano e nei piccoli fusti e nei sepali qualcosa che ci rammenta la cioccolata. 


Nel Nord America orientale la pianta viene chiamata "Cioccolata indiana" probabilmente per il colore dei fiori che ricorda il colore del cioccolato, in Europa, dove Geum rivale è largamente diffuso viene chiamata Erba benedetta acquatica per le sue innumerevoli proprietà.
Le caratteristiche farmaceutiche apprezzate e conosciute fin dall'antichità comprendono le proprietà digestive, astringenti ed emmenagoghe (cioè di favorire il flusso mestruale).


Sul termine "rivale" c'è un piccola curiosità: nel caso di questa palustre, "rivale" significa "delle rive" per indicare la collocazione in cui Geum prospera facilmente.
In passato i proprietari di terreni che si contendevano l'acqua di un ruscello per irrigare i loro campi confinanti erano detto "rivalis", cioè coloro che litigavano per l'uso delle rive e il possesso di uno stesso corso d'acqua.
Oggi il termine viene esteso al significato allargato di "contendente".


Geum rivale, detto anche Cariofillata dei rivi, è una pianta perenne da fiore originaria delle fasce temperate di Europa, America, Asia e che predilige prati umidi e torbosi, paludi, fossati, sorgenti e ruscelli, boschi acquitrinosi che da Maggio a Settembre si colora di fiori simili a campanelle dal capo reclinato.

La pianta raggiunge un'altezza che va da 25 a 50 cm, con un fusto sottile ricoperto di piccoli peli che spunta da una rosetta basale di foglie pinnate distribuite alternativamente lungo lo stelo.



I fiori penduli sono sostenuti da un calice simile ad una campanula che avvolge i 5 petali giallo-violacei screziati, semplici ma di grande effetto dal capo chino come stessero meditando.
I frutti maturi mostrano un'aspetto curioso: acheni riuniti in sfere e dotati di piccoli uncini pronti ad attaccarsi ovunque per essere trasportati lontano.


Geum rivale è un'erbacea perenne adatta ad essere coltivata sulle sponde di un laghetto naturale, in una zona umida di un giardino di campagna, sulle sponde di un ruscello a cui regala una nota di colore spettacolare.


Cariofillata dei rivi è una pianta molto rustica che sopporta temperature anche molto basse, necessita di qualche ora di sole e di terreno sempre umido.
Se la si vuole utilizzare anche a scopo alimentare, meglio non somministrare concimi chimici o anticrittogamici vicino al momento di raccolta del rizoma.

martedì 2 settembre 2014

CANNA INDICA, FIORITURA TROPICALE

Non so decidere se l'attrattiva maggiore di Canna indica sia il grande fogliame colorato e seducente o la prorompente fioritura che colora e illumina in piena Estate i giardini.
Il generoso rigoglio dei fiori di Canna indica ricco di colori sgargianti si specchia sui bordi dei laghetti e decora fontane dove evidenzia i poliedrici schizzi dell'acqua.


Canna indica in un contesto acquatico

L'origine di questa Cannacea da fiore è Centro-Sud americana, in natura vive sulle sponde di fiumi e laghi ma le varietà in commercio oggi sono cultivar adatte a qualunque tipo di terreno, ibridi che possiamo racchiudere in due grossi gruppi: Canna x generalis e Canna orchioides adatti anche a climi temperati.

Nelle zone tropicali americane, questa erbacea perenne viene coltivata da più di 4000 anni non solo per il grande valore ornamentale ma anche per la ricchezza di amidi contenuti nel rizoma, i semi invece venivano utilizzati come perline per comporre gioielli.
Canna indica è diventata molto popolare in Europa in epoca vittoriana, dopo un periodo di arresto, negli ultimi anni si riscontra un rinnovato interesse per questa pianta ornamentale.





Canna indica è un'erbacea perenne rizomatosa da cui durante la bella stagione spunta un fusto dal portamento eretto, la pianta può raggiungere un'altezza di 2,5 metri, il rizoma è di grandi dimensioni.
Le ampie foglie lunghe anche fino a 60 cm. sono ricadenti, nascono arrotolate da uno stelo centrale avvolgendolo come una guaina, quando si dispiegano appaiono con meravigliose policromie che vanno dal verde intenso quasi blu sino al viola con striature appariscenti rosso-bronzate.





I fiori raccolti in pannocchie sono piccoli e nascosti da stravaganti stami simili a petali con colori tropicali sgargianti tra il rosso, giallo, arancio in tutte le loro svariate sfumature che attraggono gli insetti impollinatori.

Canna indica è una pianta di facile coltivazione con il solo problema di non tollerare le basse temperature ovviabile estraendo il rizoma dal terreno al termine della fase produttiva, quando il fogliame si è completamente essiccato.
Durante l'Inverno il rizoma deve essere conservato in un sacchetto (meglio se di tela) ricoperto di trucioli in un luogo asciutto e protetto.



Al termine della Primavera, in Maggio-Giugno, è il momento di collocare i rizomi ad una profondità di 15-20 cm, distanti tra loro 50 cm, in un terreno leggero e ben drenato in posizione assolata o semi ombreggiata.
Consiglio di formare gruppi in punti focali del giardino o sagomare aiuole in cui il bel fogliame di Canna indica venga valorizzato.


Collocazione davanti ad un edificio in disuso

Canna indica può essere utilizzata per nascondere vecchi muri a cui darà un tocco esotico o aree del giardino da occultare, perfetta anche come barriera frangivento.



Durante la fioritura la rimozione dei fiori secchi prolungherà la comparsa di nuovi boccioli, in quest'epoca le irrigazioni dovranno aumentare evitando il ristagno idrico.
In climi umidi Canna da fiore si accontenta anche solo dell'acqua piovana, in zone molto aride può diventare parte di un giardino d'acqua da cui trarrà l'umidità sufficiente.





Sono state create cultivar di diverse altezze, alcune nane maggiormente adatte ad essere coltivate in vaso anche se Canna indica rimane sostanzialmente una pianta per esterno.