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sabato 28 novembre 2015

ORTO D'AUTUNNO, UNA PASSIONE CHE CONTINUA

Quando la bella stagione volge al termine non si deve pensare che la passione per l'orto debba obbligatoriamente prendersi una pausa, esistono ortaggi che possono prosperare anche nel freddo dell'Inverno.

Qualunque sia la modalità con cui avete progettato l'orto, la sicurezza di verdure fresche sotto casa è garantita anche in Autunno, non solo: vi sono alcuni tipi di ortaggi che danno il meglio di sé nella stagione fredda. 


Gli ortaggi in grado di sfidare il gelo sono numerosi, una volta sgombrato il terreno dai residui della produzione estiva lo spazio per accoglierli sarà a disposizione.
Allora via a cavoli, sedano, finocchi, lattuga, ravanelli rossi, bietole, erbe aromatiche, porri, cipolle, agli, cicoria, piselli precoci, verza, invidia, rape....
Inoltre patate, asparagi e rabarbaro contrariamente a quanto si pensa, prediligono le temperature fresche di Autunno e Inverno.
Alcune varietà, come il cavolo riccio, resistono a temperature che sfiorano il punto di congelamento sopravvivendo anche in caso di neve.

Il periodo migliore per seminare verdure da consumare in Autunno è al termine dell'Estate, i ritardatari potranno acquistare piantine già sviluppate pronte per essere poste subito a dimora anche ad Ottobre in anticipo sulle gelate.


Se durante il giorno la temperatura non scenderà al di sotto dei 12°C. la crescita delle piantine sarà ancora possibile, quindi occhio alle condizioni del terreno e dell'aria!
Un modo per allungare il periodo di produzione è costruire una piccola serra o un tunnel possibilmente dotati di arieggiamento, se ne trovano già pronti nei punti vendita specializzati o, per gli amanti del bricolage, realizzarli riciclando materiali di scarto.

In un orto domestico di tipo autunnale in genere è meglio iniziare con la coltivazione degli ortaggi da bulbo, all'arrivo del freddo intenso essi avranno già radicato.
Nel terreno lasciato libero dalle piante di pomodoro e lavorato fino a farlo diventare morbido e soffice (in cui non vi sia ristagno idrico), piantiamo cipolle, scalogno e aglio lontani tra di loro, magari separati da carote o lattughe.


L'aglio rosa è quello che predilige la semina autunnale, per ottenere un buon risultato basta piantare nel terreno gli spicchi più grossi con l'apice rivolto verso l'alto (lo stesso per cipolle e scalogno).
Non irrigare in eccesso, i bulbilli potrebbero marcire!
Accanto ai bulbi collochiamo le nuove piantine di fragole riprodotte per stolone oppure il prezzemolo. 


Le Crocifere o Brassicaceae cioè cavolo nero e rosso, cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolo verza, cavolini di Bruxelles, cavolo riccio, broccoli, ravanelli, rafano e rucola sono le regine dell'orto autunnale e invernale.
Si utilizzano piantine già ben sviluppate di varietà in grado di sopportano le gelate, da porre a dimora in file ben distanziate affinché non si tocchino tra loro per evitare il marciume delle foglie più esterne.


Una particolare Crocifera molto apprezzata sulle nostre tavole fin dal tempo dei Romani è il broccoletto (Brassica oleracea italica) la cui parte commestibile è costituita dai corimbi formati dai minuscoli fiori riuniti.
L'odore tipico che si sprigiona durante la cottura delle Brassicaceae, ortaggi ricchi di sostanze organolettiche, è causato dallo zolfo in esse contenuto.

La coltivazione dei broccoli è molto semplice e non richiede cure particolari, è possibile nell'arco di un intero anno a seconda della varietà.
Le giovani piantine devono essere interrate ad una distanza di almeno 50 cm. data la crescita esuberante mantenendo il terreno costantemente umido.


In un orto autunnale non possono mancare i finocchi, piante che vanno seminate a dimora in Estate e poi diradate.
Del finocchio si consuma la rosetta basale che appena inizia il suo sviluppo deve essere interrata affinché possa rimanere al buio.


Tra le verdure da foglia invernali (a seconda della fascia climatica), ottimo il radicchio rosso di Chioggia o di Verona, cicoria Cappotta mantovana, Bianca invernale, Invidia e scarola in diverse varietà, spinaci.
Sono piante che si adattano a qualunque tipo di terreno e si adeguano a temperature molto basse, non sono necessarie le concimazioni.


