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martedì 21 febbraio 2017

GELSEMIUM SEMPERVIRENS: UN PROFUMO CHE "PARALIZZA"

Non è semplice definire con un aggettivo l'aroma che i fiori di Gelsemium sempervirens sprigionano: per alcuni è inebriante, prepotente, sensuale, per altri è addirittura narcotizzante....

Sta di fatto che nel momento in cui l'Inverno lascia il posto alla Primavera il profumo delle deliziose fioriture di Gelsemium sempervirens riempie l'aria preannunciando l'esplosione della nuova stagione primaverile.


Nonostante l'appellativo "Gelsemium" l'arbusto non appartiene alla famiglia del Gelsomino (Oleaceae) ma al gruppo dei "falsi gelsomini" come ad esempio Trachelospermum jasminoides, il nome del genere infatti deriva dalla forma imbutiforme del fiore simile a quella dei gelsomini ed al portamento analogo.


Gelsemium sempervirens, chiamato anche "Gelsomino della Carolina" (di cui è il fiore ufficiale) è una Loganiacea, un rampicante poco noto in Italia che allo stato naturale vive ai margini di paludi e zone boschive dell'America sudorientale in cui è molto popolare e coltivato per la sua bellezza e rusticità.


Tutte le parti di questa pianta (rizoma e radice lo sono in particolar modo) se ingerite sono altamente tossiche per la presenza di alcaloidi indolici simili alla stricnina come sempervirina, gelsemina e gelsemicina.
Per evitare allarmismo vorrei ricordare che numerose piante che ospitiamo nei nostri giardini e all'interno delle abitazioni sono potenzialmente tossiche!

Gelsemium sempervirens è molto conosciuto e utilizzato a livello omeopatico per le sue proprietà equilibranti a carico del sistema nervoso, efficace in caso di paura o eccitazione eccessiva.
Da sottolineare anche l'effetto antiinfiammatorio nella malattie da raffreddamento e antidolorifico in caso di dolori muscolari e nevralgie.



Gelsomino giallo della Carolina è un arbusto rampicante perenne sempreverde (sempervirens) a crescita rapida, nelle zone autoctone a clima mite raggiunge in poco tempo fino a 5 metri di lunghezza arrotolandosi in senso antiorario su qualunque supporto verticale: pali e fili della luce, tronchi d'albero tra i cui rami sale e scende saltando da un ramo all'altro come una splendida cascata dorata.

Il rizoma è rigido e nodulare e corre per metri orizzontalmente al di sotto del terreno, i fusti sono vitigni sottili e contorti e in Estate assumono consistenza lignea.
Le foglie lanceolate sono opposte, il colore è un brillante verde chiaro che a volte in Autunno assume una sfumatura violacea.


I fiori a 5 petali imbutiformi e profumatissimi crescono in gruppi di 2-5 elementi ed appaiono sui rami nuovi dall'inizio della Primavera fino al tardo Autunno.
La gradazione giallo dorato dei boccioli illumina il giardino, il colore intenso si accende ulteriormente al dischiudersi del fiore con una sfumatura centrale arancio .
La prepotente fragranza è quasi insopportabile.

I frutti sono simili a quelli dell'oleandro e contengono numerosi semi alati che si spargono nell'ara grazie al vento.

Gelsemium sempervirens predilige terreni umidi ma ben drenati collocati in pieno sole e in zone riparate dal vento.
Anche la mezz'ombra è ben tollerata.
Il suolo deve essere moderatamente ricco di humus, la pianta sopporta bene il freddo e può essere coltivata in piena terra anche in zone in cui la temperatura scende fino a -15°C.


La fine di Febbraio è il momento giusto per creare un nuovo impianto di Gelsemium sempervirens. Coltivare Gelsomino giallo della Carolina allo stesso modo di un falso gelsomino: lievi potature dei vitigni dopo la fioritura primaverile per favorire nuovi getti, irrigazioni costanti, fertilizzazioni dalla ripresa vegetativa per tutto il periodo di fioritura.

