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domenica 16 agosto 2015

UNA ROSSA GALLEGGIA NEL LAGHETTO: PHYLLANTHUS FLUITANS

Il caldo non concede un attimo di tregua e le acquatiche nel laghetto non rallentano la loro esuberante crescita.
Il sole cocente esalta il colore di Phillanthus fluitans, una rossa galleggiante dal temperamento invadente e dall'aspetto tropicale che ricorda la pigra atmosfera e le acque lente del Rio delle Amazzoni.


Tra le galleggianti che in Estate popolano i laghetti nostrani, Phillanthus fluitans non è purtroppo tra le più utilizzate e conosciute nonostante le ottime qualità che la caratterizzano.

Questa bella galleggiante originaria del Centro-Sud America appartiene alla numerosa famiglia delle Phyllantaceae che comprende anche piante che vivono nel deserto, il genere fluitans invece si è adattato per vivere in ambienti molto umidi.


Le foglie sono di forma ellittica quasi rotondeggiante, il colore varia a seconda dell'intensità luminosa: da un debole verde si passa ad un rosso vivace in presenza di forte luminosità.
La pagina superiore è caratterizzata dalla presenza di peli, il tessuto aerifero della pagina inferiore permette il galleggiamento della piccola pianta (raggiunge appena 3 cm di larghezza e 3-4 di altezza).
Durante la fioritura autunnale emerge un piccolo fiore bianco-rosato, le brevi radici flottanti invece sono folte e ramificate, di colore rosso anche in presenza di scarsa luminosità.


Phyllanthus fluitans è una pianta acquatica robusta dal rapido accrescimento, che in condizioni ottimali (clima caldo e assolato), assume un carattere invasivo.
All'interno di un laghetto ornamentale o un minipond è ottima per combattere la diffusione delle alghe, aiuta ad ombreggiare la superficie acquatica, fornisce rifugio a piccoli pesci e risulta un perfetto substrato per la deposizione delle uova.

I piccoli fiori a 5 petali e il bel fogliame fanno di questa galleggiante un ottimo ornamento in un laghetto di piccole dimensioni, una nota di colore caldo quando l'Estate volge verso il periodo autunnale.


La crescita si controlla facilmente mediante sfoltimento, la riproduzione avviene spontaneamente mediante getti laterali.
Prima dell'Inverno conserviamone qualche esemplare in un ambiente protetto dalle basse temperature, siccome la pianta non sopporta il gelo.
Phyllanthus fluitans si presta anche per la coltivazione in acquario.

sabato 29 novembre 2014

FILTRAZIONE NATURALE E TECNICA IN UN LAGHETTO seconda parte

....CONTINUA.... da prima parte

Un'alternativa al metodo biologico per mantenere l'acqua limpida nel giardino acquatico è la filtrazione meccanica mediante l'utilizzo di skimmer, dreno di fondo e filtri a camere associati a sterilizzatori UV.

SKIMMER


Skimmer con prolunga

Lo skimmer è un contenitore in plastica munito di coperchio ispezionabile che raccoglie e convoglia l'acqua di un laghetto e la invia alla pompa o al sistema di filtraggio meccanico.
Può avere una forma cilindrica e contenere un cestello a rete asportabile per la raccolta del materiale più grossolano che galleggia sul pelo dell'acqua.


Esistono skimmer più complessi che possono contenere oltre al cestello un'ulteriore massa filtrante (matala) e un alloggiamento per ospitare la pompa ad immersione e in alcuni casi gli sterilizzatori UV.
In genere la forma è rettangolare.


Skimmer con alloggiamento pompa
Bocchetta di entrata dello skimmer
Collocazione dello skimmer a filo del bordo laghetto

Lo skimmer viene collocato su una parete del laghetto, la bocchetta di entrata dell'acqua deve essere situata al di sotto del livello dell'acqua del laghetto e immersa per i 3/4 circa della sua altezza.
Uno sportello basculante permette il passaggio dell'acqua durante il funzionamento della pompa e impedisce il reflusso del materiale raccolto se il flusso idrico si arresta.