Accanto a cavoli e invidie consiglio la coltivazione di porri a varietà invernale resistenti al gelo come Allium ampeloprasum L., il porro gigante invernale, croccante e dall'ottimo sapore. Interrato si manterrà a lungo.
Il porro è una pianta originaria del Bacino del Mediterraneo conosciuta e utilizzata da Egizi e Romani che predilige terreni a medio impasto, morbidi e ricchi in cui è garantito il drenaggio idrico.
Per un risultato ottimale consiglio un terreno misto a sabbia e compost, concimato a Primavera e una copertura delle piante nei momenti più caldi della giornata.
Le irrigazioni si rendono necessarie solo in periodi notevolmente siccitosi, il porro infatti non ama l'umidità.
Coltivare un orto nel periodo autunno- invernale è meno complicato rispetto alla piena Estate: la maggior parte di insetti e funghi che spesso attacca i nostri ortaggi teme il freddo, l'umidità ambientale poi ci permette di non preoccuparsi troppo delle irrigazioni.

giovedì 9 luglio 2015

LE ANTOCIANINE. COLTIVARE ORTAGGI A BUCCIA E POLPA SCURA

L'ORTO E' UN MEZZO PORCO
(proverbio emiliano)

Si sa bene quanto sia considerato il maiale in Emilia, allevato da sempre come un figlio, amato e riverito....fino a Gennaio, periodo in cui della povera bestia non rimangono inutilizzate nemmeno le ossa!

In Estate invece, nelle comunità rurali, era l'orto a rappresentare una notevole fonte di guadagno, Luglio era tempo di raccolta di ortaggi in abbondanza: zucchine, pomodori, melanzane, insalate, fagiolini, cetrioli e tutte le aromatiche per impreziosire i piatti in cucina.


Oggi gli orti urbani sono una realtà sempre più in espansione non solo termometro dei tempi difficili in cui viviamo, ma anche un desiderio (e un diritto) di riappropriarci di quei sapori quasi dimenticati.

Coltivare un orto privilegiando ortaggi a buccia e polpa scura significa associare le qualità dell'orticoltura agli effetti benefici di ortaggi dall'aspetto insolito e belli da vedere.

Gli ortaggi a buccia e polpa scura oltre ad avere un buon sapore, fanno bene all'organismo perchè ricchi di antocianine, pigmenti vegetali che appartengono alla classe dei flavonoidi, dotato di forti proprietà antiossidanti.

Cavolfiore viola

Sul nostro organismo le antocianine hanno numerosi effetti benefici di carattere antinfiammatorio, antiallergico, vasoprotettore e sono di sostegno per la mucosa gastrica e intestinale.
In particolar modo intervengono nella protezione e nel corretto funzionamento dei capillari, tonificano e rinforzano l'intero sistema venoso.

Il colore delle antocianine può variare dal rosso al blu, sono presenti in quantità diverse in quasi tutte le piante e hanno il compito di proteggerle dai danni provocati dai raggi ultravioletti.

Fagiolini viola

Le antocianine sono in grado di reagire con l'ossigeno molecolare e i radicali liberi riducendo i danni a tessuti e cellule intervenendo quindi contro il processo di invecchiamento e modificazione cellulare.

Le varietà di ortaggi a buccia e polpa scura che possiamo coltivare nel nostro orto sono diverse, la cura da dedicare è la stessa delle varietà tradizionali.

CAROTE VIOLA O PORPORA


Carote viola

In passato le carote erano viola, come ci raccontano testimonianze sia dall'antico Egitto che dall'Iran, Afganistan e Pakistan del X secolo.
Ancora nel XIV secolo l'Europa importava carote viola, verdi, gialle, bianche, rosse e nere finché gli olandesi decisero di adottare l'uso della carota arancione in onore della dinastia regnante, gli Orange, selezionando sui campi un seme di provenienza nordafricana.
In Europa, privilegiando carote arancioni, si è arrivati ad una selezione attuata sui campi di coltura con la perdita delle altre varietà, ancora presenti in altre parti del mondo.



Oggi è in atto un programma di recupero della carota viola coltivata in modo naturale e biologico in alcune zone d'Italia dove è stata dichiarata presidio Slow Food.
La carota violacea è ricca di polifenoli, flavonoidi e antocianine, tutte sostanze antiossidanti che combattono i radicali liberi, inoltre la quantità di zuccheri presenti è inferiore rispetto a quella delle carote tradizionali.
Le carote viola hanno lo stesso sapore di quelle arancioni e si possono cucinare in diversi modi (lessate, in zuppe o vellutate, ingredienti di dolci a cui regalano un colore insolito e appariscente). Ottime anche consumare crude.

I semi si possono acquistare in rete o richiederli dal proprio rivenditore, si seminano in pieno campo da Marzo a Giugno.

PATATE VIOLA E PATATE BLU


Patate blu

Le patate blu-viola hanno una storia antica, provengono dal Sudamerica (Cile-Perù) e sono Solanaceae il cui colore insolito bluastro assolutamente naturale è dovuto alla ricchezza di antocianine.

Sono patate dalla forma allungata, di piccole dimensioni, molto farinose e dalla colorazione accattivante che si mantiene anche dopo la cottura, rendono particolari le ricette in cui vengono utilizzate.
In Francia sono apprezzate dall'800 ed impiegate dai grandi chef per le importanti qualità organolettiche e per la polpa blu-viola profumata alla nocciola come la varietà Velvet Queen dalla buccia viola e pasta blu.