Gelsemium sempervirens si arrampica su graticci, pergolati, muri, steccati, cancelli e tetti; i lunghi vitigni scalano i rami degli alberi ancora spogli  e spiccano su di essi con le fioriture brillanti.
Ottimo anche come copertura del terreno su cui corre e si estende velocemente.

venerdì 25 settembre 2015

ARAUJIA SERICOFERA, LA PIANTA CRUDELE

Mi emozionano sempre i nuovi incontri, specialmente se di tipo vegetale.



Araujia sericofera o sericifera mi ha colpito per gli insoliti frutti, il profumo dei fiori e per il comportamento inusuale.
Le rampicanti non troppo comuni poi mi attraggono particolarmente, nella progettazione di un giardino sono sempre alla ricerca di un esemplare non troppo conosciuto capace di uscire dai soliti schemi.


Araujia sericofera è un vitigno sempreverde dai fusti volubili, con una bella fioritura estiva molto profumata che si tramuta in frutti carnosi dalla presenza invadente, grandi baccelli che si impongono tra il verde fogliame.

Araujia sericofera, un'Apocynacea che proviene dal Sud America, deve il nome del genere al botanico dilettante, Antonio de Araujo e Azevedo, che nel suo giardino botanico privato in Brasile, ha compiuto numerosi esperimenti di acclimatazione di specie botaniche sud americane.



Sericofera invece si riferisce ai peli setosi che avvolgono i semi contenuti all'interno del frutto, per questo Araujia è anche detta "Pianta della seta".

Una particolarità di questo vitigno rampicante è la capacità di attrarre falene e insetti impollinatori mediante il profumo intenso e dolciastro dei fiori i quali, quando alla sera si chiudono, intrappolano nel nettare vischioso le zampe dei malcapitati.
Fino al mattino successivo, quando i raggi solari riscalderanno il fiore e ne permetteranno la schiusa e renderanno il nettare più fluido, gli insetti dovranno rimanere all'interno del fiore-prigione.
Questo modo di assicurarsi l'impollinazione e la fecondazione ha dato ad Araujia sericofera il nome di "Pianta crudele".


Araujia sericofera è una robusta pianta rampicante che ama climi miti, è in grado di arrampicarsi e strisciare per diversi metri in modo quasi invasivo.
E' dotata di teneri vitigni che se spezzati emettono un fluido lattiginoso maleodorante e di foglie sempreverdi carnose più chiare nella pagine inferiore.

Per tutta l'Estate compaiono racemi carichi di fiori profumati bianchi e rosa a forma di imbuto forniti di petali terminali piatti capaci di intrappolare gli insetti entomofili fino all'alba.
Al termine della stagione calda, ai fiori seguono frutti rigonfi verdi simili a pere che in Autunno assumono un colore bronzato e si aprono per emettere i semi che, grazie alle fibre setose, si disperdono nel vento.


Araujia sericofera predilige terreni morbidi e ricchi, ben drenati ed esposti alla luce con almeno qualche ora di sole diretto.
La potatura è necessaria solo per contenere una crescita troppo esuberante, la concimazione deve essere effettuata in Primavera ogni 20 giorni con fertilizzante liquido.

Nelle zone soggette ad Inverni rigidi meglio coltivare Araujia sericofera in vaso per consentire il ricovero in serra fredda.
La pianta è un ottimo nutrimento per i bruchi della Farfalla monarca, una fonte di cibo che la rende adatta ad un Butterfly garden.

mercoledì 13 maggio 2015

E SE IL GLICINE NON FIORISCE?

I Glicini sono rampicanti da fiore piuttosto rustici anche se, per ottenere copiose fioriture occorre un minimo di cure.
Posizioni non sufficientemente assolate ed errate potature precludono la meravigliosa fioritura.


Può ugualmente capitare che la pianta sia stata sottoposta a tutte le cure di cui necessita, lo sviluppo sia imponente e l'esposizione soleggiata per buona parte della giornata ma la fioritura risulti stentata o totalmente assente.