MANUTENZIONE: 
Mantenere pulito lo skimmer estraendo periodicamente il cestello e svuotandolo, i tempi dipendono dalla quantità di materiale accumulato.


DRENO DI FONDO


Dreno di fondo

Indispensabile in un laghetto che ospita Carpe Koi, il dreno è un pozzetto circolare installato sul fondo del laghetto allo scopo di raccogliere i materiali in deposito sul fondale.
Il dreno di fondo, tramite un tubo di collegamento invia al sistema di filtraggio, può essere utilizzato anche per lo svuotamento completo della vasca.

Installazione del dreno di fondo

MANUTENZIONE: 
Generalmente non necessita di alcuna pulizia.



FILTRO A CAMERE MULTIPLE


Filtro a camere

I filtri a camere multiple sono costituiti da più camere dedicate a diversi stadi di filtrazione, l'acqua si introduce nelle camere dapprima dall'alto verso il basso (contenuta 
da una paratia) poi dal fondo della camera risale attraversando il materiale filtrante dal basso verso l'alto.
Le prime camere del filtro effettuano un filtraggio di tipo meccanico imprigionando le parti solide in sospensione nell'acqua, le successive di tipo biologico.

filtro a camere in funzione
Filtro a 6 camere

Il filtraggio biologico viene espletato da colonie di batteri che si insediano su specifici supporti alloggiati all'interno del filtro, essi formano un bio-film che depura biologicamente l'acqua.



L'acqua entra prima in un "vortex" cioè una struttura tronco-conica in cui l'acqua viene posta in lieve turbolenza, le particelle grossolane melmose e più pesanti precipitano verso il fondo. 


Elementi a spazzola

Dal "vortex" l'acqua tracima nella camera successiva in cui sono presenti elementi a spazzola (simili a scovolini lava-bottiglie) che attuano un filtraggio meccanico imprigionando parti di materiale voluminoso in sospensione (foglie, masse di alghe, limo, escrementi di pesci ecc.).
Le spazzole svolgono un ruolo molto importante all'interno del filtro perché trattenendo una grossa quantità di impurità grossolane impediscono che il filtro si blocchi, in genere per una migliore copertura vengono disposte su due file.


Matala

Segue una o più camere, a seconda delle dimensioni del filtro, che alloggiano la matala (spugna filtrante giapponese) di diversa granulometria in grado di filtrare particelle sempre più piccole e di trattenere una parte dei batteri aerobi presenti nell'acqua.

Matala di diverse granulometrie

Tra le stuoie filtranti la matala presenta la miglior granulometria, infatti è sufficientemente grande per evitare intasamenti e abbastanza fine per trattenere le impurità più piccole.


Materiale di supporto per il filtraggio biologico

L'ultima camera effettua il filtraggio biologico, ospita materiale poroso che offre superficie di ancoraggio ai batteri.
Può essere costituito da rocce vulcaniche, cilindretti di ceramica o perline in plastica che vengono abitati da colonie di batteri aerobi che si nutrono di sostanze organiche (deiezioni dei pesci, vegetali in decomposizione) compiendo così una filtrazione dell'acqua.

Il materiale di supporto può rimanere depositato sul fondo della camera di filtraggio (come ne caso delle roccette laviche, delle sfere in plastica e dei cannolicchi in ceramica) o fluttuare nell'acqua per la loro ottima conformazione
(materiali di nuova generazione come Helix ).

I supporti migliori da utilizzare in un filtraggio biologico sono quelli che nel minor spazio offrono la maggior superficie da colonizzare, trattengono pochi sedimenti e galleggiano offrendo così ossigeno ai batteri aerobi. 

Se vi è spazio disponibile la pompa può essere inserita all'interno del filtro.

MANUTENZIONE
La periodica manutenzione del filtro a camere ne garantisce la funzionalità e di conseguenza assicura la limpidezza dell'acqua nel laghetto. Ogni camera di filtraggio è dotata in basso di un rubinetto di scarico, è sufficiente aprire i rubinetti per permettere la fuoriuscita di sedimento.

Le spazzole devono essere spesso pulite perché trattengono la maggior parte di materiale, si possono lavare con acqua del rubinetto. 
La pulizia della matala avviene scuotendola per ottenere la caduta del sedimento organico presente, consiglio un solo lavaggio all'anno preferibilmente con l'acqua del laghetto per non danneggiare il film batterico.