Patate nere fritte tipo chips

Le Vitelotte invece sono patate che si riconoscono per la tipica buccia viola e vengono coltivate in alcune zone d'Italia.

Si coltivano come le patate a pasta bianca o gialla, sono molto resistenti a malattie e siccità.
Alcune catene di supermercati italiani ospitano nel reparto ortofrutta questo insolito tipo di patata che è possibile reperire anche in alcuni mercati rionali.

POMODORI A BUCCIA ROSSASTRO-NERA

Si tratta di pomodori dal gusto molto saporito e inaspettato, coltivabili nell'orto con estrema facilità.

I pomodori neri, per l'alto contenuto di antocianine e licopene, sono detti "pomodori anticancro".
Il licopene è una sostanza naturale che appartiene al gruppo dei carotenoidi altamente contenuto nel pomodoro rosso a cui dà anche il nome (Solanum lycopersicum).
Il pomodoro nero Sun Black spopola all'estero mentre in Italia non è ancora commercializzato, il sapore risulta invariato rispetto al pomodoro tradizionale ma per il doppio contenuto di antiossidanti e antiradicali liberi è un vero elisir di lunga vita.

Pomodoro Black Cherry

In Italia un'ottima alternativa al Sun Black è il Pomodoro Nero di Crimea o il Black Cherry, quest'ultimo con frutti arrotondati color rosso scuro tendente al nero simili a ciliegie.

Nero di Crimea


Il Nero di Crimea è un pomodoro dal color rosso tendente al marrone dalle bacche grosse lievemente appiattite.
Posso garantire sulla semplicità di coltivazione, mio fratello ne ospita con successo alcune piante nel suo orto.
Oltre ai privilegi di Black Cherry, questo pomodoro è più semplice da reperire e il costo dei semi è accessibile a tutti.
Il sapore della polpa è delizioso, si coltiva in modo tradizionale.


Anche le melanzane viola sono ricche di antocianine, come i cavoli viola o neri da consumare crudi o cotti a seconda della varietà o della ricetta che si preferisce.

Gli ortaggi a buccia e polpa viola sono antiche biodiversità da riscoprire, più salutari delle solite varietà che siamo soliti coltivare nei nostri orti.

lunedì 16 febbraio 2015

UN ORTO RIALZATO, BENESSERE A PORTATA DI MANO

Chissà perché, ma gli ortaggi coltivati nel nostro orto, anche se non proprio esteticamente perfetti, hanno un sapore diverso, sembrano più appetitosi, forse perché conditi con la fatica di produrli!

Qui in Emilia, dove l'ambiente agricolo è stato predominante fino a pochi decenni fa, per indicare un lavoro faticoso e sgradevole, si dice "la terra è bassa !", sicuramente perché il mestiere dell'agricoltore è sempre stato tra i più massacranti.


Coltivare un orto con un piano di lavoro più elevato rispetto a quello di campagna è un modo agevole per operare le manutenzioni necessarie per la coltivazione di ortaggi ed erbe aromatiche.


Creare aiuole rialzate in un giardino o realizzare cassoni dall'aspetto raffinato soddisfa gli amanti del giardino elegante ed ordinato, un modo eccellente per coniugare con eleganza orto e giardino o sfruttare piccole superfici altrimenti inutilizzabili.


Le vasche rialzate sono molto conosciute e diffuse nel mondo anglosassone, sono le cosiddette "garden boxes", letteralmente "scatole da giardino".
Si possono realizzare con il fai-da-te magari riciclando oggetti di recupero, in commercio esistono cassette o vasche di varie dimensioni già pronte all'uso.

Tutti gli ortaggi in particolar modo quelli di piccole dimensioni traggono maggior giovamento nella coltura con terreno rialzato.


I vantaggi sono diversi e, grazie a questi fattori, la produttività viene notevolmente aumentata, la gestione delle irrigazioni, il controllo delle erbacce e la concimazione sono più semplici da condurre.


La prima a trarre beneficio da un orto sopraelevato è la nostra schiena non essendo necessario chinarsi per la manutenzione periodica, la parte centrale della vasca è più semplice da raggiungere.
Anche un disabile può operare rimanendo seduto comodamente sulla carrozzina.

La realizzazione di un orto all'interno di cassoni può risultare un'idea simpatica per avvicinare i bambini al piacere e alla conoscenza della natura, un modo per divertirsi stando insieme ammirando un mondo "a portata di occhi".


TERRENO
I cassoni possono essere riempiti con qualunque tipo di terreno desiderato senza dover adeguare le scelte botaniche degli ortaggi alle caratteristiche del terreno originario del luogo, un terreno all'interno di un contenitore può essere sostituito a piacere ogni volta che lo si desidera.