Uno degli inconvenienti più frequenti (a me è capitato in 2 esemplari su 3!) è la mancata fioritura.
Queste piante non fiorifere sono state ottenute da seme e non da talea, la loro fase giovanile risulterà prolungata, si parla di 15 anni e oltre!
In questo lungo periodo il Glicine non fiorirà ma svilupperà solo gemme a legno.

Al momento dell'acquisto occorre assicurarsi che la pianta sia stata moltiplicata per talea o tramite innesto, pratiche che solo un vivaista specializzato è in grado di compiere.

La moltiplicazione per talea, nel caso di Wisteria sinensis, o per innesto (valido per tutte le altre varietà) garantisce una fioritura in età giovanile, anche dopo soli 2-4 anni dalla moltiplicazione.


Dopo aver acquistato un esemplare sano di almeno 2-3 anni di vita ed ottenuto da talea o innesto, seguire comunque alcuni consigli per favorire e migliorare la fioritura.
Il periodo migliore per la messa a dimora è l'Autunno, in zone molto fredde meglio posticipare a fine Inverno (da Febbraio a metà Marzo), in una posizione esposta a Sud o Sud-Ovest in una buca di dimensioni doppie rispetto al panetto di terra della pianta.
Il terreno deve essere soffice e fertile, mantenuto umido e fresco nei mesi successivi l'impianto, soprattutto nei giorni più caldi.

Per i primi anni concimare ad inizio e a fine Primavera con un fertilizzante che contenga in parti uguali azoto, fosforo e potassio poi sospendere le concimazioni azotate per favorire quelle a base di fosforo per incrementare la formazione e lo sviluppo di gemme fiorifere.

Le irrigazioni sono importanti nei primi 2-3 anni dalla messa a dimora per favorire lo sviluppo di un apparato radicale profondo ed esteso.
Negli esemplari adulti le irrigazioni sono necessarie solo in caso di siccità eccezionale.

La potatura è l'operazione colturale più importante per i glicini, non solo per contenere la crescita esuberante e per garantire una forma aggraziata ed ordinata, ma per assicurare anno dopo anno un'abbondante fioritura.


Nei mesi di Luglio-Agosto si pratica la potatura verde che, oltre a controllare la forma della pianta, favorisce la maturazione delle gemme a fiore.
Dopo aver individuato i rami principali, si procede accorciando quelli secondari a circa 20 cm di lunghezza (i rami secondari porteranno i fiori nella Primavera successiva).
Eliminare inoltre tutti i polloni (rami al di sotto del colletto) che spuntano ai piedi della pianta che in genere non danno fiori e sottraggono vigore alla pianta.

In Inverno (Gennaio-Febbraio) si esegue la potatura secca accorciando tutti i rami di un anno e lasciando 4-6 gemme, alla ripresa vegetativa verranno alimentati da tutta la forza della pianta.
Si otterrà una fioritura piena e compatta con grandi e profumati grappoli di fiori.

Tronco ultracententenario

I rami portanti e quelli che si desidera far allungare, non devono essere toccati.
Questo tipo di potatura lascia scoperto il tronco principale del glicine, particolare per l'aspetto decorativo contorto e scultoreo.

sabato 25 aprile 2015

GLICINE, PERICOLOSA BELLEZZA

Le giornate tiepide di Aprile sono sature della prepotente fragranza dei Glicini, le loro masse fiorite come acquerelli dipingono le facciate delle case, si arrampicano su cancelli e tettoie, si insinuano nei pertugi, i lunghi grappoli ondeggiano nella brezza primaverile spargendo ovunque il loro aroma.

La discrezione e la timidezza non appartengono a Wisteria, un rampicante dalla bellezza invadente e sfacciata.
Non lasciategli spazio: la sua arroganza senza limiti invaderà totalmente il vostro giardino, la corsa veloce dei vitigni trascinerà ogni ostacolo sul cammino di Wisteria, il Glicine.