La sezione biologica del filtro deve essere pulita solo tramite l'apposito rubinetto.

 
STERILIZZATORE UV

Sterilizzatore UV per laghetti di piccole dimensioni

Sterilizzatore UV in acciaio a due neon per grandi invasi

Sterilizzatore UV, schema



E' un apparecchio sterilizzatore a luce della gamma UV-C che elimina la crescita della maggior parte di alghe unicellulari e microrganismi indesiderati dannosi per la salute dei pesci o altri animali.
L'acqua entra tramite un tubo di mandata all'interno dello sterilizzatore e lo attraversa in tutta la sua lunghezza, la sterilizzazione avviene grazie ad un neon contenuto in un tubo di vetro stagno.
Tramite un tubo di uscita l'acqua torna al laghetto.



Lo sterilizzatore UV deve essere collegato alla corrente 220 mediante un trasformatore 12 volt che garantisce la massima sicurezza in presenza di acqua.
Importante sottolineare che lo sterilizzatore non agisce sui batteri aerobi che colonizzano i materiali porosi del filtro biologico adesi ai materiali porosi del filtro.

MANUTENZIONE Per una migliore sterilizzazione consiglio una pulizia annuale dalle incrostazioni del tubo di vetro che contiene il neon. 
Sostituire la lampada se non funzionante.


I seguenti schemi, illustrano due possibili modelli da applicare ad un laghetto a un livello ed uno a due livelli.

LAGHETTO AD UN LIVELLO



  1. Skimmer con cestello
  2. Dreno di fondo
  3. Filtro a camere
  4. Pompa
  5. Sterilizzatore UV
  6. Tubazione di mandata
  7. Cascata con rubinetto di regolazione flusso
  8. Tubo di immissione orientato verso lo skimmer con rubinetto
  9. Livello dell'acqua
  10. Collettore di scarico con saracinesca per ogni camera
  11. Supporto in muratura

Per un corretto funzionamento del filtro a camere, sia in fase di progettazione che di realizzazione è assolutamente indispensabile prestabilire il livello delle camere del filtro rispetto al livello definitivo dell'acqua del laghetto.
Consiglio la movimentazione dell'acqua tramite una bocchetta di immissione orientata verso lo skimmer allo scopo di agevolare il ricircolo di tutta la massa d'acqua (vedi punto 8).


LAGHETTO A DUE LIVELLI




  1. Skimmer con cestello e alloggiamento per pompa
  2. Pompa
  3. Tubazione di mandata
  4. Sterilizzatore
  5. Filtro a camere
  6. Supporto in muratura
In questo caso il controllo delle camere del filtro rispetto al laghetto è meno importante, l'acqua scende per caduta.
E' possibile dotare entrambe le vasche di dreno di fondo.

Quadro elettrico

Consiglio l'installazione di un quadro elettrico di comando e protezione completa in cui è bene predisporre un interruttore generale, una protezione salvamotore per la pompa (arrosto automatico in caso di bloccaggio causato da intasamenti della girante); un interruttore per lo sterilizzatore UV.


giovedì 27 novembre 2014

FILTRAZIONE NATURALE E TECNICA IN UN LAGHETTO prima parte


Se ben progettato e allestito nel modo più appropriato, un laghetto ornamentale crea in un giardino un'atmosfera incantevole, l'area prescelta si animerà con forme di vita vegetali e animali molto particolari. 
Per creare un laghetto autosufficiente occorre rispettare alcuni parametri affinché l'acqua sia limpida, a volte la presenza di alghe soprattutto del gruppo Chlorophicaee in prossimità della superficie può alterare l'aspetto esteriore dello specchio d'acqua.



