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venerdì 18 ottobre 2013

CRONACA DI UNA BIOPISCINA ANNUNCIATA seconda parte

...CONTINUA.....

Sono tante le ore dedicate a questo progetto, ma non sono certo pesate visto il risultato!
La vasca principale è stata colmata d'acqua, le acquatiche marginali della zona filtrante sono già state collocate a dimora.


Vengono posati massi di fiume su cui ci si può sedere, tuffare o ammirare la biopiscina....


Una serie di lastre delimita il bordo naturale, diverse qualitità di sedum arricchiscono la zona di ghiaino colorato


...la cura del particolare...
Una cascatella collega la piscinetta alla vasca principale, il legno utilizzato per la zona solarium è stato rigorosamente sagomato per ospitare il masso


Il primo approccio con l'acqua perfettamente limpida in modo naturale.
Nessuno rinuncia: adulti, bambini e animali!

Alle ninfee, le regine delle acquatiche, è stata destinata un'apposita vasca, per ora sono di piccole dimensioni, ma la prossima Primavera la loro fioritura sarà splendida.






Bellissimi carici variegati garantiranno una vegetazione costante anche durante l'inverno


L'acqua è limpidissima nonostante la biopiscina sia ancora neonata


Mi siedo e ammiro con grande soddisfazione il lavoro, la squadra con professionalità ha saputo mettere in pratica il mio progetto rendendolo realtà.
Il committente ha ampiamente apprezzato il risultato ottenuto.


Anche il più difficile da accontentare è rimasto senza parole!!

lunedì 3 settembre 2012

CANNA DI PALUDE, UNA PERFETTA POMPA DI OSSIGENO


pragmites australis o canna di palude

Pragmites Australis è il termine scientifico che definisce la Canna di palude, pianta tipica delle zone umide.
E' stata utilizzata per secoli nelle zone della Bassa per la costruzione di graticci, cesti, coperture di tetti di capanne, impagliatura delle sedie e alimentazione del bestiame.

Oggi, dopo attenti studi internazionali, il suo ruolo nella fitodepurazione le assegna un posto da regina tra le piante utilizzate nella zona di rigenerazione delle biopiscine.

la pianta è facilmente riconoscibile

Pragmites australis è una pompa di ossigeno naturale, è utilizzata nei sistemi a flusso sommerso orizzontale e verticale.
E' in grado di creare un microhabitat perfetto per la crescita di batteri che degradano le sostanze organiche.
Intorno al suo fusto poi si forma un ecosistema capace di eliminare microrganismi patogeni ed altre sostanze estranee (studi di Brix e Vretare) .

in condizioni ottimali forma estesi canneti

La Canna di palude è un'erbacea perenne elofita rizomatosa unica del genere Pragmites.Originaria di Europa e Asia ha colonizzato le zone umide di tutto il mondo.
Forma in poco tempo i cosiddetti canneti raggiungendo altezze sino a 4 metri.
Vive sia semisommersa (1,5m di acqua) che nel fango argilloso di sponda, tollera anche una modesta salinità.
La foglia è appuntita e tagliente, color grigio-verde, lanceolata lunga dai 15 ai 60 cm, d'inverno si secca lasciando nudo lo stelo su cui si avvolge.
Il fusto è nodoso e flessuoso, senza ramificazioni e parte direttamente dal rizoma o dal fitto reticolo di intricati fusti sotterranei che vivono nel fangoso fondale.

fiore

I fiori sono pannocchie violacee lievemente pendenti che si trovano alla sommità della pianta e appaiono da luglio sino a tarda estate.

Non teme il gelo e cresce più rigogliosa in pieno sole, è una pianta molto rustica e di facile coltivazione.

giovedì 23 agosto 2012

BIOPISCINA, UN SOGNO CHE PUO' DIVENTARE REALTA'

logo Associazione Italiana acque balneabili naturali
La definizione ufficiale stabilisce che:
"La biopiscina è un corpo d'acqua impermeabilizzato rispetto al suolo e non disinfettato chimicamente, costruito per la balneazione. La costante qualità balneabile dell'acqua è garantita esclusivamente attraverso un trattamento biologico e/o meccanico."

Fino al 1995 in Italia non si parlava di biopiscina, a farla da padroni erano svizzeri e austriaci, inserire nell'architettura di un giardino qualcosa di innovativo come una lago balneabile a depurazione naturale era veramente improponibile.
I primi a credere nelle biopiscine sono stati gli agriturismi, la clientela straniera richiedeva un approccio più naturale nella balneazione, in questo modo si è iniziato a diffondere la cultura della biopiscina.
Attualmente la situazione è notevolmente evoluta, oltre ad apprendere le tecniche austriache gli italiani hanno saputo aggiungere desin e rifiniture di pregio.

biopiscina nei pressi di Bologna

La biopiscina deve inserirsi perfettamente nel contesto ambientale e armonizzarsi con il paesaggio circostante e l'architettura della casa. Oltre ad un rispetto totale della natura (la depurazione dell'acqua si effettua esclusivamente in assenza di sostanze chimiche), il beneficio maggiore lo riceverà chi potrà rigenerarsi immergendosi totalmente in un ambiente naturale.
l'acqua è perfettamente limpida!