Il Glicine è un meraviglioso rampicante dall'elegante fioritura imponente e scultorea, il più diffuso e amato tra i rampicanti utilizzati nei giardini di tutto il mondo.
Il suo aspetto romantico ha affascinato fin dall'800 periodo in cui veniva impiegato per creare angoli intimi e riservati o per arricchire elementi architettonici come colonne o copie di antiche rovine.

Pergole, chioschi, muri, cancellate, tettoie, porticati o apposite strutture dalla forma elegante e regolare o rustica ed asimmetrica sono idonei ad accogliere Wisteria, purché robusti e duraturi, in grado di supportare per diversi anni il peso considerevole di foglie e fusti.



Il Glicine è una pianta rustica a foglia caduca dall'inebriante e pittoresca fioritura le cui specie maggiormente coltivate sono Wisteria sinensis (o chinensis) originaria della Cina e Wisteria floribunda di provenienza giapponese, da essi derivano diverse belle e colorate varietà.

Il senso di rotazione dei rami a cui si sostiene il Glicine si differenzia nelle due specie: antiorario per le specie originarie dell'emisfero Nord e orario per quelle dell'emisfero Sud, fenomeno che dipende dal magnetismo dovuto alla rotazione terrestre.
Allora perché Wisteria floribunda, originaria del Giappone (e quindi dell'emisfero Nord) si avvolge in senso orario?

Il Giappone, in origine, era collocato nell'emisfero Sud e, in seguito alla deriva dei continenti ha cominciato a spingersi lentamente verso Nord, sino a posizionarsi al di sopra della linea dell'Equatore.
Il lento e graduale passaggio tra le varie zone climatiche ha permesso alle piante di adattarsi ai vari climi pur mantenendo intatte le loro caratteristiche genetiche, proprio come Wisteria floribunda che continua a comportarsi come un rampicante dell'emisfero Sud, suo luogo di origine.



Il Glicine cinese è una pianta longeva dall'apparato radicale molto robusto che si espande con facilità, rustica e vigorosa.
Può arrivare a superare il secolo di vita e raggiungere dimensioni imponenti, potendo nel tempo si spinge a 20 metri di altezza e 50 di larghezza.


Glicine centenario che ho fotografato sui colli di Firenze,
le dimensioni del tronco sono notevoli!

Quando nel XII° secolo Marco Polo lo poté ammirare per la prima volta in Cina, ne fu così stregato che ne portò i semi in Italia, ma è nell'800 che scoppiò una vero culto per questo vitigno e i collezionisti ne importarono i semi dalla Cina, dal Giappone e dagli Stati Uniti.



Wisteria sinensis ha tralci legnosi e foglie caduche costituite da 7-13 foglioline ovato-lanceolate lunghe dai 4 agli 8 cm.
All'inizio della Primavera, prima dell'emissione dell'apparato fogliare, compare una spettacolare fioritura che occasionalmente si ripresenta in Estate (in forma meno intensa) costituita da vistosi grappoli penduli di fiori lilla-malva lunghi 20-30 cm.


I lunghi baccelli contengono i semi

Al termine dell'Estate si formano lunghi baccelli simili a fagioli (il Glicine è una leguminosa) che contengono da 5 a 10 semi.
I baccelli dapprima verdi assumono un colorito bruno e per il loro aspetto caratteristico sono un ulteriore aggiunta decorativa al giardino.

Le selezioni e gli ibridi legati a questa specie sono numerosi.
W. sinensis Prolific è tra le più apprezzate per l'abbondante e profumatissima fioritura blu-lilla dai grappoli pieni e numerosi.
E' una delle prime selezioni a fiorire, in Giugno-Luglio manifesta un'ottima rifiorenza estiva.
Necessita di sostegni molto robusti per lo sviluppo imponente che riesce a raggiungere, adatto a pergole, ringhiere, colonne o pilastri e spalliere.
Adatto a grandi spazi.