Il terreno poi non essendo sottoposto a calpestio si mantiene più soffice ed areato a beneficio della fertilità.


IRRIGAZIONE
Un terreno meno compatto assicura un drenaggio migliore, le sponde dei cassoni mantengono un'umidità più alta e trattengono la pacciamature e le concimazioni.
In un orto rialzato consiglio un irrigazione a goccia che garantisce la giusta quantità di acqua con conseguente risparmio idrico.


TEMPERATURA E LUCE
Una coltivazione posta ad un piano più alto rispetto a quello di calpestio riceve più luce, fattore molto utile soprattutto nelle stagioni in cui la luce scarseggia.
Il terreno contenuto all'interno del cassone si riscalda più facilmente, messa a dimora, germinazione e crescita delle piantine verranno anticipate.

Attenzione! Se si vive in zone con estati molto calde e secche, la verifica dell'idratazione dell'orto rialzato sarà un importante fattore da controllare con frequenza siccome il terreno tenderà ad asciugarsi più facilmente.


SPAZI
Le vasche per ospitare l'orto rialzato possono essere realizzate nella forma e nella dimensione desiderata sfruttando gli spazi disponibili e seguendo un disegno armonioso adattabile allo stile del giardino o terrazzo che le conterrà.

Gli spazi all'interno delle vasche si possono suddividere in modo mirato e organizzato allo scopo di aumentare la produttività, in un letto di coltura rialzato le piante possono essere posizionate più vicine per la maggiore luce a disposizione.


LOTTA AD INSETTI INDESIDERATI
In spazi così ristretti è facile applicare una rete di protezione che tenga lontano insetti nocivi e lumache e che aiuti a salvaguardare i prodotti da forti piogge e vento.


Erbe aromatiche e fiori sono compagni ideali di ortaggi all'interno di un orto rialzato, profumi e colori per rallegrare gli spazi.


venerdì 23 gennaio 2015

ORTO SINERGICO, ORTAGGI SECONDO NATURA seconda parte

CONTINUA da prima parte...

Le piante non solo non consumano il suolo (traggono da esso solo il 2,5% del nutrimento di cui necessitano) ma ne sono produttori.
Se si lasciasse fare alla natura il terreno non sarebbe così sfruttato come nelle nostre campagne dove per poter attuare l'agricoltura sinergica è necessaria una preparazione iniziale allo scopo di reintrodurre i microrganismi e il compost esaurito.

PROGETTAZIONE DELL'ORTO SINERGICO

Per creare un orto sinergico in modo corretto si inizia con l'identificazione dell'area destinata alla coltura preferibilmente con esposizione nord-sud.
La forma delle aiuole rialzate può essere a spirale o cumulo.



PREPARAZIONE

L'orto sinergico può essere realizzato in ogni periodo dell'anno, Primavera e Autunno sono i momenti migliori.

Nella preparazione iniziale lavorare il suolo a 20-30 cm di profondità per togliere la zolla erbosa lasciando la terra nuda. 
Si dovranno creare bancali (cioè strisce di terra in cui avverrà la semina) o aiuole rialzate con il terreno scavato, dopo questa preparazione il terreno non dovrà essere più scavato.

preparazione di un bancale

E' consigliabile disporre i bancali su un piano leggermente inclinato per favorire il deflusso delle acque in caso di piogge abbondanti e proteggerli con una siepe frangivento magari ricca di bacche per gli uccelli.

I bancali dovranno essere alti tra i 20 e i 50 cm con una larghezza massima di 120 cm (per arrivare al centro senza calpestare la terra), per la lunghezza non ci sono limiti, è preferibile comunque realizzare dei passaggi ogni 4-8 metri.
Tra un bancale e l'altro creare camminamenti larghi almeno 60 cm per consentire il passaggio di una carriola.
Calcolare che nel giro di un anno vi sarà un abbassamento fisiologico del terreno.

La forma dei bancali può essere rettilinea, curva o a mandala rispettando sempre le proporzioni (ad esempio in bancali troppo stretti gli sbalzi climatici vengono accentuati).
Nei primi approcci all'orto sinergico meglio realizzare bancali rettilinei di cui è più semplice sia la costruzione che la gestione.


Un bancale a spirale non dovrà superare una lunghezza di 8 metri ed una larghezza di 120 cm, si traccia una forma a chiocciola e si sottrae la terra dai vialetti di separazione.
La terra rimossa dai vialetti, mescolata a compost o concime organico se il suolo è molto sfruttato, servirà ad innalzare e a formare i bancali.

Se le dimensioni dell'orto sinergico sono importanti è possibile utilizzare un aratro, le rifiniture saranno comunque effettuate a mano con vanga e rastrello. 
Sagomare lo strato superficiale che dovrà essere costituito il più possibile con terra fine.
Se la superficie interessata era precedentemente incolta o adibita ad orto biologico si può procedere alla semina dell'orto. 