Le alghe vivono in superficie perché necessitano di luce per moltiplicarsi, appena il sole riscalda l'acqua esse si sviluppano e, in assenza di controllo, invadono lo specchio acquatico consumando la maggior parte dell'ossigeno disciolto in acqua.
La proliferazione eccessiva delle alghe provoca l'intorbidimento dell'acqua che assume una colorazione verdastra e limita la penetrazione della luce e impedisce la fotosintesi delle piante, questo fenomeno è chiamato eutrofizzazione.
La carenza di ossigeno è causa di squilibrio biologico nel laghetto fino alla morte dello zooplancton e delle piante acquatiche.

eutrofizzazione dell'acqua

La limpidezza dell'acqua in un laghetto è una delle maggiori esigenze dal punto di vista estetico, basta una popolazione ittica in esubero o il mancato equilibrio tra idrofite sommerse, natanti o galleggianti che l'acqua assuma una colorazione verdastra che compromette l'armonia del giardino acquatico.



In commercio esistono alghicidi che offrono soluzioni temporanee al problema dell'acqua verde, una volta terminato l'effetto del prodotto, se non si rimuoverà la causa dell'eccessiva quantità di alghe, esse torneranno ad invadere il laghetto più numerose di prima. 


Gli alghicidi risolvono il problema dell'acqua verde solo temporaneamente

Esistono modalità di filtrazione dell'acqua in un laghetto ornamentale di tipo naturale (biologica) e di tipo tecnico (meccanica).

Optare per una filtrazione biologica dell'acqua significa rispettare alcuni criteri semplicemente ad imitazione della natura.



Un modo per limitare l'eutrofizzazione dell'acqua è quello di ombreggiare il laghetto per circa la metà della superficie ed evitare che masse di materiale organico proveniente dall'esterno invadano l'acqua


Le ninfee sono grandi ombreggianti
  • La superficie dell'acqua esposta alla luce solare deve essere ricoperta per il 40% di piante acquatiche galleggianti radicate al fondo (come le ninfee) per evitare il surriscaldamento dell'acqua;
  • la totale superficie del laghetto deve contenere il 20% di piante acquatiche galleggianti che tramite l'apparato radicale espletano la filtrazione dell'acqua.
  • Il 40% del fondo del laghetto deve ospitare piante acquatiche sommerse, 
  • le rive invece devono essere tappezzate dal 30% di palustri.


Per favorire la limpidezza dell'acqua risulta molto utile la presenza di organismi filtranti come Gasteropodi e bivalvi, i pesci poi non devono sovraffollare il laghetto (2-3 per metro cubo d'acqua sono sufficienti).


Gasteropodi d'acqua dolce
L'uso di cascatelle o giochi d'acqua incrementa l'ossigenazione del giardino acquatico.

....CONTINUA....

giovedì 10 aprile 2014

APRILE: PULIZIE NEL LAGHETTO

Basta osservare i laghetti in Aprile per avere la conferma che la Primavera è arrivata.
Con il continuo innalzarsi della temperatura esterna ed il protrarsi delle ore di luce la vita acquatica è in fermento: piante e animali si sono risvegliati dal sonno invernale, quest'anno con un netto anticipo.
Aponogeton distachyos, Caltha palustris e Menyanthes trifoliata sono in piena fioritura già da alcuni giorni, incredibilmente anche le Ninfee mostrano i primi boccioli.
Il momento di rimettere a nuovo il laghetto è arrivato: pulizia, divisione delle piante più sviluppate, controllo della qualità dell'acqua, verifica dello stato di salute dei pesci, concimazione attenta delle piante adulte.

Prime ninfee di Aprile

Pulizia del laghetto.
Pulizie drastiche e aggressive non sono mai consigliabili, solo un grave e lungo abbandono dello specchio acquatico, problemi specifici dell'acqua o la presenza eccessiva di vegetazione possono rendere opportuna questa operazione.
Consiglio una pulizia primaverile leggera che non alteri l'equilibrio dell'ecosistema eliminando il fogliame accumulato nello scorso Autunno-Inverno con la rimozione della rete di protezione se non sussiste il pericolo di aironi, gatti o altri pescatori inopportuni.
Con un rastrello o un retino rimuovere dalla superficie dell'acqua il materiale in decomposizione e le alghe che si stanno già formando, sollevare i cestelli delle idrofite per controllarne lo stato di salute.
Meglio eliminare gli esemplari più deboli e suddividere quelli troppo vigorosi o infestanti, lo stesso vale per le perenni .