La biopiscina è costituita da diverse zone ben distinte:
  • sorgente dove avviene la prima depurazione dell'acqua attraverso materiale ghiaioso grossolano
  • ruscello di collegamento dove l'acqua ossigenandosi raggiunge la zona balneabile
  • zona di balneazione (altezza max 3m.)
  • zona di rigenerazione cioè l'area in cui vengono collocate le piante acquatiche per la fitodepurazione (solitamente poco profonda)
Per la progettazione e la realizzazione di una biopiscina è opportuno rivolgersi a persone specializzate, sia per la giusta esecuzione che per la scelta dei materiali da utilizzare (pompa di ricircolo dell'acqua, griglia di separazione, teli, ghiaia, filtri o altro materiale facoltativo).



Il punto essenziale di una biopiscina è quindi ottenere acque cristalline in cui immergersi soltanto con sistemi ecocompatibili, senza spreco di acqua o manutenzione invernale come in una piscina tradizionale.
Le piante acquatiche, immerse nella zeolite, coadiuvate dalla microfauna, assorbono l'azoto e ossigenando l'acqua la rendono pulita e piacevole al contatto della pelle.

La piante acquatiche adatte ad una fitodepurazione sono molte, come l'Iris pseudacorus, Phragmites australis, Typha, Nelumbo, Ninfee o altre bellissime acquatiche decorative.
Dopo aver rispettato i criteri base, nulla vieta di dare via libera alla propria creatività inserendo rocce,pavimentazioni, giochi per i bambini, gazebi, aiuole e bordi, cascatelle, pontili ecc.

Anche la forma della biopiscina sarà l'espressione del nostro gusto personale oltre il giusto inserimento nel contesto paesaggistico: più naturale o con geometrie e schemi prestabiliti.


lunedì 16 luglio 2012

TYPHA ANGUSTIFOGLIA


la mia typha cresce rigogliosa
 Nei miei ricordi di bambina è riaffiorata l'immagine di quando insieme al nonno paterno andavo lungo le sponde dei fossi alla ricerca di quelle lunghe canne che all'apice avevano una "salsiccia" color marrone.
 Il nonno ne faceva grossi mazzi che teneva in un lungo vaso di ceramica, per ornare la casa quando i fiori freschi non erano reperibili. Il problema era lo "scoppio" delle salsiccie e il conseguente diffondersi per tutta la casa di una sottilissima polvere che la nonna si rifiutava di pulire.
Oggi coltivo nel mio biolaghetto ciò che facilmente trovavo da bambina nel territorio paludoso in cui vivo: la Typha angustifoglia.


La typha angustifoglia o Mazzasorda è un'erbacea perenne rizomatosa che vive lungo le rive di stagni, fossati,fiumi e valli dove può rimanere sommersa fino a 15 cm. di acqua.
Ha portamento eretto (può raggiungere 2m. di altezza), foglie piatte e strette e steli i cui gambi sono sormontati da un'infiorescenza a spiga simile a una salsiccia.

Predilige terreni argillosi pesanti, pieno sole e se coltivata in uno stagno o biolaghetto lo invade velocemente spesso formando una monocoltura. Per questo è opportuno contenerne l'esuberanza coltivandola in vaso.
Come l'iris psudacorus, la typha è un eccellente filtro biologico (utilizzata nella fitodepurazione), in un laghetto ornamentale garantisce la limpidezza dell'acqua, il rizoma infatti assorbe e trattiene le sostanze inquinanti.

La manutenzione della typha è scarsa, è sufficiente potare alla fine dell'inverno la parte aerea e in primavera dividere i cespi per ottenere nuove piantine. (verificare la presenza di un apparato radicale, attendere almeno che la nuova piantina abbia raggiunto i 10cm. di altezza prima di staccarla dalla pianta madre).

il "salsicciotto" veniva usato come sigaro

La typha angustifoglia ha parti commestibili e proprietà curative, nella nostra zona padana veniva un tempo utilizzata per ricoprire fiaschi o formare stuoie. La lanuggine presente nei frutti poi era un'ottima imbottitura per cuscini e il "salsicciotto" bruciato illudeva i contadini di scacciare le zanzare.

la fioritura avviene da giugno a settembre






venerdì 13 luglio 2012

IRIS PSEUDACORUS


bellissima fioritura di iris pseudacorus
 In un biolaghetto per avere una buona depurazione dell'acqua occorre eliminare il carico organico presente attraverso l'uso di piante come filtri biologici.
Una delle piante acquatiche più utilizzate a questo scopo é l'Iris Pseudacorus (non manca mai nella zona di depurazione di una biopiscina) il cui rizoma assorbe e immagazzina anche i metalli pesanti disciolti in acqua.


L'iris pseudacorus o giaggiolo acquatico è una pianta appartenente alla famiglia delle iridacee che vive in terreni umidi, paludosi o lungo le rive di stagni e fiumi.


Era già noto agli Egizi per le proprietà curative, anche i Greci lo utilizzavano mentre nella moderna erboristeria l'uso viene limitato vista la tossicità del rizoma.
L'iris pseudacorus è una pianta vigorosa molto diffusa, ha portamento eretto
 ( raggiunge i 150 cm.), foglie decidue verdi-azzurre a forma di spata che avvolgono in buona parte il fusto, radice tozza a rizoma.


 I fiori di colore giallo, inodori, sbocciano precocemente creando bellissime macchie di colore.
 Il fiore appare all'apice di ogni fusto ed ha una morfologia molto complessa, è noto per essere impollinato da api e bombi.
Spesso nell'allestimento di un biolaghetto l'importanza di questa pianta viene sottovalutata, ma è utile ricordare la facilità di adattamento sia alle alte che basse temperature (sopporta fino a - 28°C.)