Nel caso in cui l'orto venga realizzato su una superficie che in passato abbia subito trattamenti con prodotti chimici, prima di crescere piante commestibili, è opportuno compiere una o più coltivazioni con piante in grado di metabolizzare i residui tossici contenuti nel terreno (cicoria, trifoglio, senape).
Al termine del loro ciclo, le piante dovranno essere recise alla base e le radici lasciate nel terreno, il tutto disgregandosi si trasformerà in materia organica utile al suolo.

IRRIGAZIONE

Il metodo più funzionale, anche dal punto di vista del risparmio idrico, è l'utilizzo di linee di ala gocciolante autocompensante) del diametro di 16 mm poste in duplice fila al di sotto della pacciamatura sulla sommità del bancale.

rotolo ala gocciolante

Navigando nel web ho riscontrato modalità completamente errate sulla realizzazione di un impianto a goccia, alcune quasi buffe come quella di forare il tubo con un chiodo preriscaldato alla fiamma di una candela!
Forando manualmente il tubo (con un qualunque metodo empirico) l'acqua non fuoriuscirà dai fori con la stessa pressione ma spruzzerà esageratamente dai fori più vicini alla fonte d'acqua e pochissimo da quelli più distanti....
L'orto risulterà irrigato in modo scorretto.


L'ala gocciolante autocompensante è formata da speciali gocciolatori già incorporati all'interno del tubo che per mezzo di una membrana uniformano la portata d'acqua in tutto l'impianto irriguo.

L'impianto a goccia può essere controllato manualmente tramite semplici rubinetti o automatizzata per mezzo di elettrovalvole o programmatori elettronici.

filtro a rete

In caso di utilizzo di acqua "sporca" (canale, cisterna di recupero, pozzo ecc..)
è opportuno installare a monte dell'impianto un filtro a rete.
Quando la pressione dell'acqua supera 1,5- 1,8 bar è indispensabile aggiungere dopo il filtro un riduttore di pressione.

riduttore di pressione

PACCIAMATURA


La pacciamatura dei bancali è una delle fasi più importanti dell'orto sinergico.
Si tratta della copertura del suolo ad imitazione del manto di foglie e rami che ricopre naturalmente il terreno la cui funzione è di proteggere il suolo dal dilavamento causato da pioggia e vento, da irrigazioni non idonee, dal compattamento e dal calore eccessivo, dalla proliferazione di erbe indesiderate.
La pacciamatura ha funzione termoregolatrice perché limita la traspirazione con conseguente risparmio idrico.



Con il passare del tempo la pacciamatura sarà soggetta a decomposizione e, insieme al degrado delle radici e foglie delle piante da orto, andrà a costituire lo strato di humus.

In Primavera lasciare che lo strato di pacciamatura sia leggero per permettere la penetrazione del calore nel suolo, per la semina o l'interramento delle piantine che costituiranno l'orto, aprire dei piccoli fori nella pacciamatura.
Durante l'Estate aumentare il manto di protezione per limitare l'evaporazione del terreno, in Autunno il degrado della pacciamatura aumenterà, la protezione invernale è garantita dai residui aerei delle piante coltivate.

ARCHI TUTORI E COPERTURA


Terminata la costruzione dei bancali ed installato l'impianto di irrigazione si passa alla collocazione permanente di archi tutori di tondino di ferro (quelli che si usano in edilizia) da conficcare nel terreno ai lati dei bancali ad un'altezza di 2 metri dal piano di calpestio.
Per aumentarne la stabilità meglio alloggiare gli archi a coppie incrociate che si auto sosterranno, tendere poi orizzontalmente un filo di ferro fissandolo in ogni incrocio di archi e a diverse altezze.
I fili fungeranno da supporto per le specie rampicanti.

SEMINA E TRAPIANTO

Per avere un orto sinergico che funzioni pienamente occorre combinare tra loro, all'interno dei bancali, le varie colture e assicurare una copertura costante in ogni stagione dell'anno.
La scelta dovrà vertere tra piante per l'alimentazione, ornamentali, aromatiche e officinali con l'obiettivo di scongiurare le patologie tipiche delle monocolture ed ottenere un orto il più possibile autosufficiente in grado di rigenerarsi.


Con pochi accorgimenti gli ortaggi si riseminano da soli: basta mandarne alcuni in seme e piantare fiori autoctoni per favorire l'impollinazione.
La presenza di fiori come tagete e nasturzi all'interno di un orto sinergico, oltre ad avere un effetto estetico, attrarrà insetti benefici e svolgerà attività antibatterica, antimicotica, allontanando formiche e altri parassiti.

Preferire una disposizione organizzata su file per favorire le varie operazioni di gestione.


GESTIONE 

Le modalità di raccolta degli ortaggi sono diverse rispetto ad un orto tradizionale.
Al momento del raccolto le radici della pianta dovranno essere lasciate nel terreno, in alcuni casi si rigenererà una pianta, in altri la radice contribuirà al nutrimento di altre specie vegetali.
Ad esempio nella raccolta delle biete, raccogliere solo le foglie esterne, lasciare quelle interne e la pianta continuerà a vegetare.