Wisteria sinensis alba

W. sinensis alba è meno vigorosa della specie botanica di origine, la fioritura bianco-crema a volte lievemente rosata compare in Aprile con lieve rifiorenza estiva. Sono necessari robusti sostegni in muratura e notevoli spazi.
Idoneo per allevamento su pergole, spalliere, colonne.
I fiori profumatissimi sono molto visitati dagli insetti.

W. sinensis Amethist prende il nome dai bellissimi grappoli di colore viola ametista, pieni, lunghi, molto profumati e precoci nella fioritura con una seconda replica estiva. Molto particolare è la sfumatura color bronzo assunta  dalle giovani foglie. Si può allevare in qualunque modo, affascinante anche ad albero o cespuglio. 
Necessita di robusti sostegni e grandi spazi.


Wisteria floribunda

Il Glicine giapponese (Wisteria floribunda), in Giappone chiamato semplicemente Fuji, rispetto a quello cinese è di dimensioni più contenute.
Le foglie sono costituite da 13-19 foglioline ovato-lanceolate che cadono precocemente in Autunno.
L'epoca di fioritura è più tardiva rispetto alla specie cinese e le infiorescenze compaiono contemporaneamente alle giovani foglie.
I grappoli sono molto lunghi (in media 40-50 cm, alcune cultivar raggiungono 120 cm!) e più radi rispetto al Glicine cinese.
I singoli fiori dal violetto, blu-malva si aprono dal basso verso la sommità del grappolo allungando così il periodo di fioritura.



Questa specie botanica è più resistente al freddo e quindi adatta ai giardini di montagna, la fioritura tardiva scongiura il rischio di gelate primaverili.
Wisteria floribunda, rispetto al cugino cinese, ha un periodo giovanile più lungo pertanto la fioritura compare solo dopo 2-4 anni.


Nel gruppo dei glicini giapponesi una tra le varietà più belle per l'eccezionale lunghezza dei grappoli è W. floribunda Macrobotrys o longissima.
I fiori compaiono intorno ad Aprile-Maggio e sono di colore blu-violetto chiaro scarsamente profumati senza rifiorenza estiva.
Di notevole sviluppo, viene consigliato in tutte quelle situazioni in cui si evidenzia la dimensione del grappolo (pergola, albero ecc.).

Una varietà molto elegante dalla fioritura tardiva è W. floribunda rosea con grappoli lunghi e poco profumati dai fiori rosa e crema al centro.
Per lo sviluppo contenuto questa varietà è adatta anche alla coltivazione in grossi vasi da collocare sotto pergole.


Black Dragon
W. floribunda Black Dragon è una varietà molto interessante per i fiori doppi profumati dal viola molto scuro talora sfumato di porpora. I grappoli appaiono fitti nella parte superiore e più radi in quella inferiore, la fioritura è tardiva.
Allevare utilizzando robusti supporti in tutti le forme.

Wisteria brachybotrys o "Glicine di seta" prende il nome dalla caratteristica più evidente (brachybotrys significa "a fiore corto") cioè il grappolo tozzo.
A questo gruppo appartengono glicini di origine giapponese, dallo sviluppo contenuto e dai tralci meno robusti. 
I singoli fiori sono molto grandi, la spettacolare fioritura precoce e generosa.


Shiro Kapitan Fuji 

Le colorazioni delle singole varietà sono: bianco puro, che coincide con la cultivar W.brachybotrys "Shiro Kapitan Fuji (già conosciuta nel secolo scorso come W.venusta) adatta per le piccole dimensioni a coltivazioni in vasi e su ringhiere; rosa pastello nella recente varietà "Showa Beni"; viola carico quasi blu dall'affascinante fioritura soprattutto nella fase iniziale è la varietà "Iko Yama Fuji" il cui colore dei fiori tende a schiarire dopo l'apertura.

Una recente varietà dalle interessanti caratteristiche è W.brachybotrys "Red Dragon" dai fiori blu-lavanda con le giovani foglie colorate di un bel giallo dorato emesse contemporaneamente ai fiori con cui creano un interessante contrasto di colore.
Le foglie adulte virano poi verso la normale tonalità verde.