Menyanthes trifoliata

Divisione delle piante più sviluppate.
Ma come capire se è il momento di dividere le acquatiche?
Per quanto riguarda le marginali (ad esempio Alisma plantago, Acorus calamus, Butomus umbellatus, Caltha palustris, Iris laevigata,  Pontederia cordata, Typha, Zantedeschia aethiopica ecc.) in genere occorrono 2-3 anni prima che si renda necessaria una suddivisione che deve essere praticata quando la crescita deborda oltre lo spazio assegnato.
Le marginali traggono beneficio dalla suddivisione che si compie semplicemente separando tratti di cespo fornito di radici mediante un coltello previa disinfezione.
Le piantine ottenute potranno essere messe a dimora in piccoli contenitori mantenuti umidi o direttamente sui bordi fangosi del laghetto.

Aponogeton distachyos,apparato radicale

Le piante Elofite (palustri) necessitano di suddivisione quando il centro comincia a deperire, questo avviene non prima di 2 anni dall'ultima scissione.
la modalità è la stessa delle piante marginali.

La moltiplicazione delle Ninfee avviene ogni 3-4 anni, il sintomo rivelatore è la diminuzione della fioritura e dell'ampiezza fogliare (procedimento).

Azolla che necessita di sfoltimento

Le acquatiche galleggianti flottanti richiedono uno sfoltimento anche più volte l'anno, lo specchio acquatico non deve mai essere totalmente ricoperto da piante che impedirebbero l'ingresso della luce in profondità.
Un piccolo retino sarà sufficiente per la raccolta di flottanti in esubero che si potranno utilizzare per il compostaggio.


Quando il pane radicale è troppo sviluppato rispetto al cestello, consiglio la divisione delle acquatiche profonde (ad esempio Calla palustris, Aponogeton distachyos, Orontium aquaticum, Hottonia palustris ecc.) che si moltiplicano semplicemente estraendo talee che poi si getteranno in acqua dopo averle zavorrate con fascette di piombo .
Le piantine depositate sul fondale radicheranno spontaneamente.
Se si desidera interrarle basta sistemarle in un quadrato di tela di canapa appesantito da una pietra e colmo di terriccio, sarà sufficiente legare il sacchetto intorno al colletto della pianta e gettarlo in acqua.

Acqua verdastra

Controllo della qualità dell'acqua.
Nel caso in cui il laghetto sia diventato scuro e torbido o comunque inquinato dalla presenza di organismi morti, meglio considerare un ricambio parziale dell'acqua allo scopo di diluire accumuli di scorie.
Acqua nera dall'odore sgradevole indica una presenza eccessiva di materiale organico in decomposizione dato da residui vegetali e animali o mangime per pesci in eccesso.

Svuotare mediante una pompa ad immersione

Svuotare a mano o mediante una pompa a immersione un quarto dell'acqua, dragare delicatamente il fondo con un rastrello eliminandone una parte (lasciare qualche ammasso di foglie e ciocchi di legno per flora e fauna acquatica).
Lasciare sulle sponde del laghetto almeno per un giorno il materiale rimosso per permettere alla fauna selvatica il ritorno nell'acqua. 
Ripristinare lentamente il livello dell'acqua mediante tubo di gomma.

Kit per rilevazione del ph

Per la salute dello specchio acquatico sarebbe opportuno rilevare il ph dell'acqua, ovvero il livello di acidità o alcalinità utilizzando l'apposito kit disponibile in qualunque negozio fornito di accessori per l'acquariofilia (sulla confezione vengono riportate le semplici indicazioni per l'esecuzione del test).
Valori tra 6,5  8,5 sono ritenuti accettabili, al di sopra di questi valori l'alcalinità è eccessiva.
Il ph elevato può essere causato da infiltrazioni calcaree attraverso rocce o pavimentazioni limitrofe allo specchio acquatico oppure, in un laghetto in cemento di nuovo allestimento, la cattiva essiccazione del materiale di costruzione.
Un'alta alcalinità può essere segnalata dalla presenza di una patina vischiosa sulle piante ossigenanti, le acquatiche mostrano segni di carenza nutritiva e l'acqua può emanare un odore simile ad ammoniaca.