Le cosiddette erbacce dovranno essere rimosse solo se soffocano le specie trapiantate e sfoltite in modo mirato, alcune come senape, portulaca, piantaggine, malva, camomilla ecc. sono utili nell'orto.

Per favorire l'utilizzo delle risorse, evitare di consociare piante che crescono ad uguale altezza, preferire profondità differenziate e momenti di raccolta diversi nel tempo a seconda delle stagioni.


Il successo in un orto sinergico è la biodiversità, nel progetto annuale di semina e trapianto tenere sempre conto delle consociazioni (cioè liliacee, leguminose, aromatiche, fiori, ortaggi) all'interno di ogni bancale per differenziare il consumo di azoto diverso per ogni pianta.

Coltivare un orto sinergico cambia il rapporto con la natura, seguendo il principio "vivere senza distruggere" viene restituito alla terra più di quanto viene sottratto.
Naturalmente si potranno mangiare cibi sani!





martedì 20 gennaio 2015

ORTO SINERGICO, ORTAGGI SECONDO NATURA prima parte

L'orto in tutti suoi aspetti e tipologie è un argomento che continua ad 
incuriosirmi, in qualunque modo lo si coltivi, curato o meno, qualcosa si raccoglie sempre.
L'interesse per questo tipo di giardinaggio mi ha spinta a sperimentare nuove forme di coltivazione di ortaggi e piante aromatiche, metodi diversi dal solito orto tradizionale.
Coltivare un orto senza fatica nel totale rispetto della natura è un'esperienza possibile, una consapevolezza ecologica che deriva dalla sintonia dell'uomo con la natura.
"Vivere senza distruggere" è un concetto che nasce dalla consapevolezza di conciliare i bisogni umani con quelli della natura attraverso un equilibrio tra ambiente naturale e antropizzato.


"Spaccato" di orto sinergico realizzato con materiale di recupero

L'agricoltura sinergica è una tecnica innovativa che permette di alterare il meno possibile gli equilibri naturali seguendo quattro principi di base: non lavorare il terreno, non diserbare, non concimare, non utilizzare pesticidi.

Si tratta di un concetto rivoluzionario di non azione introdotto dal giapponese Masanobu Fukuoka negli anni '70 e adattato al nostro clima mediterraneo più arido rispetto a quello del Giappone dall'agricoltrice spagnola Emilia Hazelip negli anni '80.

Secondo la stessa Hazelip l'agricoltura sinergica è la forma di coltivazione più naturale tra quelle conosciute, essa lavora con le dinamiche di fertilità naturali del suolo.  
Se all'interno del terreno le piante vengono coltivate ad un certa intensità, il suolo mantiene e poi migliora la sua fertilità se ricoperto con una pacciamatura fogliare ad imitazione della natura.

L'orto sinergico si basa sul principio della collaborazione tra ogni parte che lo compone per il raggiungimento di uno scopo comune perché nulla in natura va sprecato, ciò che muore concorre alla creazione di altra vita.


orto tradizionale

Nell'agricoltura tradizionale si pensava che la coltivazione di una pianta sottraesse fertilità al suolo impoverendolo, nuovi studi hanno confermato le intuizioni di Fukuoka: durante la vita di una pianta fino al 25% di energia prodotta con la fotosintesi viene disperso nel terreno sotto forma di essudati e cellule morte a loro volta nutrimento per i microrganismi che vivono nella rizosfera (zona a diretto contatto con le radici) e che permettono il movimento di nutrienti dal suolo necessari alle piante.

Semplificando:
  • la terra fa crescere le piante
  • le piante creano suolo fertile con i loro essudati radicali attraverso l'energia chimica dei loro residui organici unitamente a microrganismi, batteri,funghi e lombrichi.
Quindi piante e microrganismi interagiscono vantaggiosamente tra di loro.

orto sinergico dimostrativo "a chiocciola" con  acquatiche commestibili

A supportare i concetti di Emilia Hazelip troviamo la pubblicazione del microbiologo australiano Alan Smith il quale illustra come la pianta tragga vantaggio dalle sostanze disperse tra le radici.
Secondo gli studi di Smith, i composti persi dalle piante favoriscono una veloce proliferazione dei microrganismi che vivono nella rizosfera e un conseguente alto consumo di ossigeno che permette lo sviluppo di organismi anaerobi.
Sono questi micrositi anaerobici che mantengono in salute e vigore la pianta.

Nell'orto sinergico, per ottenere l'auto-fertilità del terreno, è necessario attenersi ai quattro principi di Fukuoka.