COLTIVAZIONE DEL GLICINE

I fattori più importanti nella coltivazione di un Glicine sono una posizione assolata, spaziosa e un supporto robusto.
Anche se questo rampicante si adatta a qualsiasi tipo di terreno è preferibile utilizzare un terriccio lievemente alcalino (non calcareo), ben drenato e ricco di nutrienti.
Una volta attecchita, la pianta non necessita di cure esigenti, è rustica e non teme il gelo.



Per il vigoroso sviluppo anche dell'apparato radicale, evitare posizioni troppo a ridosso di pavimentazioni o muretti che potrebbero essere danneggiate dalla crescita esuberante di Wisteria.
Creare supporti molto robusti per il sostegno dei vitigni che in pochi anni si trasformano in fusti legnosi dal diametro considerevole, evitare reti, sbarre o cancellate che potrebbero essere "travolti", inglobati o danneggiati dalla crescita della pianta.

Per ottenere forme compatte e raccolte le annaffiature devono essere moderate con un incremento durante il periodo di fioritura (il Glicine resiste bene alla siccità).



Il requisito di maggior rilevanza per la cura di Wisteria è la corretta potatura.
Una regolare potatura mantiene la crescita e le dimensioni della pianta sotto controllo e migliora la fioritura.
Sembra tutto abbastanza complicato ma basta munirsi di un robusto paio di cesoie e seguire alcune istruzioni.
Se lo spazio lo consente, la crescita del Glicine può essere lasciata senza controllo, una potatura due volte all'anno, una estiva ed una a fine Inverno, ne arricchisce la fioritura.

La potatura estiva si effettua a Luglio-Agosto, si dovranno rimuovere i germogli verdi cresciuti nell'anno in corso per circa 5-6 foglie dopo la fioritura.
Questa potatura permetterà una miglior circolazione dell'aria all'interno della pianta, una maggior penetrazione della luce solare che incoraggerà la maturazione del legno e la formazione di gemme di fioritura.
Un contenimento della parte vegetativa si tradurrà in maggiori possibilità di abbondante fioritura.

Una seconda potatura dovrà essere eseguita in Gennaio-Febbraio quando la pianta è ancora dormiente, tagliando la crescita a due o tre gemme dalla struttura preesistente di tutti i rami giovani che hanno fiorito (sono gli stessi rami già ridimensionati durante l'Estate).



In un Glicine di vecchio impianto le potature saranno più severe e tenderanno a rimuovere i rami vecchi o che crescono in posizioni indesiderate tagliando appena al di sopra di un ramo giovane forte o, se necessario, a livello del suolo.

Durante i primi anni di vita, il Glicine dovrà essere sottoposto a potature che mirano a formare lo scheletro della pianta a seconda delle proprie aspettative o esigenze.



In un Glicine che vive in vaso saranno necessari più interventi di taglio del verde a scopo contenitivo e si dovrà intervenite anche a livello radicale in occasione dei rinvasi.


MODI DI CRESCITA DI WISTERIA

Pareti. Il modo ideale per far crescere il Glicine su di una parete è quello di creare una spalliera realizzata ad esempio con robusti travi di acciaio fissati con grappe di ferro.
Si può creare una struttura architettonica elegante in stile con l'abitazione in grado di valorizzare pareti nude anche di grandi dimensioni.



Pergole e archi. I glicini dai lunghi racemi floreali si possono maggiormente ammirare su strutture su cui si appenderanno liberamente.
E' il modo più classico per far crescere un glicine, la struttura metallica o in legno dovrà sostenere il peso dei rami.
Le forme potranno essere diverse a seconda del proprio gusto.



Albero. La forma è inusuale e molto bella. Allevare un ramo principale dritto legato ad un tutore sino all'altezza voluta per formare il tronco. Con il tempo i rami si salderanno insieme e formeranno il tronco, il tutore verrà incorporato e darà solidità al tronco. La chioma si aprirà per 3-4 metri.
Con le potature ripulire sempre il tronco e arrotondare la chioma.