Patina su foglie di ninfea

Valori al di sotto di 6,5 indicano acidità dell'acqua causata da eccessivi accumuli di materiale organico, sgocciolio di acqua da conifere o torbiere vicine.
Osservate il guscio delle lumache: sottile, fragile e butterato è sintomo di acidità dell'acqua, lo stesso una bassa moltiplicazione delle ossigenanti.
Per raggiungere il ripristino del ph ottimale sono necessarie le pulizie primaverili del laghetto, il parziale ricambio dell'acqua e l'aggiunta di un agente riequilibrante del ph.

Lieve patina oleosa

La presenza di una patina oleosa sulla superficie acquatica non deve preoccupare, viene causata dal fogliame delle acquatiche sommerse in decomposizione e si elimina facilmente passando carta di giornale o iuta sul pelo dell'acqua.

Una velatura verdastra all'inizio della Primavera può intorbidire l'acqua del laghetto segno che la temperatura si sta innalzando e che è iniziata la produzione di microalghe verdi che consumeranno ossigeno e sostanze nutritive.
Tutto ciò fa parte del normale ciclo primaverile, le alghe assorbono i minerali in eccesso e rappresentano un  beneficio per l'equilibrio del laghetto.
Se l'acqua verde dovesse persistere fino all'inizio dell'Estate allora si dovrà intervenire.


Verifica dello stato di salute dei pesci.
Dopo aver trascorso un Inverno utilizzando i grassi accumulati, i pesci hanno già iniziato ad aggirarsi in superficie: è giunto il momento di ricominciare ad alimentarli con cibo granulare ogni due giorni, una quantità che deve essere eliminata in qualche minuto.
Dopo il risveglio primaverile i pesci sono molto vulnerabili alle malattie, meglio tenerli sotto controllo per allontanare gli esemplari in difficoltà dal resto del gruppo.
Pinne rossastre e morti improvvise possono essere causati dal ph basso (acidità dell'acqua), malattie funginee e problemi alle branchie potrebbero essere dovuti ad un ph elevato (alcalinità).
Con l'aumento della vivacità dei pesci anche le razioni di cibo devono essere più ricche, ampliare l'apporto proteico con l'aggiunta di carne finemente triturata o lombrichi sminuzzati.
Una cura "ricostituente" porterà i pesci ad una forma ottimale in tempo per la riproduzione.

Capsule di fertilizzante per acquatiche

Concimazione delle piante acquatiche.
Come tutti i vegetali anche le idrofite adulte necessitano di un'attenta fertilizzazione, la difficoltà sta nel non disperdere il fertilizzante nell'acqua.
L'eccessiva dispersione di concime nel laghetto potrebbe favorire la proliferazione delle alghe, meglio non distribuire i granuli di fertilizzante sulla superficie dei vasi ma collocare accanto ai rizomi specifiche capsule di granuli per acquatiche da inserire in profondità.
Ninfee e Pontederia cordata apprezzano molto la concimazione annuale, anche le marginali e le palustri traggono giovamento da un'attenta fertilizzazione, se possibile con prodotti naturali a base di alghe.

Gasteropode d'acqua dolce in attività

Anche se in Primavera la cura del giardino e del laghetto richiedono tempo e lavoro, è bello prendersi qualche momento per osservare la flora e la fauna indaffarati come lo siamo noi: numerosi uccelli si spingeranno sulle sponde del laghetto alla ricerca di materiale per la costruzione dei nidi, le uova di rana o addirittura qualche girino sono già apparsi, le larve di libellula si stanno faticosamente arrampicando sugli steli delle elofite....

giovedì 9 gennaio 2014

LAGHETTI A GENNAIO

A Gennaio ci si aspetta che lo specchio d'acqua appaia spoglio e privo di vita.
Le foglie lussureggianti delle ninfee e delle marginali sono scomparse, le galleggianti non ricoprono più la superficie del laghetto.
Piante e animali non occupano lo spazio tra aria e acqua, che se fosse esposto alle basse temperature, provocherebbe loro danni irrimediabili.