NON LAVORARE LA TERRA
Il suolo è naturalmente ricco di organismi, se zappato o arato perde la normale attività a causa dell'ossigenazione dovuta alla lavorazione.
Rigirando il terreno l'equilibrio tra gli essudati delle piante e l'azione chimica di microrganismi, funghi e batteri si interrompe con un conseguente squilibrio nutritivo. 
Come nel sottobosco, il suolo si mantiene e si lavora da solo grazie all'azione della penetrazione radicale e al lavoro di lombrichi e microrganismi.
Per ovviare a queste carenze nell'agricoltura tradizionale si fa ricorso a fertilizzanti da cui le piante diventano dipendenti con conseguente impoverimento del terreno e maggior esposizione alle patologie.



NON COMPATTARE IL SUOLO
Nell'agricoltura sinergica il terreno non deve essere calpestato per permettere la giusta aerazione dei micro-ecosistemi presenti nel sottosuolo (per questo le aiuole sono rialzate rispetto al resto del terreno).
In natura erbe e radici penetrando in profondità nel terreno smuovendolo e facendo entrare aria.

NON CONCIMARE
La fertilizzazione avviene tramite copertura organica permanente detta pacciamatura che può essere effettuata anche con materiale di recupero come paglia, carta non tossica (o altro materiale ecocompatibile), rametti e foglie morte.
In questo modo il terreno tratterà acqua e sostanze nutritive, regolando umidità, temperatura e proliferazione di erbacce, in caso di pioggia battente il terreno mantiene la fertilità.
La fertilizzazione naturale può essere effettuata anche tramite pacciamatura vivente per mezzo di una fitta convivenza di piante perenni e stagionali a diversi stadi di crescita, erbe spontanee comprese.
Radici e foglie appassite devono essere lasciati nel terreno per mantenere l'umidità.



La pacciamatura (vivente o secca) è un modo per imitare la natura: se in un sottobosco si solleva lo strato superficiale si nota subito il colore scuro e ricco di vita del terreno sottostante.

COLTIVARE BIODIVERSITA'
In ogni aiuola che costituirà l'orto sinergico occorrerà piantare almeno tre tipi di piante: una leguminosa, che fissa nel suolo l'azoto presente nell'aria, una liliacea (aglio, cipolla, porro, ecc..) dalle capacità antibatteriche, un ortaggio appartenente ad altre famiglie.



La combinazione di diversi ortaggi arricchisce il suolo e crea biomassa, fiori e piante aromatiche abbelliscono l'orto e lo proteggono esaltandone i sapori.

...CONTINUA....

martedì 22 aprile 2014

ORTO-GIARDINO, UN'INVENZIONE VECCHIA DI SECOLI

Creare un orto in questi tempi così difficili sta diventando un obiettivo di molti, sia per necessità che per poter consumare verdure fresche.
Gli orti sociali sono oggetto di attenzione per il loro potere terapeutico, come momento di aggregazione, per favorire l'attività fisica nelle persone non più tanto giovani, ma anche per avvicinare alla natura bambini e ragazzi.

Lasciarsi coinvolgere nel ciclo di crescita di un ortaggio, un frutto, un fiore, aiuta ad imparare a prendersi cura di un altro essere e apprezzarne il ciclo vitale, godere dei colori e degli odori, una vera terapia contro la solitudine.
Ortaggi o fiori?
Certamente entrambi.


Unire ortaggi, frutti e fiori nella stessa area non è come può sembrare un'esigenza di spazio, ma un modo armonioso di organizzare la natura, un'arte da sviluppare nel proprio spazio verde proprio come facevano gli antichi Romani, i monaci all'interno dell'Hortus conclusus, nei masi di montagna in Trentino.

Lavanda dentata

Hortus è il termine latino da cui deriva il nostro vocabolo "orto", poteva designare un appezzamento di terreno coltivato per soddisfare le esigenze famigliari o anche indicare gli splendidi giardini di una villa patrizia.
L'hortus coincideva anche con un frutteto o un vigneto sfruttati commercialmente, ma è nel giardino padronale privato che il termine hortus si arricchisce di significati.


I Romani progettavano i loro giardini con alto senso artistico, attenendosi a canoni estetici ben precisi in cui elementi naturali venivano uniti a creazioni dell'uomo come statue, colonne, fontane, giochi d'acqua, vasi ricolmi di fiori.
Plinio il vecchio ci parla già di arte topiaria (opus topiarium) cioè un modo di potare le piante per renderle simili ad oggetti o animali.

A Roma le piante più utilizzate per l'opus topiarium erano bosso, cipresso e quercia, questa tecnica era cosi avanzata da rappresentare intere battaglie navali, scene di caccia, simulacri di dei.
Accanto agli alberi detti "silvestri" (faggio, leccio, pino, abete, castagno ecc..) si accostavano alberi da frutta anche di tipo esotico per poter godere della loro ombra ma anche dei frutti, edera o vite spesso coltivata tra gli alberi li univa come una ghirlanda o un festone.