Colonna.  Wisteria può essere coltivato allo scopo di ricoprire un palo anche molto alto, il diametro deve essere inferiore a 20 cm affinché i vitigni riescano ad avvolgerlo.

Cespuglio. In assenza di sostegno, un esemplare isolato di Glicine si comporterà come un cespuglio al quale si donerà la forma desiderata tramite potatura.
Non affiancare Wisteria ad altri arbusti per evitare che i rami vi si attorciglino ed arrampichino.

Ringhiere e muri. Per far crescere un Glicine sulla ringhiera di un terrazzo o sulla
sommità di un muro di cinta, allevare un tronco unico e farlo crescere per l'altezza desiderata.
Legarlo mediante sostegni senza farlo avvolgere alle ringhiere.



Su altri alberi. Si può collocare un Glicine accanto ad un grande albero, il tronco fungerà da tutore e la chioma verrà avvolta completamente.
In genere la pianta ospite non soffre eccessivamente, sarà valorizzata dalla fioritura che si intersecherà con quella della pianta-tutore.

martedì 24 marzo 2015

HANDERBERGIA VIOLACEA, ARRAMPICARSI CON ELEGANZA

Nella fase di passaggio tra l'Inverno e la Primavera, quando ancora la temperatura oscilla sensibilmente tra le ore centrali del giorno e quelle serali, Handerbergia mostra il meglio di sé.


La sua presenza è ideale per coprire pergolati, muri o qualunque struttura esposta ad almeno qualche ora di sole su cui possa arrampicarsi agevolmente tramite i volubili viticci.
E' una perfetta scalatrice: si arrotola su colonnati e graticci a cui si aggrappa flessuosamente come una liana, probabilmente per questo nel luogo di origine, l'Australia, è chiamata "Falsa Salsapariglia" (Salsapariglia è il nome volgare di "Smilax aspera")


Dal mese di Febbraio, sino al termine della Primavera, Handerbergia si ricopre di racemi pendenti colmi di piccoli fiori simili a quelli del pisello con tonalità che vanno dal rosa al viola, più raramente bianco.


Handerbergia è un arbusto rampicante sempreverde delle Fabaceae di origine australiana dal fogliame ovato coriaceo verde brillante.
Le belle e lucide foglie permanenti sono lunghe 7-12 centimetri, strette, alternate e ricche di evidenti nervature molto simili a quelle dell'Eucalipto.

I fiori sono piccoli ma appariscenti e dotati di singolare bellezza, simili a piccole farfalle si raggruppano in grappoli ascellari che comprendono fino a 20-30 fiori costituiti da 4 petali e lasciano il posto a baccelli bruni che contengono i semi.


Handerbergia è una pianta rampicante non molto conosciuta e immeritatamente sottovalutata, spesso soppiantata da rampicanti più comuni come il Glicine (Wisteria sinensis) dalla fioritura simile.

Questo vitigno australiano trova il suo ambiente perfetto in un clima mediterraneo dove la crescita è vigorosa e rapida fino a superare i 3 metri di altezza.
In climi in cui gli inverni sono rigidi, meglio riparare Handerbergia dal freddo soprattutto nei primi anni, coltivandola in un capiente vaso.
La pianta è comunque rustica e di facile coltivazione, resiste alle basse temperature ma non alle gelate intense (-5°C.).


Handerbergia per l'effetto scenico della fioritura invernale, il portamento e l'elegante fogliame meriterebbe una maggior considerazione.
Consiglio di crescerla in un luogo luminoso ma non eccessivamente soleggiato (perfetta la mezz'ombra) e riparato dalle correnti fredde.

Utilizzare un terreno sciolto, leggermente acido o neutro e ben drenato da fertilizzare con concime a lenta cessione ogni 3-4 mesi o con concime organico in Primavera e Autunno.