Se osservando il laghetto non riuscirete ad avvistare alcun pesce non sorprendetevi: tutti i membri della comunità acquatica continuano la loro vita nella parte più profonda del laghetto, zona in cui l'acqua non subirà congelamento.

A metà inverno il laghetto colpito dai raggi bassi del sole ha un aspetto surreale: i carici sembrano ricami gelati, le gocce d'acqua brillano sulle graminacee ricoperte di brina, fantastici motivi di ghiaccio appaiono come fantasmi nella notte.


Ma non in questo inizio di nuovo anno, i primi giorni del 2014 hanno portato temperature autunnali che non scendono mai sotto lo zero, sugli Appennini la neve si è trasformata in acqua, il tepore dal sapore primaverile ha risvegliato le gemme dormienti.


Anche i pesci del laghetto appaiono confusi, il periodo troppo mite per la stagione ha risvegliato la loro attività, è facile vederli nuotare in superficie in cerca di cibo.
La tentazione di alimentarli è forte, si teme sempre possano soffrire la fame,
ma ora non è il momento di distribuire cibo che potrebbe riattivare il loro metabolismo, le basse temperature che l'inverno sicuramente porterà, danneggerebbero la salute dei pesci risvegliati.

In genere le riserve di cibo sono sufficienti per la durata di tutta la stagione fredda, se però la temperatura dell'acqua rimane per un po' al di sopra dei 10° meglio somministrare piccole quantità di cibo che deve scomparire in 5 minuti.
Il metabolismo dei pesci rallenta a tal punto che essi possono trascorrere lunghi periodi senza cibo in stato di torpore al di sotto dello strato di ghiaccio.


Il congelamento prolungato della superficie del laghetto impedisce la dispersione dei gas nocivi prodotti dal fondo organico depositato, l'eventuale caduta di neve sullo strato di ghiaccio ostacola il passaggio della luce necessaria per le acquatiche sommerse che generano ossigeno.
La carente produzione di ossigeno potrebbe nuocere ai pesci, soprattutto in laghetti poco profondi (con profondità di 60 cm rimarranno sempre zone in cui la temperatura dell'acqua non scenderà al di sotto di 4° C.).

In periodi di freddo prolungato, indipendentemente dalle dimensioni dello specchio d'acqua, è opportuno creare un'area libera dal ghiaccio sulla superficie del laghetto per una migliore ossigenazione.


Il ghiaccio non dovrà essere rotto percuotendolo, (l'onda d'urto danneggia seriamente i pesci) e nemmeno versando acqua bollente direttamente sul ghiaccio: i pesci morirebbero per gli estremi sbalzi di temperatura.
Una soluzione è appoggiare una pentola da reggere tramite un manico, piena di acqua calda che formerà un foro da cui entrerà aria e attraverso il quale si potrà prelevare acqua per diminuire l'aumento di volume causato dal ghiaccio.
In commercio esistono appositi riscaldatori con galleggiante che favoriscono la fusione della superficie ghiacciata.

Salvinia natans a Gennaio

In caso di gelate ricorrenti controllare il livello dell'acqua: eventuali cali potrebbero essere spia di rotture nella vasca di cemento o plastica.
Per ovviare all'aumento della pressione sulle pareti si può appoggiare sulla superficie del laghetto una palla di gomma o un pannello di legno che assorbono la gran parte della pressione dell'acqua gelata.
Saranno delle vere e proprie "valvole di sfogo".


Continuare la pulizia dello specchio d'acqua da materiali portati dal vento, le componenti organiche che stazionano sul fondo aumentano il problema dei gas nocivi prodotti dalla decomposizione.

Il mese di Gennaio regala il tempo di scegliere nuove piante acquatiche per la piantagione primaverile o per pensare ad un nuovo laghetto.
Per chi si avventura per la prima volta nel mondo dei giardini d'acqua, consiglio di scegliere poche e semplici piante di facile coltivazione.
Ogni giardino ha bisogno di tempo per la sua crescita ed evoluzione, anche quello acquatico, che una volta raggiunto e consolidato l'equilibrio biologico permetterà di avventurarsi nel mondo vastissimo e rigoglioso delle piante acquatiche, anche le meno note o più rare.