I Romani amavano i contrasti: ad aiuole geometriche venivano accostate macchie di piante spontanee, all'interno di recinti ben delineati di mirto, rosmarino o alloro si collocavano gruppi di alberi da frutto e per dare un aspetto suggestivo a grotte e ninfei utilizzavano il capelvenere (Adiantus capillus-veneris), felce legata alle ninfe delle acque.

Nell'orto-giardino dei Romani non mancavano gli ulivi e la vite, i fiori conosciuti non erano molti: i più diffusi erano le rose, per ornare le edicole degli dei, i gigli sacri a Giunone, la viola per i culti funebri, narcisi e garofani con cui si ornavano gli interni delle case.

Calendula officinalis

La perfezione dell'orto-giardino si raggiunge nel Medioevo nella segretezza dell'hortus conclusus, dove ortaggi, fiori e piante officinali crescevano nelle aiuole geometriche al segreto di alte mura.

Jardin-potager Chateau Villandry

Anche la fastosa Versailles possedeva un jardin-potager orgoglio di Luigi XIV, un mirabile orto-giardino realizzato con perfette forme geometriche che si intersecavano tra loro.
Alberi da frutto potati estrosamente, ortaggi, agrumi, archi di rose si intrecciavano armoniosamente tra loro in disegni perfetti, arricchendo anche le tavole della Reggia e colmando di fiori i preziosi vasi .

Anche le nostre nonne nei cortili di paese o in campagna allestivano orti- giardino in cui attingere le verdure da mettere sulla tavola e raccogliere fiori spesso da portare sulle tombe dei loro cari....
I fiori sono quelli che coltivava mia madre nel nostro orto-giardino: gigli, astri, rose, garofani, zinnie, dalie accanto a fagiolini, insalate, pomodori, cardi, fragole.
Ma allora perchè sbalordirsi alla notizia che Michelle Obama coltivi un orto nel giardino della Casa Bianca?


L'orto-giardino sta rivivendo un momento di notevole successo, una soluzione interessante per sposare la bellezza dei fiori all'utilità della coltivazione di ortaggi freschi a chilometro zero.
Per creare un orto-giardino non occorre essere grandi progettisti, basta combinare la fantasia ad una struttura armoniosa ed equilibrata magari puntando sulla simmetria di forme geometriche ben precise come i classici rettangoli o quadrati percorsi da vialetti regolari oppure combinando in maniera fantasiosa triangoli e cerchi.

Schemi per orto-giardino

Per chi preferisce le forme "morbide" suggerisco settori circolari concentrici percorsi da vialetti disponendo al centro gli ortaggi e i fiori più alti e man mano diminuendo le altezze nei settori esterni.

Borraggine, menta e lavanda convivono in armonia

Alla bellezza occorre unire la praticità: i sentieri devono avere di comodo accesso con una larghezza minima di 40 cm. (60 cm. se saranno percorsi con una carriola) e delineati da cordoli.
Il materiale prescelto per pavimentarli e definire le aiuole dovrà essere scelto in sintonia con l'abitazione e l'ambiente circostante (listelli di legno trattato, vecchi mattoni, lastre naturali o in pietra ricostruita).

Per rendere naturale l'insieme creare archi o sostegni con rami di nocciolo, salice o castagno su cui potranno arrampicarsi piselli o rose, clematis o pomodori datterini, nasturzi o ipomee....


I confini possono anche essere sottolineati da basse siepi di bosso o da aromatiche miste e profumate da accostare con l'accorgimento di contrastare i colori: erba cipollina, santolina, salvia ananas o salvia limone, basilico rosso,
una striscia di fragole da gustare....

Salvia ananas

Fragole in fiore

Sono tanti gli ortaggi dalle forme e dai colori ornamentali che uniscono alla bellezza il sapore genuino, accanto a fiori che ne valorizzano le caratteristiche sapranno dare vita ad un bellissimo orto-giardino.
Allora via con le melanzane rotonde bianche sfumate di rosa, insalate ricce variegate, peperoncini rossi, gialli arancio o viola (il colore varia con il grado di maturazione), zucchine gialle o cavoli viola, pomodori screziati di giallo o biete dai gambi colorati!

Erba cipollina, utile in cucina ed ornamentale

Un fattore molto importante nella scelta dei vegetali è il rispetto delle loro esigenze: esposizione, tipo di terreno, spazi per la crescita, cicli di rotazione.
Per quanto riguarda i fiori, che non possono assolutamente mancare preferire quelli che sviluppano un apparato radicale superficiale per non interferire con la crescita degli ortaggi o che con il loro odore allontano i parassiti degli ortaggi come calendule e tagete.

Tagete bordano un'aiuola di ortaggi

La carenza di spazio o la mancanza di un giardino non devono scoraggiare: si può progettare un orto-giardino a ripiani utilizzando cassoni di legno posti a diversi livelli, schermare il terrazzo con tralicci su cui far intrecciare rose e piselli.
Le infinite combinazioni faranno scatenare la fantasia!