La pianta sopporta bene periodi di siccità quindi non richiede irrigazioni eccessive che devono essere intensificate durante la fioritura evitando il ristagno idrico.

Handerbergia non necessita di drastiche potature tranne la rimozione delle parti secche o danneggiate, una potatura bassa potrebbe rendersi necessaria nel caso in cui il rampicante dovesse spogliarsi troppo nella parte più bassa.
I tagli devono sempre essere effettuati al termine della fioritura.


La moltiplicazione avviene per talea o seme.


In commercio sono presenti diverse cultivar: Handerbergia Candy wrapper (rosa), Handerbergia Free'n Easy (bianca) e H.Comptoniana o violacea.



giovedì 19 febbraio 2015

CLEMATIS ARMANDII, PRELUDIO DI PRIMAVERA

Tra le clematidi sempreverdi a fioritura precoce, Clematis Armandii è quella che prediligo.
Lascio che questo vigoroso vitigno si arrampichi sulla facciata di casa, si insinui attraverso la vetrata socchiusa, bussi alla finestra del primo piano con delicatezza per continuare il suo viaggio sul tetto dell'annesso.


Tanta energia e rusticità non devono essere scambiati per disordine o invadenza: Clematis Armandii è una pianta dall'aspetto delicato ed elegante, dall'accrescimento armonioso molto decorativo.

La sua deliziosa e precoce fioritura è un annuncio di Primavera, le candide ed eteree stelle compaiono già alla fine dell'Inverno e si mescolano piacevolmente tra cespugli e alberi su cui Clematis Armandi striscia e si avvinghia con vigore per mezzo di steli morbidi.



L'aspetto decorativo non scompare durante tutto l'anno, le belle foglie coriacee lanceolate verde scuro aggiungono classe ad un'eleganza naturale sempre presente, anche nei periodi in cui le altre Clematis sembrano esili rami secchi.

Clematis Armandii è uno spettacolare vitigno che arriva dalla Cina che si è ben adattato al clima continentale in cui è in grado di resistere a basse temperature (-10° C., -15°C.) ma non eccessivamente rigide e a periodi di siccità.

Le belle foglie allungate sono raggruppate in tre lobi con una evidente nervatura, in Inverno molto rigidi possono assumere una colorazione bronzata.



Da Marzo la pianta è ornata da profumatissimi fiori bianchi a 4-5 petali, dalla forma semplice ma incantevole con un ciuffo centrale di stami giallo limone che compaiono nella parte terminale dei rami sviluppati nella precedente stagione.

I fiori appiattiti dai petali stretti contrastano piacevolmente col verde fogliare e illuminano i giardini o le terrazze che profumano intensamente.



Anche per Clematis Armandii vige la regola "testa al sole e piedi all'ombra", una posizione ben illuminata con un'ombreggiatura delle radici e della parte iniziale del fusto, rappresentano l'esposizione ideale per questa Ranuncolacea in grado di tollerare anche la mezz'ombra.



Di rapidissima crescita, C. Armandii può raggiungere una lunghezza di 5-10 metri che si dipanano tra gli spazi offerti da muri, tralicci, tettoie, recinzioni, cancelli e terrazze.

La pianta è rustica e di facile gestione, non ha particolari esigenze di terreno, richiede una costante umidità (da mantenere anche mediante pacciamatura) con un incremento delle irrigazioni in Estate.
La potatura è necessaria per contenere la crescita e da effettuare dopo la fioritura, momento in cui è necessario incrementare la fertilizzazione con un concime a base azotata.


Armandii è disponibile nella varietà "Apple Blossom" dalle infiorescenze rosa tenue e "Snowdrift" dai grandi fiori candidi.

Clematis Armandii è una pianta preziosa dall'aroma inebriante che arreda il giardino, ne ho collocato un esemplare proprio sul lato della porta d'ingresso come nei bellissimi cottage inglesi, una nota fragrante che ricorda l'aroma mielato delle mandorle, entusiasmante preludio di Primavera.